Crisi del tessile, riunione del comitato direttivo della Cgil a Gissi

Alessandro Biancardi

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GISSI. La Cgil si prepara allo sciopero generale del 6 maggio e avvia ulteriori tavoli di confronto sulla crisi produttiva ed occupazione, con particolare riferimento al settore tessile.

Non è un caso che il comitato direttivo della Filctem di Chieti si è riunito a Gissi, cioè al centro della Val Sinello afflitta da pesanti crisi industriali che rischiano di lasciare senza lavoro centinaia di lavoratrici e lavoratori, impoverendo tutto il territorio e innescando processi di ulteriore spopolamento delle zone interne.

Il Comitato direttivo della Cgil ha analizzato lo stato di difficoltà del comparto tessile, abbigliamento e calzaturiero (Tac), a cui ultimamente si è aggiunta l'incertezza del futuro e l'apertura di crisi in tante aziende del settore chimico e dei servizi di utilità pubblica (gas, acqua, energia).

Il sindacato ha fatto riferimento alle situazioni più preoccupanti della provincia di Chieti: i casi della Golden lady, per la quale zona si chiede il riconoscimento dell'area di crisi, con la dichiarata chiusura dello stabilimento di Gissi (382 addetti); della Sixty, con la dichiarazione di ristrutturazione aziendale che prevede 200 esuberi che si vanno ad aggiungere alla perdita di lavoro già operata per l'indotto; della Procter & Gamble, che ha annunciato la chiusura del sito di ricerca di Sambuceto con la perdita di 131 lavoratori altamente qualificati.

«Per queste ragioni e per l'assenza di politica, ad ogni livello, rivolta a tutelare e promuovere il lavoro – ha sottolineato il sindacato in una nota - il comitato direttivo ha condiviso la proclamazione dello sciopero generale di otto ore per la giornata del 6 maggio prossimo. Il comitato direttivo impegna tutti i suoi componenti, la segreteria, le Rsu ed i comitati degli iscritti aziendali a promuovere tutte le azioni necessarie per la migliore riuscita dello sciopero».

Da parte della Filctem Cgil, infine, è stata espressa anche grande soddisfazione relativamente alla condanna inflitta ai vertici Thyssen per le morti sul lavoro accadute 3 anni fa. «Condanna – conclude il sindacato - come segnale forte per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro che è un ulteriore tema presente nelle motivazioni dello sciopero generale alla luce anche del continuo smantellamento delle norme portato avanti dal Governo tese sempre più a togliere le responsabilità dei datori di lavoro e scaricarle sulle maestranze».

19/04/2011 12.49