Chiodi euforico: «I conti della sanità finalmente positivi»

Alessandro Biancardi

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Chiodi euforico: «I conti della sanità finalmente positivi»
ABRUZZO. Per la sanità un disavanzo di soli 7 milioni e 156 mila euro, due Asl (Pe-Te) su quattro con un leggero avanzo, le altre due (Ch e Aq) con un disavanzo comunque inferiore al programmato.*I DUBBI DI PD E IDV

«E non è che ci sono stati solo tagli», ha commentato Gianni Chiodi, presentando i risultati del tavolo di monitoraggio che c’è stato ieri a Roma. «Finalmente l’Abruzzo non è più una regione fuori controllo, ma ha dimostrato di essere in grado di governare la spesa sanitaria - ha scandito il presidente tra il sub commissario Giovanna Baraldi ed il direttore dell’assessorato a Sanità Maria Crocco – a Roma si sono complimentati con noi. E l’Abruzzo ora è un punto di riferimento come buona amministrazione».

E’ visiva, quasi epidermica la differenza tra il Chiodi di quattro mesi fa, quando annunciò funereo di aver scoperto un altro buco colossale da 360 milioni. Oggi il presidente era euforico, meno polemico del solito e più preciso nei dati.

«Perché non ci sono stati tagli? – ha spiegato Chiodi - Perché in termini finanziari i costi del 2008 (2 miliardi e 181 mila euro) e quelli del 2009 (2,194) sono praticamente uguali, così i costi del personale (786 milioni e 781) ed il numero dei dipendenti: erano 15.283 nel 2008, sono 14.827 nel 2009. Cioè solo il 3% in meno, un taglio piccolo piccolo che non può aver causato crisi per i servizi».

Al tavolo di monitoraggio di Roma sono uscite altre sorprese: la Asl dell’Aquila aveva come obbiettivo un meno 61 milioni ed è solo a meno 10, Chieti prevedeva di perdere 33,5 milioni, si attesta a meno 24,9, Pescara scommetteva su meno 7 e arriva a più 209 mila, come Teramo che invece di essere negativa è positiva a più 656 mila euro.

«Siamo riusciti a riorganizzare i costi e a razionalizzare le spese, ci sono stati meno ricoveri, meno in appropriatezza, meno Uoc, unità operative complesse (cioè meno primari, ma non meno servizi: erano 528, sono 214) – ha chiosato il presidente – e questo ha prodotto come premio di bypassare il blocco del turnover. Ciò significa più assunzioni di medici, veterinari, farmacisti, infermieri e personale amministrativo, anche se in percentuali diverse. Il Pd mi attaccava come bugiardo: ecco le mie verità. Non accettate strumentalizzazioni politiche e notizie false. Chi lo ha detto che l’ospedale di Atri verrà accorpato a Giulianova? Falso, è falso: Atri addirittura ha avuto nuove funzioni».

Insomma Chiodi all’attacco, una volta che i numeri gli danno ragione, e la sanità regionale come un “transatlantico che puntava dritto contro un iceberg”.

«Siamo riusciti ad evitare l’impatto, stiamo virando lentamente, ma decisamente – ha concluso Chiodi – passeremo di lato all’iceberg».

In altre parole l’Abruzzo sanitario non farà la fine dell’Andrea Doria o del Titanic. 

IL SUB COMMISSARIO BARALDI: «MENO RICOVERI, MENO INAPPROPRIATEZZA»

 Il risultato concreto del risanamento dei conti sanitari è lo sblocco di 356 milioni di euro che il Governo destinerà all’Abruzzo. Il che aggiunto ai 200 milioni del mutuo già contrattato «a tassi di interesse molto favorevoli» ha fatto dire al presidente che l’Abruzzo è fuori dalla spirale del debito che alimentava altro debito.

«Tra l’altro i 200 milioni saranno presi a tranche e se necessari – ha detto Chiodi – il che ci permetterà di avere rate molto basse per la restituzione. Ed anche i 160 milioni che attingeremo dai Fondi Fas li potremo ricostituire quando i conti saranno a posto. In due anni abbiamo coperto un disavanzo complessivo da 528 milioni: insomma il progetto di avere una buona sanità a costi sostenibili si è definitivamente avviato».

A dar manforte al presidente i dati snocciolati dal sub commissario Giovanna Baraldi che con toni più distesi che in passato ha sottolineato come sia migliorato anche il suo rapporto con i sindacati e con gli operatori sanitari.

