«Teramo: Università e Asl sotto attacco: colonizzazione aquilana». Di Orio smentisce

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Non si smorza la polemica e lo scontro Teramo-L'Aquila su Asl e Università.

La nomina a primari di alcuni docenti universitari di medicina dell’università Aquila, operata dal manager Asl Giustino Varrassi («con un po’ di fretta») e la notizia di una possibile aggregazione tra le Università dell’Aquila e di Teramo, fanno insorgere i consiglieri regionali del Pd Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca, che temono una manovra a tenaglia per «colonizzare» Teramo. Secondo Ruffini e Di Luca questa situazione sta producendo molto malessere sui territori interessati, di cui Chiodi non si sarebbe accorto.

«Il Pd è contrario all'azzeramento della nostra realtà accademica. Se Di Orio vuole togliere l'autonomia a Teramo noi diciamo che è un errore», sottolinea Ruffini «penso piuttosto ad una collaborazione o ad una condivisione strategica. Mi piacerebbe sapere se Chiodi condivide il mio pensiero».

Critiche anche sulla convenzione Università dell’Aquila e Asl, che ha permesso le nomine dei primari universitari.

«Il nuovo manager ha fatto un'operazione senza quantificare i costi - spiegano Ruffini e Di Luca - non è in discussione la professionalità dei professori aquilani, ma si tratta di capire fino in fondo se queste sostituzioni provvisorie sono davvero convenienti. Ora il costo dei primari in convenzione è

composto da tre elementi: la didattica, la ricerca e la clinica. Le prime due le paga l'Università, la clinica invece la paga la Asl. Varrassi ci dice che costano poco. Chiediamo di conoscere quanto poco visto che nutriamo dei dubbi sull'economicità di questa operazione».

«Ma quale colonizzazione universitaria, quale attacco alla Asl – ribatte il rettore dell’Aquila Di Orio – per le nomine in ospedale la convenzione che c’è esiste da oltre 30 anni, quindi nessuna novità. Semmai è più ampio ed ancora tutto da discute il progetto di aggregazione tra le due università. Ma non è un capriccio mio o dei miei colleghi aquilani. La proposta è venuta fuori nella Commissione statuto, perché, come tutti sanno, la Riforma Gelmini impone quasi l’unificazione di alcune sedi universitarie. Senza dire che in tempi di minori risorse, il progetto sarebbe molto utile da discutere. Proprio questo vogliamo fare: discutere, senza preconcetti o vecchi e sterili campanilismi, coinvolgendo tutte e due le università. Non c’è nessuna ipotesi di egemonia culturale: entrambi gli Atenei hanno eccellenze da tutelare e potenziare, ma la via è quella dell’unione e non della divisione».

Tutto chiarito dunque? Così sembrerebbe, sia perché i protagonisti di questa guerra appartengono alla stessa area politica, sia perché l’obiettivo per Ruffini e Di Luca era ed è solo stimolare un intervento del presidente Chiodi, in questo periodo un pò distratto dalla sanità nazionale e spesso a Roma per motivi istituzionali. Si tratta solo di vedere se questi progetti hanno gambe per camminare, le polemiche fanno ormai parte della tensione con cui si affrontano normali problemi della gestione del territorio.

 s. c. 16/04/2011 9.20