Vendola contro le trivelle alle Tremiti e... se la prende con l'Abruzzo

Alessandro Biancardi

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FOGGIA. Se in Abruzzo in prima fila contro le trivelle e le estrazioni di petrolio ci sono i cittadini, in Puglia il primo a dire no è il presidente della Regione, Nichi Vendola.

FOGGIA. Se in Abruzzo in prima fila contro le trivelle e le estrazioni di petrolio ci sono i cittadini, in Puglia il primo a dire no è il presidente della Regione, Nichi Vendola.

Se in Abruzzo si scopre che una nuova autorizzazione è stata rilascaiata alla Petroceltic la cittadinanza insorge, la politica tace. In Puglia, invece, il primo a dare il via alle proteste è il governatore che negli ultimi giorni ha scoperto che la Petrolceltic è stata autorizzata alla ricerca sismica con la tecnica dell'air gun a poca distanza dalle isole Tremiti, provincia di Foggia.

«È semplicemente assurdo autorizzare una ricerca di petrolio a poca distanza dalle isole Tremiti e dal quel magnifico patrimonio ambientale che è la riserva marina presente», tuona Vendola che contesta fortemente il decreto n. 126 del 29 marzo 2011, del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Stefania Prestigiacomo, e del Ministro per i beni e le attività culturali, Giancarlo Galan.

Poi il presidente, esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, se la prende anche con Abruzzo e Molise, colpevoli a suo dire di non essere intervenuti in alcun modo sulla questione: «Trovo singolare» che le due regioni «non abbiano avuto la sensibilità, l’attenzione ed il tempo per esprimersi nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale di competenza del ministero dell’ambiente, nonostante le numerosissime opposizioni formali di cittadini ed associazioni dei rispettivi territori, e trovo poco istituzionale il mancato coinvolgimento delle amministrazioni della Regione Puglia nonostante l’oggettivo impatto che tale attività potrebbe avere sull’intera provincia di Foggia e della BAT».

Vendola ha poi ricordato di aver già detto no, «convinto, senza se e senza ma» alle richieste della Petroceltic di cercare il petrolio nei mari pugliese «perché siamo convinti che tale attività contrasta inevitabilmente con le attività economiche già presenti sul territorio e che trovano, nella tutela e valorizzazione delle risorse naturali, la loro ragione di essere».

La stessa questione è stata sollevata più volte in Abruzzo dove le due realtà sembrano decisamente incompatibili.

Il presidente ha anche voluto ribadire e chiarire che l’opposizione della Regione «non è ideologica». 

«La Regione ha espresso la propria negatività anche alla realizzazione, nella stessa area, di parchi eolici off-shore, anch’esse considerate in contrasto con la naturale vocazione del territorio. È noto che in quell’area – ha detto Vendola -  il petrolio sia di scarsa qualità. E allora ci chiediamo perché autorizzare una ricerca sismica, con un mucchio di attenzioni e prescrizioni, avendo in mente, anche solo sullo sfondo, di poter avere, un giorno, trivelle che estraggono petrolio in quell’area? E perché ostinarsi sulla ricerca di fonti tradizionali da collocare, possibilmente, nel Mezzogiorno d’Italia? Ribadisco che noi siamo fermamente contrari a questa ipotesi di attività economica nell’area – ha concluso Vendola - e la Regione sta già valutando le iniziative da avviare, sul piano giuridico, per fermare questo scellerato tentativo di aggressione del nostro territorio, delle nostre bellezze, della nostra fonte di reddito duraturo e sostenibile».

11/04/2011 8.39

* L'ULTIMA AUTORIZZAZIONE ALLA PETROCELTIC IN ABRUZZO

* ...INTANTO VENGONO AVVISTATI I DELFINI