Il ticket sui farmaci generici, la Regione tace

Alessandro Biancardi

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Il ticket sui farmaci generici, la Regione tace
ABRUZZO. Il ticket mascherato sui farmaci generici (cioè la differenza che paga il cittadino tra il prezzo imposto e quello riconosciuto dal Sistema sanitario al produttore) resta in vigore.

E in Abruzzo resta anche il ticket vero, che si aggiunge al precedente: e mentre per alcuni farmaci brevettati che costano molto di più non si paga nulla, sulle medicine generiche oggi si paga, anche se con questi farmaci il sistema sanitario risparmia. E’ uno dei tanti paradossi provocati dalla decisione dell’Aifa, l’Agenzia per il farmaco, che ha applicato una legge nazionale del 2010 ed ha pubblicato sul suo sito il nuovo prezzo di rimborso di 4.189 medicine. In attesa che le aziende produttrici diminuiscano il prezzo indicato sulle confezioni, adeguandolo al prezzo di rimborso imposto, il cittadino che acquista è costretto a pagare la differenza, più il ticket previsto dalla Regione Abruzzo, che non ha voluto attivare – come altre Regioni – la clausola di salvaguardia a tutela dei cittadini. L’Aifa intanto rassicura che questa vicenda entro pochi giorni si risolverà (ma non dice come), ma dalla Liguria, all’Umbria, dalla Campania alla Toscana, un pò dappertutto si sono levate proteste per l’improvviso salasso in farmacia.

Dappertutto, eccetto che in Abruzzo, dove solo i farmacisti di Federfarma hanno affrontato l’emergenza e solo Carlo Costantini, Idv, ha interrogato il presidente Chiodi sul perché la situazione sia stata affrontata solo da un funzionario dell’Ufficio farmaceutico che forse non ne aveva titolo. Silenzio da parte del Consiglio regionale, silenzio da parte della Giunta, silenzio da parte dell’assessore alla sanità- commissario-presidente. Atteggiamento ben diverso da quello del presidente della Toscana che ha approvato immediatamente una delibera con la quale la Regione si fa carico per 400 mila euro di queste differenze che pesano soprattutto sui più deboli, sugli anziani e sui malati. Per trenta giorni, in attesa di modifiche di questa lista di medicine generiche, le farmacie toscane non chiederanno nessun contributo alla spesa. E dopo le critiche per la mancata informazione dei cittadini, sotto accusa ora è il metodo usato dall’Aifa che ha ridotto autonomamente il prezzo di rimborso, allineandolo ai prezzi europei, ma senza tener conto del diverso mercato e delle dimensioni.

La nuova lista con i prezzi di rimborso ribassati porterà, secondo le stime ufficiali, ad un risparmio per le casse dello Stato fino a 800 milioni di euro l’anno (per l’anno in corso circa 600 milioni).
Un risparmio fatto a spese delle tasche dei cittadini, perché Federanziani (che ha rivolto un appello a Napolitano e Berlusconi per sospendere la decisione Aifa) stima che se le aziende produttrici non abbasseranno i prezzi, la spesa ricadrà sui malati. Pericolo molto reale perché «la maggioranza delle aziende non aderirà alla manovra, non essendo nelle condizioni di sostenere un taglio secco del 20% », ha dichiarato Giorgio Foresti, presidente di Assogenerici. Preoccupazione per la tenuta delle aziende che producono farmaci generici è confermata anche dal presidente di Farmindustria, Sergio Dompè, secondo il quale «alcuni stabilimenti italiani e alcune linee di produzione rischiano la chiusura».

Sebastiano Calella  20/04/2011 10.19