Scontro Chiodi-Giuliante per i primari universitari: parla la Preside di Medicina

Alessandro Biancardi

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Scontro Chiodi-Giuliante per i primari universitari: parla la Preside di Medicina
L’AQUILA. «La Facoltà di Medicina abbandona L’Aquila? Ma quando mai… dopo tutto quello che abbiamo fatto per restare dopo il terremoto», spiega Maria Grazia Cifone, preside di Medicina all’Aquila.

«Le polemiche di questi giorni – continua - mi sembrano strumentalizzazione politiche dalle quali voglio restare fuori». La preside si mostra sorpresa per essere stata in qualche modo coinvolta nello scontro Chiodi-Giuliante sui primari universitari nominati a San’Omero. «Avrei preferito che tanto scalpore ci fosse stato quando io ho denunciato lo smantellamento di Medicina interna 2 ed Ematologia – continua la preside – ho convocato una conferenza stampa in cui ho lanciato l’allarme per come l’Università è stata tagliata fuori senza coinvolgimento nelle decisioni».

«Io non ho mai detto che Chiodi gode delle disgrazie dell’Aquila – spiega Gianfranco Giuliante, assessore con il cartellino giallo perché il presidente non ha gradito quello che è stato riportato dalla stampa dopo una conferenza stampa dello stesso Giuliante – innanzitutto perché l’argomento che avevo trattato non era Chiodi. Infatti ho contestato l’università ed alcune sue manovre amministrative che di fatto vanno contro l’Aquila, come il trasferimento a Sant’Omero di alcuni primari universitari. Mi sono chiarito con il presidente e se non ci sono altri problemi, questa mi sembra una tempesta in un bicchier d’acqua».

 Tanto rumore per nulla? E un cartellino giallo che rischia di diventare rosso, come Chiodi ha minacciato (anche se Giuliante – a quanto se ne sa - non era diffidato)?

Proprio il governatore questa mattina ha fatto sapere che incontrerà Giuliante venerdì prossimo per discutere di persona della situazione. «Se capisco bene quello che voleva dire e' bene, e si puo' ristabilire un rapporto fiduciario che e' fondamentale quando due devono lavorare gomito a gomito. Se cosi' non dovesse essere trarremo le conseguenze - ha aggiunto. Ma ieri mi sembra che ci sia stata una precisazione di Giuliante che va nel senso giusto».

GIULIANTE RICOSTRUISCE I FATTI

E proprio l’assessore in bilico chiarisce come è nata la polemica con Chiodi sui primari universitari a Sant’Omero. Tutto nasce da una telefonata che arriva nel pomeriggio a Giuliante, dopo la conferenza stampa della mattina. Al telefono è Giuseppe De Dominicis, braccio destro di Chiodi: «E’ uscita un’agenzia dove si legge che hai detto che ciò che dispiace all’Aquila piace a Teramo, mi sembra scorretto».

«Non ho affatto detto questo – ha replicato l’assessore – è una frase estrapolata da un contesto in cui polemizzavo con l’Università e lamentavo una spoliazione dell’Aquila. Le mie critiche erano per il rettore di Orio e per la Preside Cifone: non mi è piaciuta la corsia preferenziale che hanno avuto le nomine di alcuni primari universitari che sono andati a Sant’Omero». Successivamente ci sarebbe stato un contatto diretto anche tra assessore e presidente («io sono il commissario, ma come ti permetti ….») che si è preso qualche ora per decidere sull’espulsione o meno di Giuliante dalla Giunta, dopo il chiarimento. In effetti il problema posto da Giuliante è molto più semplice e prescinde da valutazioni politiche sulla politica sanitaria. «Ho denunciato la strana tempistica ed i procedimenti accelerati per arrivare alle nomine dei primari universitari – spiega l’assessore – addirittura è stata rispolverata una lettera del vecchio manager Mazzetti dove da una parte si dice che si voleva privilegiare L’Aquila e poi si raggiungono obiettivi universitari in provincia di Teramo. La ciliegina sulla torta è che ad operare è stato un manager dell’Aquila (Giustino Varrassi) in trasferta a Teramo. La documentazione che ho esibito parla chiaro: la corrispondenza tra le parti inizia il 16 marzo, la risposta è del 21, l’operazione si chiude il 22, il 5 aprile Medicina ratifica la convenzione con Sant’Omero. Mi sembra una velocità sospetta».

 Le critiche all’Università sono solo per i tempi oppure la polemica si fa portavoce dei malumori di altri primari che sono stati tagliati o per l’aumento della spesa sanitaria, visto che una parte dello stipendio lo paga la Asl?

«Questi sono aspetti interni al funzionamento delle Asl e alle carriere che non sono stati oggetto della conferenza stampa – conclude Giuliante – non mi avventuro in una risposta, perché altrimenti capita come per l’agenzia: si estrapola una frase e si costruisce una critica».

