Lavoro: allarme disoccupazione, Cgil in piazza a Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nei prossimi 6 mesi previsto ulteriore calo occupati dell'8,5%

Lavoratori e pensionati scenderanno in piazza, il prossimo 6 maggio, a Pescara, per denunciare il «pericoloso e drammatico» arretramento sul piano economico e dei livelli occupazionali a cui si assiste in Abruzzo e nella provincia di Pescara in particolare.

La manifestazione è stata organizzata dalla Cgil, in concomitanza con lo sciopero generale di otto ore, proclamato dal sindacato a livello nazionale. «Siamo molto al di là del superamento della crisi», ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, il segretario provinciale della Cgil di Pescara, Paolo Castellucci.

Dati alla mano, il sindacalista ha sottolineato che, nell'ultimo quadrimestre 2010, l'occupazione nel Pescarese è diminuita dell'1,6% e, in base alle previsioni per i prossimi 6 mesi, si attende un'ulteriore riduzione dell'8,5%. Castellucci si è detto preoccupato per l'aumento dei cittadini tra i 45 e i 65 anni che si iscrivono agli Uffici di collocamento. Nel 2009 erano 10.842, nel 2010 sono diventati 14.043.

«Quattromila persone in più - ha commentato - che si sono rivolte al collocamento perché non hanno né redditi né requisiti per la pensione. C'é quindi il rischio di un profondo impoverimento sociale che va affrontato».  Il sindacato chiede, pertanto, al governo e alla Giunta regionale una svolta nella politica economica e sociale.

«Non possono essere sempre gli stessi - ha concluso Castellucci - a pagare i costi della crisi». A tal proposito, il provinciale della Cgil propone alla Regione di garantire ai cittadini che versano in condizioni di difficoltà l'esenzione dal pagamento dell'addizionale Irpef.

16/04/2011 8.20