«Il monitoraggio del tavolo del ministero ha riguardato due aspetti di tutte le azioni programmatiche del Piano: quello ospedaliero e quello riabilitativo, dall’emergenza-urgenza fino ai laboratori di analisi, mentre va avanti la riconversione degli ospedali e la razionalizzazione delle unità operative».

Sul fronte dell'ospedalizzazione, da sempre uno dei buchi neri della sanità regionale, è arrivato il dato confortante certificato dal tavolo di monitoraggio. Nel 2010 il tasso di ospedalizzazione si è fermato al 180 per mille con un’appropriatezza sempre più alta, mentre prima era del 240 per mille.

La riduzione del numero dei primari invece va vista come la possibilità per questi medici di avere una casistica migliore e quindi una professionalità più alta.

«Abbiamo poi visto – ha aggiunto la Baraldi - che nei territori dove sono stati chiusi i piccoli ospedali, le prestazioni erogate spiegano che quei cittadini avevano bisogno di prestazioni diurne e che comunque non ci sono mai state criticità per l’emergenza urgenza, un settore di cui sta per uscire il piano di riorganizzazione per il trasporto del malato. Inoltre, elaborato il quadro del fabbisogno, sta per arrivare anche il piano per la rete assistenziale territoriale».

 Unico neo la spesa farmaceutica pro-capite, che viaggia su livelli elevati, forse a causa di una eccessiva “inappropriatezza prescrittiva.” Una lode particolare è stata infine rivolta agli operatori privati della sanità: «stanno cambiando in meglio, meno ricoveri inappropriati e più collaborazione».

Sebastiano Calella 08/04/11 16.46

 

ABRUZZO SANITA' DATI 2011

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I DUBBI DI PD E IDV

ABRUZZO. «Se avesse davvero la coscienza a posto, Chiodi avrebbe portato i conti in Consiglio regionale, si sarebbe confrontato con i sindaci, i medici, gli infermieri, i cittadini». Così il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci commenta i dati esposti dal presidente della Regione.

«Non lo fa», continua Paolucci, «perché sa bene che le cifre in suo possesso sono parziali e soprattutto ottenute sulla pelle dei cittadini, letteralmente cacciati dagli ospedali e costretti a curarsi fuori dall'Abruzzo».

«Prima di brindare», prosegue il segretario, «Chiodi deve aspettare i conti della mobilità passiva, e cioè di quanti cittadini sono costretti ad andare fuori dalla nostra regione anche per cure leggere. Ad un amministratore questo dato dovrebbe interessare, e cioè cosa stanno pagando i cittadini. Vada a farsi un giro negli ospedali e capirà quale eredità lascerà a chi governerà dopo di lui, perché la sua stagione non durerà».

«La discussione in atto tra PD e PdL sui meriti per la riduzione del disavanzo della sanità in Abruzzo è disarmante per superficialità e partigianeria e serve solo ad allontanare la politica dalle proprie responsabilità», commenta invece Carlo Costantini, capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, che aggiunge: «E' innegabile che l'azione di risanamento sia stata avviata dal centrosinistra ed è altrettanto innegabile che sia proseguita con il centrodestra: dunque, se il dibattito è circoscritto alle medaglie, ai titoli ed agli onori, ce ne è per tutti».

«Tuttavia – continua Costantini - per noi dell'Italia dei Valori l'aspetto politico da valutare è completamente diverso ed investe le colpe (e non certo i meriti) di tutta la politica regionale degli ultimi anni.I debiti sono stati prodotti non dai cittadini, ma da chi si è succeduto in responsabilità di governo.Avremmo potuto vantarci di qualcosa se fossimo riusciti a non farli pagare ai cittadini, intervenendo con tagli agli sprechi, alle consulenze d'oro, agli appalti (che invece continuano ad andare a gonfie vele)».

«Un vero segno di discontinuità – conclude il Capogruppo IdV - si determinerà quando a pagare le conseguenze degli errori sarà chiamato chi ha sbagliato e non chi ha subito le conseguenze degli sbagli.Con Chiodi continuano a pagare i cittadini, esattamente come prima; e se i numeri migliorano, migliorano perchè i cittadini pagano pagano più di prima ed hanno minori servizi di prima.Dunque, nessuna novità rispetto al passato e nessun merito da rivendicare: solo la consapevolezza che si è superato, con questa guerra sulla rivendicazione dei meriti, anche il limite della decenza».

09/04/11 9.16