Gruppo Stati chiuse le indagini: «regali, consulenze e società di comodo»

Alessandro Biancardi

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Gruppo Stati chiuse le indagini: «regali, consulenze e società di comodo»
L’AQUILA. La procura dell'Aquila ha chiuso lo scorso 4 aprile le indagini sul cosiddetto “gruppo Stati”. Cinque in totale gli indagati nel filone che lo scorso 2 agosto portò all'arresto di tre persone. (Nella foto il pm Antonietta Picardi)

  Un terremoto improvviso arrivato in seguito allo stralcio operato dalla procura di Pescara che indagava sui rifiuti (inchiesta ‘Re Mida’), indagine che poi portò ad ottobre all'arresto dell'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni.

Da un paio di giorni la procura aquilana coordinata dal procuratore Alfredo Rossini, sta notificando gli atti di chiusura delle indagini firmati dal pm Antonietta Picardi.

Sono cinque gli indagati nell'ambito di questa inchiesta: l'ex assessore alla protezione civile, Daniela Stati, suo padre Ezio, il convivente della prima, Marco Buzzelli, l'amministratore delegato di Selex Se.ma spa (Finmeccaninca), Sabatino Stornelli, l'ex parlamentare e imprenditore Vincenzo Berardino Angeloni che al processo dovrà fare i conti con l’aggravante della recidiva reiterata.

I fatti contestati rimangono gli stessi del momento dell'arresto e disegnano uno scenario di una presunta associazione a delinquere («in concorso tra loro con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso», scrive il pm) che avrebbe cercato di lucrare in vari modi sui fondi pubblici messi a disposizione per la ricostruzione dell'Aquila dopo il terremoto.

Una serie di fatti contestati già nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Marco Billi che, se da una parte, autorizzava le misure cautelari, dall'altra, invitava la Squadra mobile di Pescara delegata per le indagini ad approfondire alcuni importanti aspetti. Sono proprio questi ultimi a caratterizzare l'avviso di conclusione delle indagini, fatti nuovi che secondo gli inquirenti vanno ad aggravare la posizione dei protagonisti.

I reati  contestati sono associazione a delinquere e corruzione aggravata.  

 LE NUOVE SCOPERTE DELLA PROCURA

 Secondo l'ipotesi accusatoria i vari indagati, sfruttando la posizione di assessore regionale di Daniela Stati, quella di Stornelli, amministratore delegato della società di Finmeccanica e soprattutto socio privato della società controllata dalla regione, Abruzzo Engineering, avrebbero posto in essere in tempi diversi «un medesimo disegno criminoso volto al soddisfacimento di interessi privati».

Il ruolo di Ezio Stati viene dipinto come un abile manovratore capace di interloquire facilmente con la politica che conta e che avrebbe in qualche modo eterodiretto la figlia. Per lui anche l’aggravante della recidiva semplice. Secondo la procura le dazioni e le presunte tangenti erano veicolate attraverso le società di Stornelli o Angelone come nel caso delle consulenze affidate proprio al convivente di Daniela Stati, Buzzelli. Soldi pubblici veicolati alle società di comodo per poi finire ai membri del «consorzio» o associazione a delinquere, come la chiama la procura.

Il pm Picardi individua analiticamente il prezzo della corruzione che per l’ex assessore si concretizza in un anello con un diamante del valore di € 15.000 stimato dal perito della procura poco più di € 9000 più iva. Per il convivente dell'ex assessore oggi in Fli, Marco Buzzelli, invece la procura ha scovato una consulenza nuova proprio con la Selex: un contratto che prevedeva un rapporto di collaborazione a progetto dal 1 maggio 2008 al 30 aprile 2009 per un compenso lordo di € 30.000.

Interessante per la procura anche l'oggetto della consulenza scoperta solo dopo i clamorosi arresti: Buzzelli avrebbe dovuto occuparsi del contestato progetto nazionale dai molteplici lati oscuri denominato Sistri che avrebbe dovuto rivoluzionare il sistema di tracciamento dei rifiuti sul territorio nazionale.

Il convivente dell'ex assessore ottenne € 18.000 recedendo anzitempo dall'incarico, forse in seguito alle notizie dell'inchiesta. Inoltre Buzzelli ottenne a titolo gratuito la cessione di un’Audi A4 oltre al denaro ricavato dalla vendita dell'autovettura di sua proprietà non più utilizzata corrispondente a circa € 28.000, vendita che per la procura sarebbe fittizia o quanto meno concordata. Consulenze come detto considerate presunte tangenti.

