Petrolio, nuova concessione tra Montesilvano, Pescara e Francavilla

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Una nuova concessione petrolifera per trivellare i mari d'Abruzzo sta per iniziare il suo iter burocratico.

ABRUZZO. Una nuova concessione petrolifera per trivellare i mari d'Abruzzo sta per iniziare il suo iter burocratico.

La notizia salta fuori, come d'abitudine, dal blog di Maria Rita D'Orsogna. «Nessuno ha avvisato la popolazione», denuncia la docente che da mesi si batte per difendere la costa abruzzese dalle trivelle insieme a centinaia di cittadini.

La concessione è la d507 e riguarda la fascia costiera antistante Pescara, Montesilvano e Francavilla.

«In data 28 Febbraio 2011», racconta D'Orsogna sul proprio blog, «il Ministero dell'Ambiente ha autorizzato la ditta irlandese Petroceltic a presentare la sua valutazione di impatto ambientale presso gli uffici ministeriali».
La concessione è di quasi 500 chilometri quadrati e giace a circa 12 chilometri dalla riva pescarese.  «Per un raffronto», sottolinea ancora D'orsogna, «lungo le coste americane   pacifiche ed atlantiche vige il divieto per qualsiasi attività petrolifera a meno   di 160 chilometri da riva». Tutta un'altra storia.
Le prime richieste per questa nuova istanza furono presentate al ministero circa un anno fa, in data 9 Marzo 2010 e poi pubblicate sul Bollettino Ufficiale della ricerca
  degli Idrocarburi e della Geotermia dopo soli tre giorni, in data 12 Marzo 2010.

Proprio lì si dice che "l'istanza interferisce con area sensibile per 0.52 chilometri quadrati" ma   non si spiega quale sia questa area sensibile.
«Non ci sono per ora altri documenti ufficiali in merito», continua la docente. Come sempre, i cittadini sono gli ultimi a venire a conoscenza di cosa accadra' al loro mare».
Per questo le associazioni che da mesi si battono per difendere la costa chiedono al presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa di attivarsi presso il Ministero dell'Ambiente e delle Attivita'  Produttive «per richiedere al piu' presto maggiori informazioni e una ferma azione di contrarieta' a questo progetto».
«Chiediamo altresi'», spiega D'Orsogna, «che tutte le istituzioni regionali si facciano interpreti della volonta' di popolo contro la petrolizzazione dei nostri   mari, da Vasto fino a Teramo, e che Gianni Chiodi abbia finalmente   il coraggio di difendere il suo elettorato e non restare   passivamente a guardare, come gia' fatto troppe volte in passato».

  In questi giorni, Nichi Vendola in Puglia ha avuto forti parole di   condanna per la   concessione d505, in cui si autorizzava l'uso della pericolosa tecnica dell'air gun per esplorare al largo di Vasto e delle isole   Tremiti.
«Chiediamo che Gianni Chiodi metta da parte le sue paure e le sue ideologie e faccia lo stesso».
Intanto il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Cristian Odoardi, ha protocollato in tempi record una interrogazione da presentare al prossimo Consiglio di Montesilvano.

Odoardi chiede di sapere se il Comune è a conoscenza della cosa, perchè il Consiglio comunale ne sia all'oscuro, se si ha intenzione di intervenire presso le autorità competenti per verificare la veridicità ed i potenziali rischi connessi a queste attività e se si chiederanno spiegazioni al presidente della Provincia Testa e della Regione Chiodi.  

12/04/2011 10.47