Sanità, la Regione risparmia, ma a ‘rimetterci’ saranno i pazienti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Le recenti rassicurazioni di Chiodi sui conti della sanità regionale sarebbero solo fumo negli occhi.*PIANO SANITARIO, D'AMICO (PD): «VOGLIAMO VEDERE I DATI»

A sostenerlo sono numerosi esponenti dell’opposizione regionale, secondo i quali si prevedono ‘iniziative’ che andranno a penalizzare ulteriormente i pazienti.

La pensa così il senatore Alfonso Mascitelli, segretario regionale dell’IdV e vice presidente della commissione parlamentare sul sistema sanitario, dopo aver presentato nei giorni scorsi una interrogazione al ministro Fazio. Mascitelli, in particolare, sostiene che il risparmio dei conti regionali sarà possibile perché saranno i pazienti a ‘contribuire’ alla spesa.

«Il commissario Chiodi, in questa sua personale campagna di disinformazione – afferma Mascitelli - omette di dire che, dal 1 luglio di quest’anno, il Programma Operativo che ha presentato a Roma prevede la introduzione della compartecipazione alla spesa da parte dei pazienti per prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche e private, che dovranno produrre un risparmio per le casse regionali di 9 milioni per il 2011 e quasi 23 per il 2012».

Quindi non ci sarà alcun risparmio per i malati che, anzi, vedranno aggravate le proprie spese sanitarie. «In sostanza – puntualizza infatti l’esponente dell’Idv - non solo non si ridurranno le tasse maggiorate che pesano su famiglie e imprese, ma ancora una volta si va a colpire le categorie più deboli e più bisognose di aiuto della nostra popolazione, gli unici a cui viene chiesto di pagare il conto degli scempi fatti nel passato. E dico ancora una volta - aggiunge il senatore - perché nel frattempo, cercando di passare inosservati, hanno già tolto con una determina dirigenziale i rimborsi e i sussidi a quei pazienti, con basso reddito, affetti da gravi patologie oncologiche, che prima erano aiutati da modesti ma almeno utili benefici di una legge regionale del 2000».

Dopo i pazienti oncologici, dunque, ora si colpiranno con nuovi ticket le famiglie più deboli.

«Sui ticket ci diranno che è un atto dovuto – incalza Mascitelli - ma si guardano bene dal dire che erano anche atti dovuti, già dallo scorso anno, la rimodulazione al ribasso delle tariffe pagate ai privati, la ridefinizione dei tetti di spesa con i privati per risparmi più consistenti, e così il taglio delle consulenze, rimaste lo scorso anno pressoché invariate.

Peccato per Chiodi – conclude il segretario dell’Idv - ma la sanità abruzzese è un problema serio e non è il programma televisivo Forum, dove si recitano sceneggiature preparate da altri e senza contraddittorio».

 D’AMICO: FALSA COMUNICAZIONE

Sul presunto rientro del debito della sanità interviene anche il vice presidente del Consiglio regionale Giovanni D’Amico, che considera l’annuncio del presidente/commissario Chiodi una “falsa comunicazione”.

«Rispetto al presunto risanamento annunciato dal presidente/commissario Chiodi – fa notare D’Amico - a noi consiglieri regionali tocca giocare a mosca cieca, in quanto ci vengono rifiutati i documenti ufficiali e quindi non abbiamo alcuna possibilità di riscontro sui dati reali».

D’Amico elenca nel dettaglio dati e numeri della ‘falsa comunicazione’.

Innanzitutto Chiodi non avrebbe chiarito che «il pareggio non è ancora avvenuto, con un anno di ritardo rispetto al 2009, perché il saldo contabile di 7 milioni corrisponde ad un deficit reale di 25/30 milioni, con una spesa accertata lievitata dai 2 miliardi e 400 milioni previsti dal Piano di risanamento 2007 a 2 miliardi e 600 milioni del Piano operativo di Chiodi del 2010. Quindi con una spesa accresciuta di 200 milioni – polemizza D’Amico - abbiamo una sanità di gran lunga peggiore».

Il secondo aspetto riguarda il bilancio delle prestazioni extra regionali: “Era attivo per 35 milioni nel 2008 – sottolinea il consigliere regionale - ed è passivo per 70 milioni nel 2009. Valuteremo il 2010, ma in un anno la perdita è di 100 milioni. Se dovesse confermarsi questa tendenza vorrà dire che il servizio sanitario regionale è di gran lunga peggiorato ed in prospettiva tende a perdere le proprie capacità autonome».

Infine, D’Amico pone l’accento sul nodo delle sovraliquote fiscali Irap ed Irpef «la cui riduzione, di cui ha memoria soltanto la Cna e non le altre rappresentanze sociali con le quali avevamo attivato un tavolo già nella primavera del 2008, non è minimamente accennata nelle rosee prospettive del presidente/commissario. Allo stato attuale, poiché esse danno copertura alle rate di cartolarizzazione mai ricontrattate per 95 milioni, ed al disavanzo reale che è ancora di 25/30 milioni – conclude D’Amico - è ipotizzabile che fino al 2015, anno in cui termina la prima cartolarizzazione, l’attuale governo regionale eviterà accuratamente di discuterne».

 11/04/2011 9.51

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PIANO SANITARIO, D'AMICO (PD): «VOGLIAMO VEDERE I DATI»

 ABRUZZO. D'Amico sollecita la presiedente Verì perché convochi una riunione della V^ Commissione consiliare per discutere, con il presidente-commissario Chiodi e la sub commissaria Barladi del Piano Operativo sanitario 2011/ 2012.

«I contenuti di tale Piano sono a disposizione degli organi di stampa, ma non del Consiglio regionale né dei Consiglieri che ne hanno pieno titolo per le attività di istituto», contesta D'Amico.

«Devo rilevare – sottolinea il vice presidente - che l’ ostinazione del presidente Chiodi a non portare all’attenzione dei Consiglio regionale atti fondamentali per la normativa regionale in materia sanitaria pone la Regione Abruzzo sotto una giurisdizione diversa da ogni altra Regione d’Italia e consente al presidente di dare comunicazioni sull’andamento del debito sanitario e sul risanamento pro domo sua, senza alcuna possibilità di contradditorio se non quello che nasce dalla dura realtà dei fatti : gli abruzzesi pagano caro un servizio sanitario sempre più scadente».

Ma per il capogruppo consiliare del Pdl, Lanfranco Venturoni, ex assessore alla Sanità «il risanamento dei conti è una realtà e tale evidenza non può essere negata, neanche da chi fa il mistificatore di professione. Altro che disinformazione, i dati dicono chiaramente che non siamo più una regione ‘canaglia’ e a tal riguardo abbiamo ricevuto il plauso del governo centrale e delle altre Regioni. Si tratta di un risultato che va a vantaggio di tutti, per una volta la sinistra avrebbe fatto bene a riconoscerlo».

«Non sorprende l’ormai abituale mancanza di argomenti dei colleghi dell’opposizione – dichiara Venturoni – quel che tuttavia appare paradossale è che ad alimentare il solito allarmismo siano proprio coloro che hanno determinato in Abruzzo quelle stesse difficoltà che solo con una rigorosa quanto concreta politica riformatrice il centrodestra sta faticosamente superando. L’unico fondato motivo di preoccupazione – conclude il presidente del gruppo PdL – gli abruzzesi lo avrebbero se a governare questa Regione ci fosse ancora il centrosinistra».

 11/04/2011 15.32