? Chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati dell'inchiesta Re Mida

Alessandro Biancardi

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?  Chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati dell'inchiesta Re Mida
PESCARA. La Procura di Pescara ha chiesto di processare gli indagati dell'inchiesta Re Mida sui rifiuti.

Il giudice per le indagini preliminari dovrà valutare se l'accusa abbia raccolto sufficienti prove per processare il capogruppo regionale del Pdl, Lanfranco Venturoni, i senatori del Pdl, Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi, e l'imprenditore monopolista dei rifiuti, Rodolfo Valentino Di Zio.

Una indagine durata più di due anni e che lo scorso 22 settembre ha fatto finire ai domiciliari sia Di Zio che Venturoni.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore capo, Nicola Trifuoggi, e dai sostituti Annarita Mantini e Gennaro Varone. Fra gli altri imputati figurano Ferdinando Ettore Di Zio, Vittorio Cardarella, Giovanni Faggiano, Sergio Saccomandi, Ottavio Panzone, Paolo Bellamio. Erano già state stralciate, per essere archiviate, le posizioni dell'ex assessore regionale all'Ambiente, Daniela Stati, e del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi.

Ora spetta al gup fissare la data per l'udienza preliminare. Intanto la Procura ha chiesto al giudice di poter utilizzare le telefonate intercettate su telefoni di altri soggetti che però parlavano con i senatori Di Stefano e Tancredi.

Nel caso la richiesta fosse accolta sarà necessario l'autorizzazione del senato affinchè possano essere prodotte in dibattimento.

L'inchietsa era stata presentata come una tra le più importanti e vaste del settore dei rifiuti in regione. In realtà si è ridotta ad una decina di fatti specifici che ruotano intorno alla gestione spesso affidata a società miste pubblico-private, episodi che riguardano la costruzione di un impianto di bioessiccazione a Teramo, la vendita dei terreni della Team alla Team tec, una serie di altri presunti illeciti volti a favorire il socio privato della società pubblica, Di Zio, appunto.

Secondo le indagini il principale indgato, Venturoni, si sarebbe mosso come vero e proprio socio occulto di Di Zio, tanto che fu la stessa Daniela Stati a lamentrsene più volte con Chiodi per l'invasione di campo.

Illuminante le diciarazioni di Stati rilasciate ai pubblici ministeri.

Nell'inchiesta si sono incrociati poi altri fatti, come quelli inerenti il «gruppo Stati», fatti che hanno costituito uno stralcio verso la procura de L'Aquila e quelli che riguardano Ambiente spa e la Ecoemme, altre società di rifiuti che sono state scandagliate in un altro stralcio del pm Annarita Mantini e che ha coinvolto tra gli altri il sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, ed il consigliere comunale e regionale, Lorenzo Sospiri.

14/04/2011 13.14