CIFONE: «NESSUNA SPOLIAZIONE»

«No, non capisco perché si parla di spoliazione dell’Aquila – chiarisce la preside di Medicina chiamata in causa – l’ortopedico Calvisi era a tempo definito ed operava in una struttura privata, gli specializzandi ruotano negli ospedali della Asl, compreso il San Salvatore, dove peraltro Calvisi non operava e quindi la sua nomina non può essere considerata una spoliazione». In realtà la vicenda di questo docente, come di altri, risale addirittura al precedente manager di Teramo. Infatti nell’atto integrativo predisposto da Molinari si prevedevano alcuni arrivi nella sua Asl. Quando dopo la sua sostituzione è arrivato Giustino Varrassi, si è aggravata la questione primari: pensionamenti, trasferimenti, depauperamento degli ospedali. Non potendo bandire concorsi, Varrassi si è rivolto all’Università per coprire i posti vacanti. E non si è trattato di una richiesta irrituale, perché Teramo – come L’Aquila e Avezzano- Sulmona – ha in atto una convenzione con l’Università (la Regione, come noto, ha territorializzato le convenzioni con l’Università e nel resto del territorio ha coinvolto le Asl di Chieti e Pescara). Convenzione che peraltro è scaduta e si trova in regime di prorogatio, dopo che sono saltate le promesse per la creazione delle aziende autonome universitarie di Chieti e dell’Aquila e dopo che le Asl sono state ridotte da 6 a 4. In pratica i ritardi nell’aggiornamento della convenzione hanno prodotto dei vuoti nei posti apicali: primari trasferiti, pensionati e deceduti e così Chiodi e

Venturoni (quando era assessore) hanno concesso l’autorizzazione ad aggiornare i nomi. In questo processo di aggiornamento è nata la candidatura Calvisi a Sant’Omero fin dai tempi di Molinari, anche se ci sono stati tentativi di Mazzetti, manager dell’Aquila, di sistemarlo al San Salvatore, insieme ad altre strutture universitarie che non sono state attivate fin dal 2007.

POI ARRIVA IL TERREMOTO

«Poi nel 2009 c’è stato il terremoto – continua la preside Cifone – e sono nati tutti i problemi delle Scuole di specializzazione. Ma mai abbiamo pensato di abbandonare L’Aquila o di depauperare l’ospedale. Abbiamo chiesto la disponibilità ai liberi professionisti non a quelli che lavorano in ospedale: ad esempio Cardiologia e Psichiatria. La prima non ha la convenzione con L’Aquila, il secondo lavora in una struttura privata, ed hanno accettato. Quindi nessuna spoliazione».

Questa vostra scelta potrebbe essere una critica indiretta all’attuale manager Silveri, come se fosse un pò distratto nei confronti dell’Università?

«Io non mi voglio far trascinare in questa polemica – conclude Maria Grazia Cifone – siamo più impegnati per gli specializzandi, per i docenti dell’area clinica che hanno il diritto di lavorare, alcuni sono qui da 30 anni. Pensi ad un docente di cardiologia che non può fare il cardiologo, ne va di mezzo la qualità dell’offerta formativa. Io di questo mi debbo preoccupare».

La preside non lo dice e dimostra molte più capacità di incassare dei politici di professione. In realtà forse Giuliante ha ragione quando si mostra preoccupato per le sorti dell’Università all’interno dell’Ospedale dell’Aquila. Il manager Silveri a fine 2009 chiese un pò di tempo all’Università – si parlò di qualche mese – per disciplinare la presenza degli universitari. Si trattava di aspettare le linee guida della Regione sia per Chieti che per L’Aquila sulle convenzioni. Linee che non sarebbero mai arrivate. E così, passati molti mesi e non pochi, a più di un anno dalle promesse, l’Università si è mossa. Silveri non ha fatto sapere nulla, alcuni reparti a guida universitaria sono stati smantellati ed il tutto è avvenuto trascurando il fatto che per convenzione ci dovrebbe essere una reciproca informazione, che non c’è stata.

E probabilmente questo mancato coinvolgimento nelle scelte ospedaliere ha fatto capire che forse è meglio trovare soluzioni altrove, in questo caso Teramo, visto che tra posti letto tagliati e altre restrizioni in arrivo, si rischiava di avere docenti non impegnati nell’assistenza, ma solo nella didattica. A questo ritardo della Regione e della Asl si somma quello del Piano operativo: la Baraldi è in attesa delle decisioni di Roma e senza l’ok del Ministero non si muove nulla. L’ultima inadempienza della Regione è quella della convocazione della Commissione paritetica Regione-Università di Chieti e L’Aquila, istituita nel novembre 2010 e mai riunita. Dovrebbe partorire un protocollo di intesa. Finché non c’è, si naviga a vista, polemiche comprese.

Sebastiano Calella 13/04/2011 12.31