Bollo auto, prime sentenze a favore di Codici ma l'Agenzia delle Entrate fa appello

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In Abruzzo arrivano le prime sentenze a favore degli associati di Codici che protesta: «da Agenzia delle Entrate azioni pretestuose ed infondate a discapito dei ricorrenti»

L'associazione di Consumatori ed Utenti Codici nel mese di dicembre 2009 ha denunciato un grave errore dell'ex Servizio Nazionale della Riscossione (Soget spa) e dell'Agenzia delle Entrate che, di fatto, ha tratto in inganno milioni di contribuenti in Italia e decine di migliaia in Abruzzo.

«La problematica – ricorda Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici Pescara - investe circa 50 mila cittadini in Abruzzo, mentre una valanga di provvedimenti sta per piombare addosso a circa 1 milione di contribuenti italiani. Da un calcolo approssimativo ma verosimile, le cifre di incasso, previste da questa manovra fortemente lesiva degli interessi dei contribuenti, si aggirano intorno a 10 milioni di euro solo per la regione Abruzzo, mentre per l'intero territorio nazionale l'importo ammonta a circa 300 milioni di euro».

In cosa consiste l'errore e quindi l'inganno?

Nel 2003, la Soget ha inviato a milioni di contribuenti italiani, quindi a migliaia di abruzzesi, un invito a condonare bolli auto non pagati relativi agli anni di imposta 1993-96.

Il contribuente, pagando solo il 25% dell'intero debito, avrebbe definito la pendenza in essere. Dunque se un utente aveva un bollo auto non pagato di 100 euro, con soli 25 euro avrebbe messo fine ad ogni ulteriore richiesta.

Quindi l'utente, gentilmente invitato, ha aderito formalmente al condono pagando entro i termini stabiliti.

Ora a distanza di sei anni, agli stessi contribuenti è stato richiesto il pagamento del 75% del restante debito con il semplice invio, da parte dell'Agenzia delle Entrate, di un complicatissimo “provvedimento di diniego”  che di fatto annulla il condono al quale avevano aderito i cittadini.

Al provvedimento dell'Agenzia delle Entrate ha fatto seguito l'invio dell'intimazione a pagare da parte dell'Equitalia Pragma (concessionario della riscossione attualmente competente per le province di Pescara, Teramo e Chieti), pena il fermo amministrativo dell'autovettura eventualmente in possesso.

«Migliaia di lettere come queste – continuava Pettinari – sono state già recapitate, altre stanno per essere recapitate nelle cassette postali di migliaia di cittadini abruzzesi che invece, avendo seguito le indicazioni dell'ente della riscossione, credevano di aver regolarizzato la propria posizione. La stessa cosa sta accadendo a livello nazionale. I cittadini che hanno già ricevuto le intimazioni a pagare da parte dell’Equitalia rischiano tra alcuni giorni, scaduti i termini, di trovarsi con l’iscrizione del fermo amministrativo sulla propria autovettura».

Ma vi è di più: oltre al danno la beffa. «Il contribuente – spiegava Pettinari - dovrà pagare anche gli interessi di mora applicati non dall'Agenzia delle Entrate, ma dall'agente della riscossione  Equitalia Pragma, società per azioni partecipata al 51% dall'Agenzia delle Entrate e al 49% dall'Inps».

Questi interessi di mora corrispondono a circa il 100% del restante debito richiesto, nonostante la legge 212/2000 c.d. Statuto dei diritti del Contribuente preveda all'art.10 che “non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato ad indicazioni contenute in atti dell'Amministrazione finanziaria, ancorchè successivamente modificate dall'Amministrazione medesima (...)”.

Da cosa deriva l'errore?

«L'errore – spiega l’avvocato Mauro Talamonti (responsabile settore legale dell'associazione) - deriva da un'errata interpretazione dell'art.12 della legge 27 dicembre 2002 n°289  (c.d. Condono) nella parte in cui si prevede il condono esclusivamente per ruoli emessi da uffici statali, in gergo “erariali”. L'agente della Riscossione, nell'inviare i predetti inviti a condonare, non distinse i debiti per ruoli erariali e quelli per ruoli non erariali che non si potevano condonare.

Nel calderone degli importi condonabili sono finiti anche i bolli auto che non erano condonabili, in quanto non sono carichi “erariali”. Oggi l'Agenzia delle Entrate, quale ente impositore, accortosi dell'errore, fa marcia indietro e chiede l'intero pagamento dovuto, tramite l'Equitalia Pragma spa che aggiunge interessi di mora e compensi per la riscossione coattiva».

Tenuto conto che la maggior parte di queste cartelle riguardano importi esigui, si immagina che il contribuente preferisca pagare evitando gravose spese legali.

Codici, prima associazione in Italia ad accorgersi dell'errore, ha incontrato i vertici regionali dell'attuale Agenzia di Riscossione (Equitalia Pragma spa, con sede a Pescara) ed i vertici dell'Agenzia dell'Entrate per cercare una soluzione della problematica a livello collettivo.

«Dopo tante promesse», spiega Pettinari, «il caso è rimbalzato sul tavolo del Ministro delle Finanze e non si è saputo più nulla. Nei mesi di febbraio e di marzo 2010 – continua Pettinari – l’Ufficio legale di Codici ha depositato ricorsi a pioggia presso le Commissioni Tributarie Italiane contro gli uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate».

LA SENTENZA FAVOREVOLE MA...

Il 24 settembre è stata emessa la prima sentenza a favore di un assistito di Codici Abruzzo dalla Commissione Tributaria Provinciale di Chieti che ha accolto integralmente le richieste formulate dall’Ufficio Legale dell’associazione di consumatori annullando il provvedimento dell’agenzia delle entrate. Successivamente a questa data sono arrivate tante sentenze a favore di altrettanti associati di Codici. In Abruzzo Codici ha presentato ricorsi attualmente pendenti presso le Commissioni Tributarie Provinciali di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila. 

«Oggi con enorme meraviglia riceviamo una serie di ricorsi in appello delle Agenzie delle Entrate Abruzzesi contro le sentenze di primo grado delle commissioni tributarie», spiega Pettinari.

«Denunciamo con forza questa pratica sleale e lesiva degli interessi degli utenti messa in atto dall’agenzia delle entrate sperando che i vertici di questo ente pubblico desistano dal proporre nuovi infondati appelli».

L’associazione continua a mettersi a disposizione di tutti i contribuenti coinvolti ricevendoli presso lo sportello sito in Pescara alla Via C.A. Dalla Chiesa , 15 dal Lunedi al Venerdì dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle ore 16.00 alle 19.30. Operatori qualificati risponderanno altresì al numero telefonico 08577211 negli stessi orari.

18/04/2011 14.27