Dragaggio e alluvione, Giuliante: «Tremonti chiederà agli abruzzesi 100 mln di euro»

Alessandro Biancardi

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Dragaggio e alluvione, Giuliante: «Tremonti chiederà agli abruzzesi 100 mln di euro»
L’AQUILA. L’incontro chiarificatore con il presidente Chiodi, previsto per ieri, è saltato perché il governatore era a Roma. I due si incontreranno oggi o lunedì.

In attesa di conoscere il proprio destino e sapere se l’ira del presidente si è palacata e la delega resta (così come sembra ipotizzabile), Giualiante continua a lanciare accuse al governo Berlusconi, in particolare al ministro Tremonti.

Giuliante contesta infatti  al ministro dell'Economia di voler addossare alle Regioni l'onere dei danni sulle calamità naturali, «la tassa sulle disgrazie», lanciando l'allarme sul fatto che i cittadini abruzzesi potrebbero trovarsi nei prossimi mesi a pagare tasse più alte per finanziare circa 100 milioni di euro per l'alluvione nella provincia di Teramo e per il dragaggio del porto di Pescara.

Secondo l’assessore la regionalizzazione della tassa sulle disgrazie metterebbe in ginocchio l'Abruzzo, già in ginocchio per il terremoto di due anni fa. L'assessore è intervenuto dopo che il Governo, in merito all"ordinanza sull'alluvione, ha chiesto alla regione si attivarsi per aumentare tasse, in particolare Irpef, Irap ed accise sui carburanti, già al massimo per il debito sanitario.

«La necessità, sostenuta da più parti, di sollevare il problema di incostituzionalità delle norme che impongono l'utilizzo di fondi regionali per il ristoro dei danni dovuti a calamità è palese ma il Ministro Tremonti continua la sua 'personale battaglia' - spiega  l'assessore sfiduciato -. In data 31 marzo, il Dipartimento di Protezione Civile chiede alla Regione Abruzzo di certificare l'avvenuto aumento delle tasse ed accise per poter procedere all'emanazione, di concerto con il Ministero dell'Economia, della relativa ordinanza per gli eventi alluvionali che hanno colpito il teramano. Siamo convinti che questa soluzione (tassa sulle disgrazie) sia un danno enorme per tutte le regioni ma soprattutto per quelle a rischio».

 Per Giuliante, il sistema voluto da Tremonti è già fallito: «Quanto previsto nel decreto si è dimostrato, sin da subito, inadeguato. Alla sua prima applicazione ci si è bloccati immediatamente. La concertazione preventiva con il Ministero dell'Economia, imposta dal nuovo decreto, e la conseguente decurtazione ragionieristica e a 'prescindere' ha importato, ad esempio, la rinuncia da parte dell'architetto Goio ad accettare l'incarico di commissario per i lavori di dragaggio del porto di Pescara, laddove si sarebbe trovato a disposizione una cifra inferiore di quella necessaria per risolvere il problema (meno di 2 milioni contro i 20 previsti). La sola applicazione per i primi due problemi post decreto (alluvione e dragaggio del porto di Pescara, per il quale c'é chi ipotizza la regionalizzazione delle spese), importerebbe la "distrazione " dal bilancio regionale di quasi 100 milioni di euro, frutto di una nuova tassazione a carico dei cittadini abruzzesi che andrebbe a sottrarre risorse importanti ad ipotesi di rilancio e di ripresa economica. Altro che patto per l'Abruzzo per la concreta soluzione dei problemi che gravano sulla regione!».

 L'assessore ha ricordato che «tra pochi mesi i cittadini aquilani dovranno restituire quanto non versato nel primo anno di emergenza, a cui si aggiungerebbero queste nuove tasse. Ci sembra, quindi, un'ipotesi non praticabile e anche di 'cattivo gusto'».

16/04/2011 8.43