Trenitalia, in Abruzzo Contratto di servizio a discapito di Regione e consumatori

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Un vero e proprio scandalo». Così i consiglieri regionali del Pd hanno definito il contratto siglato tra Regione Abruzzo e Trenitalia.

A protestare sono stati i consiglieri D’Alessandro, Ruffini, D’Amico, Di Pangrazio ed il segretario regionale Silvio Paolucci che, in conferenza stampa, con carte alla mano, hanno messo a confronto il contratto di servizio tra Trenitalia e Regione Abruzzo, con lo stesso contratto tra Trenitalia e Regione Marche.

«In Abruzzo – spiega il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro - Trenitalia prevede di investire 32 milioni di euro, ma la metà li deve cacciare la Regione, cioè 16 milioni di euro. Nelle Marche l’investimento previsto è di 100 milioni di euro, e le Marche ci mettono solo l’8,4%».

Un’enorme differenza tra le due regioni anche rispetto alla possibilità di sopprimere treni prevista dal contratto: «In Abruzzo – continua D’Alessandro – Trenitalia può sopprimere fino allo 0,8% di treni (circa 400 treni), mentre nelle Marche solo lo 03%. Stiamo parlando di centinaia di corse in più per le marche ed in meno per l’Abruzzo».

Stesso discorso vale per le sanzioni: «Nella nostra Regione se i treni soppressi superano lo 0,8% scatta una sanzione da mille a sessanta mila euro. Nelle Marche? Per ogni punto o frazione di punto scatta una sanzione di 33.000 euro. Nelle Marche sono previste sanzioni per il sovraffollamento, per la mancata informazione ai passeggeri, per la scarsa pulizia e decoro, in Abruzzo no, nulla di tutto questo».

«Lo scandalo – insiste l’esponente del Pd – non finisce qui. Se Trenitalia in Abruzzo sopprime treni al di sotto del massimale previsto, lo 0,8%, cioè se invece di sopprimere 400 treni, ne sopprime 300, allora è previsto che addirittura venga riconosciuto un premio. Questa clausola non è assolutamente prevista nel contratto delle Marche, mica sono scemi. In pratica in Abruzzo se sopprimi poco di do anche un premio».

Ma non sono soltanto i disservizi a penalizzare l’Abruzzo rispetto ad altre regioni (come appunto le Marche), ma si registra anche un aggravio dei costi per il consumatore: «Questo contatto che dispiegherà effetti fino a tutto il 2014 – spiega il consigliere Claudio Ruffini – colpisce mortalmente le tasche dei nostri cittadini. Nelle Marche e nel Veneto ai viaggiatori non in possesso di biglietto e lo fanno in treno è prevista una maggiorazione del biglietto di soli 5 euro. Sarà così anche in Abruzzo? Assolutamente no, gli abruzzesi per la stessa cosa dovranno pagare quaranta volte di più,

cioè 200 euro. A tal fine abbiamo presentato un progetto di leggere per stabilire il massimale di 5 euro anche per gli abruzzesi».

Per non parlare del discorso delle sanzioni. «Nelle Marche – continua Ruffini – il 96% dei treni deve garantire puntualità con un ritardo massimo di 5 minuti altrimenti scattano sanzioni, nella Regione “farsa” la percentuale scende all’88%, cioè centinaia di treni in più che possono fare ritardi».

«Vogliamo capire – conclude il capogruppo del Pd D’Alessandro – come sia stato possibile approvare in giunta regionale uno schema di convenzione del genere. Vogliamo capire come sia possibile accettare una svendita del genere, quali siano le vere ragioni. Chiederemo di sottoporre il tutto alla commissione di vigilanza e chiameremo Chiodi a rendere conto».

11/04/11 12.22