Trenitalia, altra beffa per l’Abruzzo: il lavoro a trasfertisti da altre regioni invece di assunzioni

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Continuano a piovere critiche sulla gestione del servizio ferroviario in Abruzzo.

Dopo le polemiche relative ai servizi ai disabili adesso su Trenitalia si abbatte un’altra tegola, relativa all’arrivo di trasferisti da fuori regione che penalizzano le nuove assunzioni.

A lanciare l’allarme è la Fit Cisl, che denuncia che la Direzione del trasporto regionale di Trenitalia, per poter garantire i collegamenti ferroviari messi a serio rischio di cancellazione per la grave carenza di oltre 30 unità tra macchinisti e capi treno, ricerca personale nelle regioni limitrofe.

«Questo l’ultimo affronto che Trenitalia riserva alla nostra regione – tuona il sindacato - Il lavoro, quello stabilito dal contratto di Servizio pagato con le tasse degli abruzzesi, sarà affidato a ferrovieri in trasferta invece che impiegare giovani nuovi assunti. Tanto avrebbe fatto una azienda normale che, avendo avuto l’opportunità di contrattualizzare una commessa per 6 anni rinnovabili, cosa assai rara in questo periodo di profonda crisi, avrebbe colto l’occasione per immettere forze nuove e sicuramente più economiche. L’Abruzzo non può sopportare questa assurda decisione».

La Fit Cisl pone un problema di rapporti tra la società ferroviaria e la Regione: «I 44 milioni di euro, tanto è corrisposto a Trenitalia per il servizio ferroviario – sottolinea - devono garantire, come accade in tutto il territorio nazionale, anche occupazione nella nostra regione. Ma questo non rientra nelle intenzioni della società di Fs che ai proclami del 21 gennaio, data della firma del contratto, non ha ancora dato concretezza».

Nelle settimane scorse, infatti, la Regione Abruzzo aveva concluso il Contratto di servizio che doveva garantire il miglioramento dei servizi, investimenti ed altri incentivi al trasporto.

«La realtà è ben diversa – fa notare la Cisl - treni vecchi che si fermano continuamente per avaria, biglietterie chiuse, tempi di percorrenza assurdi a cui si aggiungono voci della possibile chiusura dell’officina di Pescara ; questo il quadro poco confortante con cui chi si sposta in treno quotidianamente deve confrontarsi. Per dare un svolta a questa gestione distratta ed approssimativa il sindacato dei ferrovieri ha attivato le procedure di raffreddamento e conciliazione, previste dalla legge per lo sciopero nei servizi pubblici, nei confronti della Direzione regionale e, in mancanza di adeguate risposte, daranno corso alla protesta. Nella vertenza – conclude il sindacato - chiediamo all’assessore regionale ai Trasporti, oltre che per ruolo istituzionale anche come committente, di farsi parte attiva per tutelare al meglio gli interessi della collettività e a garanzia di una dignitosa mobilità».

06/04/11 10.43