Ezio Stati, invece, avrebbe ottenuto come regalo per i suoi uffici di mediazione con i poteri politici un televisore rinvenuto poi nella camera da letto dell'abitazione di sua figlia e del suo convivente, oltre ad un I-phone anche quest'ultimo donato da Vincenzo Angeloni. In realtà i regali a papà Stati sarebbero stati materialmente comprati da Luca Mastroianni che aveva fatturato per conto della propria società, la Auxilum Tech, che lavorava per la Valle del Giovenco, la società calcistica poi fallita, della quale era proprietario al 98%.

 PRESIDENTE CHIODI «TRATTO IN INGANNO DA STATI»

 Diventano più pesanti anche i fatti contestati all'ex assessore Daniela Stati perché in qualità di assessore regionale avrebbe «tratto in inganno il presidente della Regione Gianni Chiodi ed il funzionario della Protezione civile, Vincenzo Spaziante», poiché si sarebbe adoperata per la variazione dell'ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri numero 3805 del 3 settembre 2009, sostituita poi effettivamente con la numero 3808 del 15 settembre 2009.

L’intervento della Stati (che disse di aver parlato con la segretaria di Berlusconi) era volto all’inserimento -tra le società richiamate nell'ordinanza- anche di Abruzzo Engineering, partecipata al 30% dalla Selex e dunque avvantaggiare indirettamente quest'ultima società dell’amico Stornelli.

Come si sa la società controllata dalla Regione girava direttamente appalti alla società di Finmeccanica. Grazie a quella ordinanza arrivarono commesse per 1,5 mln.

Abruzzo Engineering successivamente venne coinvolta in altri affidamenti grazie all'ordinanza 3813 del 2009 a supporto della Provincia dell'Aquila con fondi attinti per la ricostruzione (€ 300.000). Con l'ordinanza 3893 dell'agosto 2010 Ae supportò il Comune de L'Aquila (1 mln di euro)  e sempre per il Comune ancora un incarico da € 490.000 stabilito dall'ordinanza 3784.

La procura, inoltre, contesta anche quanto stabilito in una delibera regionale (la numero 425 del 3 agosto 2009) poiché si sarebbe forzato la mano andando a prelevare fondi da girare ad Abruzzo Engineering anche nel programma operativo Por Ferrs  2007-2013.

Secondo la procura l'ex assessore Daniela Stati avrebbe utilizzato il suo potere di pubblico amministratore in quanto la società della Regione aveva accumulato un debito con Selex di quasi 20 milioni di euro. Le commesse girate ad Ae e poi alla Selex avrebbero dovuto limitare il debito della società pubblica e dunque scongiurare il suo fallimento. In tutto questo meccanismo i mezzi utilizzati non sarebbero stati sempre corretti.

Come proprio nel caso della commessa relativa al Sistri dove Abruzzo Engineering decide di affidarsi ad una società, la Edilm  Security srl di Francesco Di Martino, divenuto tra l'altro nel marzo 2010, presidente della società calcistica Valle del Giovenco, prendendo il posto proprio di Stornelli.

Peccato che la procura sospetta che la commessa sia stata solo un escamotage per far girare soldi e farli finire nella società privata.

Infatti come aveva già raccontato PrimaDaNoi.it gli stessi dipendeti trasferiti fuori regione a Nepi e a Castellamare di Stabia furono tenuti per mesi a leggere i giornali lavorando una minima parte del tempo

In questo vortice di commesse girate ad Ae e poi a Selex e poi ancora ad altre società di comodo si nasconderebbero le tangenti ed una montagna di soldi accumulati.

Per esempio alla società Auxilium, che secondo la procura sarebbe riconducibile a Vincenzo Berardino Angeloni (come la Valle del Giovenco), la Selex avrebbe girato contratti per circa € 6.700.000 in tre anni.

«Il tutto», scrive il pm Picardi, «per avvantaggiare società riconducibili inevitabilmente alla proprietà e gestione di Angeloni e Stornelli nella quale gli Stati avevano un ruolo predominante ed un interesse privato diretto».

Tra le fonti di prova nel fascicolo di indagine vi sono intercettazioni, testimonianze, gli atti derivanti dalle perquisizioni ed una informativa conclusiva della Squadra mobile di Pescara del 15 febbraio 2011 che riassume e precisa quanto successo dopo gli arresti.

 Alessandro Biancardi  07/04/2011 7.49