Precari Asl, nessuna stabilizzazione. «Centinaia di lavoratori ingannati»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nessuna stabilizzazione per i precari della Asl, che anzi stanno diventando oggetto di un «inganno» e rischiano di restare senza lavoro e senza alcun futuro professionale.

A sostenerlo sono i senatori Pd Giovanni Legnini e Luigi Lusi che illustrano la situazione a conclusione della discussione del relativo decreto in Senato e annunciano la bocciatura delle loro proposte per salvaguardare i lavoratori abruzzesi.

«Per i precari delle Asl abruzzesi non è in vista nessuna stabilizzazione – dicono Legnini e Lusi senza mezzi termini - ed anzi in centinaia nel 2011 resteranno senza lavoro. Il decreto in discussione in Senato nasconde l’ennesimo inganno per i lavoratori abruzzesi».

I due parlamentari del Partito democratico spiegano infatti che nel decreto, la cui discussione si è conclusa ieri al Senato, «l’unica disposizione riguarda la base di calcolo per la riduzione del 50 per cento del lavoro precario, prevista nella manovra di Tremonti, che non è più il 2009 ma il 2010. Tradotto, nel 2011 ci sarà solo un minor taglio, ma diverse centinaia di precari rimarranno senza lavoro già nel 2011 e di stabilizzazione non si discute neppure».

L’esultanza di Chiodi di qualche giorno fa sarebbe dunque del tutto fuori luogo, dicono i due.

Inoltre, aggiungono Legnini e Lusi, «la imprecisata maggiore spesa viene attinta dai fondi per la ricostruzione post terremoto anche per i precari fuori dal cratere: a pagare saranno dunque sempre gli abruzzesi».

I due esponenti del Pd pongono anche un problema politico sottolineando che, ancora una volta, di fronte alle proposte del Pd il centrodestra dice no: «Abbiamo presentato emendamenti in Commissione sia per ottenere una diversa copertura finanziaria che per ottenere la stabilizzazione dei precari – ribadiscono - Naturalmente la maggioranza ha votato contro. Ci riproveremo in aula a partire da lunedì. Ma non permetteremo - concludono i due senatori - che i lavoratori precari vengano presi in giro e che la sanità abruzzese, senza la loro prestazione, vada ancor più al collasso».

15/04/2011 10.38