Spoliazione San Salvatore, Giuliante: «danni a L'Aquila, vantaggi al Teramano»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La convenzione tra la Asl di Teramo e l'ateneo aquilano agita l'assessore regionale Gianfranco Giuliante.

Ieri a denunciare il pericolo che l'ospedale San Salvatore venisse pian piano cancellato in favore del territorio teramano era stato Gianfranco Giorgi della Cisl.

Sulla stessa lunghezza d'onda si posiziona l'assessore regionale alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante che ritiene che la convenzione di recente siglata dall'Università dell'Aquila con la Asl di Teramo sia «un'operazione in cui si sommano gli interessi spiccioli del rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando di Orio, e del preside di facoltà di Medicina, Maria Grazia Cifone, con gli interessi della zona del teramano e di Sant'Omero in particolare».

La convenzione prevede, in particolare, che reparti degli ospedali teramani di Sant'Omero e di Atri siano consegnati alla facoltà di Medicina dell'Università dell'Aquila; inoltre prevede la riattivazione di scuole di specializzazione della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Aquila spostando però in sedi fuori dal capoluogo relative strutture e, soprattutto, alcuni medici e professori che hanno operato a lungo al San Salvatore, come denunciato dalla Cisl Abruzzo.

«L'operazione Sant'Omero - ha detto oggi Giuliante in una conferenza stampa - è un' operazione precostituita e portata a termine in venti giorni e che in altre circostanze avrebbe avuto bisogno di mesi di tempo. E'una presa in giro per L'Aquila, perché viene fatta passare come un'operazione a vantaggio della città».

«E' chiaro che chi ha fatto questa manovra ha acquisito la benevolenza della politica che adesso conta - ha concluso Giuliante -. E' evidente che oggi tutto ciò che dispiace all'Aquila fa piacere a Teramo e a Chiodi».

Proprio su quest'ultima frase, riportata dall'agenzia Ansa, si è scatenato un piccolo giallo in quanto in serata l'assessore ha smentito di averla mai pronunciata.

Ma dalle agenzie di stampa è arrivata la conferma: «c'è la registrazione».

LA RICHIESTA DI DIMISSIONI

Giuliante ha poi chiesto le dimissioni del rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando di Orio, e della preside della facoltà di Medicina, Maria Grazia Cifone.

«Avevo inizialmente detto che non avrei chiesto le dimissioni - ha spiegato l'assessore -. Poi, siccome mi sembra che si stia abusando della pazienza degli aquilani, dopo questa operazione politica, credo si sia cercato di far passare ciò che si era fatto come un vantaggio per la città dell'Aquila. In realtà - ha concluso - si stanno aumentando i costi della sanità pubblica regionale e si sta chiedendo un'operazione che é stata precostituita per tempo, secondo me a danno di questa città».

«RICHIESTA SORPRENDENTE»

«La Asl dell'Aquila da anni rifiuta di convenzionare professionalità afferenti a settori clinici, fondamentali per la formazione di medici e specializzandi», ha poi replicato Maria Grazia Cifone. «La necessità di una struttura a direzione universitaria e di un determinato volume di attività sono requisiti fondamentali dai quali non si può prescindere per il mantenimento delle Scuole di Specializzazione. Motivo questo che ha portato ad individuare (e non da oggi bensì da decenni) la Asl di Teramo, quale struttura di riferimento per le Scuole di Specializzazione di Urologia, Chirurgia Toracica ed Allergologia/Immunologia clinica essendo presenti, in quella sede (e non da oggi) le Unità Operative Complesse dirette, rispettivamente, dai professori Vicentini, Crisci e Ginaldi».

La preside si è detta sorpresa «che si chiedano le dimissioni di chi, sotto gli occhi di tutti, ha lavorato e continua a lavorare, fra mille difficoltà, come dimostra anche ciò che sta succedendo in questi giorni, nell'interesse dell'Istituzione Università dell'Aquila e, quindi, dei nostri giovani».

12/04/2011 9.33