Fascismo, ad Ortona la manifestazione di protesta contro il ddl

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Sarà una manifestazione «composta e silenziosa» quella che sabato prossimo dirà no alla proposta di legge per l’abolizione del divieto di rifondare il partito fascista.

L'iniziativa di cinque senatori, tra i quali l'abruzzese Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale del Pdl, ha creato molto scalpore. Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, che si è detto «esterrefatto» per l'iniziativa, ha auspicato un passo indietro. Sulla sua pagina personale di Facebook proprio Di Stefano (che ha tanti che sostengono la sua iniziativa) replica a chi gli chiede le motivazioni della proposta: «sicuramente ci sono moltissimi problemi nella nostra società ma proprio per questo che senso ha continuare ad avere nel nostro ordinamento il reato d'opinione?»

«Ora si tratta semplicemente di andare contro una norma», spiega ancora il senatore, «come già altri prima di me, liberali, radicali, antifascisti militanti, avevano proposto, e cioè per non perseguitare i reati d'opinione. Anche le reazione violente di questi commenti che vedi, mettono in evidenza che evidentemente in Italia c'è ancora tanto da fare per garantire la tolleranza ed il rispetto delle idee altrui....»

E mentre Di Stefano cerca di chiarire la sua posizione ad Ortona si organizza la manifestazione di protesta. Il raduno si terrà sabato mattina alle ore 10.30 all'incrocio del cimitero comunale di Ortona, in via Roma, poi il corteo percorrerà la via dei cipressi per giungere davanti al monumento alle vittime civili, realizzato da Cascella, «dove si raccoglierà per alcuni minuti in religioso silenzio», spiega l'organizzatore Antonio Pellegrini.

Poi ciascun partecipante deporrà simbolicamente un fiore alla base della lapide. La seconda tappa, conclusiva della manifestazione, è il sacrario del cimitero dove riposano 1.314 vittime civili della battaglia di Ortona del 1943. Sul posto, si eseguirà lo stesso rituale con il momento di raccoglimento e la deposizione dei fiori.

«Lo scopo di quest'iniziativa è quello di difendere la democrazia da ogni possibile attacco», spiega ancora Pellegrini. L'iniziativa dei cinque senatori viene ritenuta «gravissima» perchè «i valori dell'antifascismo sono insiti nel nostro vivere civile, nella nostra repubblica parlamentare e la stessa Costituzione riconosce più partiti e non un partito unico come quello fascista».

«Sarebbe auspicabile», chiude l'organizzatore, «la presenza anche dei rappresentanti delle istituzioni locali e dei proponenti di questo disegno di legge, proprio per ribadire il concetto che la democrazia appartiene a tutti, è un valore assoluto che non può essere messo in discussione neanche per un istante e che va sempre difeso».

07/04/2011 9.12