Fondi strutturali, «bisogna fare in 9 mesi più di quello che si è fatto in 4 anni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Gli ultimi dati sull’utilizzo dei fondi strutturali 2007-2013 dimostrano che l’Abruzzo ha fatto un bel passo avanti, ma la strada da fare è ancora lunga, e tutta in salita.

Lo sostiene la Uil Abruzzo che illustra il dettaglio dei Fondi e fa anche una valutazione nel merito degli investimenti.

I fondi strutturali costituiscono, in termini di investimenti per lo sviluppo, i principali strumenti di programmazione a disposizione della Regione nei prossimi anni. Fse (Fondo sociale europeo) e Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), in particolare, assumono particolare rilievo per una regione come l’Abruzzo, gravata da numerose situazioni di difficoltà di gestione del bilancio e quindi con una limitata disponibilità per gli investimenti futuri.

«Nell’ultimo periodo sono stati fatti notevoli passi avanti rispetto a solo qualche mese fa – fa notare Roberto Campo - ma la strada da percorrere per non perdere le risorse al 31 dicembre del 2011 è talmente tanta che c’è seriamente da preoccuparsi: infatti, dobbiamo riuscire a fare in 9 mesi più di quanto abbiamo fatto in 4 anni»i.

Ecco i dati e l’andamento che mostra come essi si sono sviluppati.

I dati della Ragioneria dello Stato attestavano ad ottobre 2010 che l’Abruzzo era all’ultimo posto per spesa del Fse  (con lo 0,1% a fronte di una media Italia del 13,8) e al penultimo posto per spesa del Fesr (con il 5,6% a fronte di una media Italia dell’8,6, solo la Campania peggio di noi).

In pochi mesi l’Abruzzo ha recuperato terreno e si è avvicinato alla media Italia per quanto riguarda il Fesr. Per il Fse, invece, la regione rimane ultima, ma è passata da 300.000 euro di spesa a oltre 30 milioni.

Nello specifico, per il Fesr l’Abruzzo ha programmato, nel periodo 2007-2013, investimenti per 345,37 milioni di euro, mentre i pagamenti si sono attestati a 54,01 milioni, cioè al 15,64%. Una posizione che l’ha avvicinato alla media nazionale, che individua una percentuale del 17,05% (8.176,48 milioni programmati e pagamenti per 1.394,5 milioni di euro).

Non va così bene per il Fse: programmato 316,56 milioni di euro, pagamenti per 30,43 milioni, cioè il 9,61%. Più che doppia la percentuale italiana (20,83%) che prevede 7.637,90 milioni di euro programmato e pagamenti per 1.591,32 milioni di euro). 

Un passo avanti, dunque, ma non basta.

«Per non perdere le risorse al 31.12.2011 – spiega al proposito la Uil - dovremo aver speso a quella data ulteriori 59,7 milioni di Fesr e 54,7 di Fse. Significa +110,6% per quanto riguarda il Fesr e +179,8% per quanto riguarda il Fse. Una prestazione notevolissima per la nostra macchina. Senza dimenticare – aggiunge il sindacato - che si tratta non solo di spendere, ma anche di spendere bene, e che la media nazionale è comunque bassa, vista la cattiva prestazione dell’Italia nell’utilizzo dei fondi comunitari».

Per questo la Uil chiede l’immediata convocazione da parte del presidente Gianni Chiodi delle parti sociali firmatarie del Protocollo sul Partenariato per i Fondi Strutturali 2007-2013 per condividere un’analisi approfondita della situazione e delle misure da mettere in campo per raggiungere gli obiettivi.

 d.d.c.  09/04/2011 9.43