Inquinamento: «ogni anno 30 mila attachi d'asma tra adolescenti»

Alessandro Biancardi

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SCANNO. Veicoli, industrie, centrali elettriche, inceneritori e cementifici le principali sorgenti per l'inquinamento atmosferico.

E' quanto emerge dal Congresso di Scanno dove sono riuniti pneumologi ed esperti della tutela ambientale.

«Nonostante si fumi di meno non diminuiscono le patologie polmonari come la BPCO (broncopneumatia cronica ostruttiva) e l' asma», lo sostiene, Mauro Mocci, dell'Associazione medici dell'ambiente.

«Studi internazionali - racconta l'esperto - evidenziano che con l'alzarsi del livello di inquinamento crescono le malattie polmonari e non (infarti, ictus). Sono aumentati i casi di tumori al polmone correlati all'esposizione cronica di inquinanti atmosferici. Uno studio svolto nelle otto maggiori citta' italiane, ha evidenziato che l'inquinamento dell'aria e' responsabile di 30.000 attacchi di asma l'anno nei ragazzi sotto i 15 anni. Esiste - specifica - anche una correlazione inquinamento/ polmonite: il numero dei ricoveri di bambini affetti da polmonite, nell'area metropolitana di Roma, aumenta in rapporto all'innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico».

 E di inquinamento si muore: Mocci ricorda, infatti, lo studio MISA2 (Metanalisi italiana degli studi sugli effetti a breve termine dell'inquinamento atmosferico) dove sono stati esaminati (dal 1996 al 2002) gli effetti a breve termine dell'inquinamento atmosferico su nove milioni di abitanti: 900 decessi in piu' da polveri, fumo, microgocce di sostanze liquide in sospensione nell'atmosfera sotto forma di particelle microscopiche (PM10); 2000 decessi in piu' da diossido di azoto (NO2) e 1900 decessi in piu' da monossido di carbonio (CO).

«Un altro studio - sottolinea l'esperto dell'associazione medici per l'ambiente - l' EpiAir, (Inquinamento Atmosferico e Salute) del Centro Nazionale per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie, ha messo in risalto che tra gli effetti a lungo termine, concentrazioni medie di particelle fini (PM 10 e PM 2,5) sono state associate ad aumento della mortalita' e declino della funzione polmonare».

«L'aria che respiriamo, i cibi che mangiamo, l'acqua che beviamo, possono essere contaminati da sostanze inquinanti provenienti da varie fonti», sottolinea Mocci e aggiunge: «a fronte della diminuzione che si e' registrata negli ultimi decenni delle concentrazioni di alcuni inquinanti antropici come il monossido di carbonio, il biossido di zolfo, il benzene e il piombo, permangono invece elevati i livelli di ossido di azoto, ozono, diossine, i metalli pesanti, prodotti chimici persistenti e polveri fini ed ultrafini».

«Netta riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili (petrolio, gas, carbone) e dei suoi derivati (incenerimento di plastiche), maggiore sviluppo delle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, termodinamico, idrico, idrogeno...) aumento dei mezzi di trasporto meno inquinanti (metropolitane, tram, auto e bus elettrici, tutti alimentati da fonti rinnovabili), e' la strada da percorrere», conclude Mauro Mocci.

 07/04/2011 18.26