Petrolio: mozione Idv, «stop a trivellazioni in Adriatico»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. A causa della scelta del Governo di dare il via libera alle "prospezioni sismiche" al largo delle isole Tremiti l'Italia dei Valori cerca di correre ai ripari.

L'ultima concessione che interessa da vicino Puglia, Abruzzo e Molise sta mobilitando le diverse forze politiche e non solo.

Così questa mattina il partito dipietrista ha presentato in Commissione Ambiente una risoluzione a firma dei deputati Pierfelice Zazzera, eletto nella circoscrizione Puglia, Anita Di Giuseppe, parlamentare del Molise, e Sergio Piffari, membro della VIII Commissione che chiede lo stop alle trivellazioni in Adriatico.

«Con questa risoluzione», ha spiegato Zazzera, «vogliamo denunciare la caterva di autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi piombate davanti alle coste di Molise e Puglia concesse dal ministero per l'Ambiente e avanzate da multinazionali come la Northern Petroleum, la PetrolCeltice l'ENI nell'area che interessa l'Adriatico meridionale, il canale d'Otranto, lo Jonio ed infine le isole Tremiti, vicino persino ad una riserva naturale».

L'IdV con la risoluzione depositata chiede pertanto il blocco delle autorizzazioni per la ricerca di idrocarburi in Adriatico raccogliendo peraltro quanto lo stesso Commissario europeo responsabile per l'energia Gunther Oettinger ha dichiarato a seguito dell'incidente che ha interessato la piattaforma della Bp nel Golfo del Messico.

Intanto questa mattina il Consiglio regionale, riunito a palazzo dell'Emiciclo all'Aquila, ha approvato un progetto di legge regionale di modifica della legge regionale 12/2005 su "Misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento luminoso e per il risparmio energetico".

Sempre questa mattina è stato approvato un progetto di legge regionale di modifica alla normativa in materia di demanio marittimo con finalità turistiche e ricreative. Il provvedimento serve per sbloccare le concessioni di balneazione nei Comuni della costa che non hanno piani, in cui la Regione si sostituisce, dando il via libera.

Non è passata, invece, la risoluzione presentata dai consiglieri Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Saia (Pdci) per le aziende fallite.

Sorpresi i due proponenti: «in una regione che ha visto aumentare nel 2010 del 27% il numero di aziende fallite è assurdo che la Giunta non abbia impostato una strategia per sostenere il mondo delle microimprese familiari e del lavoro autonomo. Dispiace che per pigrizia e logica di schieramento abbiano detto no a una risoluzione che indicava alcune strade concrete da seguire».

Tra queste c'era la richiesta di confronto con il sistema bancario al fine di ottenere una moratoria e un pò di respiro (12 mesi) per aziende che soffrono dentro la crisi soprattutto per problemi di liquidità e accesso al credito.

Ma si richiedevano anche  un provvedimento simile a quello già operante sui mutui per la prima casa che consente l’abbattimento del tasso di interesse per i dipendenti delle aziende in crisi, l'approfondimento sulla situazione debitoria delle piccole e medie imprese in particolare e delle famiglie abruzzesi e il rifinanziamento della norma regionale che prevede contributi ai lavoratori autonomi e ai loro dipendenti per la formazione di cooperative o società per la ripresa delle attività.

19/04/2011 16.45