Sciopero della Cgil contro la crisi dei settori tessile e chimico dell’industria abruzzese

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Uno sciopero di 4 ore, in aggiunta alle 4 organizzate a livello nazionale per il prossimo 6 maggio.CHIUSURA GOLDEN LADY, 18 SINDACI SI BATTONO INSIEME

E’ quanto ha deciso il Coordinamento regionale Abruzzo della Filctem Cgil, riunito a Pescara, che vuole rispondere così alla crisi in atto in numerosi settori produttivi della regione.

Innanzitutto il settore Tac (tessile-abbigliamento-calzaturiero), dove la crisi di questi ultimi due anni ha lasciato nelle liste regionali di mobilità circa 6.700 lavoratori, ma soprattutto lavoratrici, e 7.800 cassintegrati che, nella maggior parte dei casi, se non intervengono politiche per credibili alternative industriali, si ritroveranno licenziati e senza prospettive.

Ma la crisi interessa anche i lavoratori del settore chimico e delle utilità (gas – acqua - energia) che vivono un momento di grande incertezza.

La decisione della Cgil di promuovere lo sciopero del 6 maggio è maturata dopo una discussione che ha evidenziato le tante difficoltà che vivono lavoratori e lavoratrici di una categoria che comprende al suo interno diversi settori produttivi, che hanno urgenza d’interventi capaci di fornire opportunità di nuova occupazione e di consolidare quella che c’è.

In Abruzzo, infatti, sono moltissime le aziende il cui futuro produttivo e occupazione è seriamente a rischio. Nel settore Tac, per esempio, è il caso della Zucchi di Notaresco, de La Perla di Roseto degli Abruzzi, della ex Pompea di Atri e di tante altre medie e piccole imprese in tutta la regione.

La crisi non ha investito solo le realtà più piccole, ma anche le principali aziende del settore per dimensione occupazionale ed importanza del marchio, che confermano o dichiarano pesanti riduzioni di attività ed occupati, con il rischio di mettere in ginocchio lavoratori e territori. È il caso della Sixty, che dopo aver operato una drastica riduzione di attività in tutto l’indotto regionale, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro, oggi attraversa un periodo di grande incertezza anche al suo interno, con conseguente ricorso a Cigs e mobilità. E’ il caso della Golden Lady, con la dichiarata chiusura dello stabilimento di Gissi (300 addetti) e la riduzione di attività in quello di Basciano. Infine è il caso della Brioni di Penne, che annuncia nelle aziende del gruppo un programma di riduzione del personale per 150 addetti.

Nella chimica, l’effetto della crisi si è stabilizzato, ma si resta molto lontani dai livelli produttivi ed occupazionali del 2008. Ed è da questo settore che arriva uno dei segnali più preoccupanti per il tessuto produttivo abruzzese: la Procter & Gamble, multinazionale presente in Abruzzo anche per la partecipazione societaria con la Fater, si appresta a chiudere il sito di ricerca di Sambuceto dove lavorano 130 ricercatori scientifici

Difficoltà nel presente e nella prospettiva coinvolgono anche i lavoratori dell’energia e dei servizi idrici, che da troppo tempo subiscono la confusione e l’incertezza della legislazione.

«Nel primo caso – fa notare la Filctem Cgil - è incapace di fornire un costante, coerente sostegno per lo sviluppo delle energie rinnovabili che possono realmente fornire nuove opportunità occupazionali, mentre nel caso del settore idrico, la legislazione prodotta ai vari livelli istituzionali, rischia di trasformare l’acqua da bene pubblico essenziale a merce privata, con ricadute negative anche sull’occupazione. Su questo tema è determinante pretendere e garantire da subito una corretta e diffusa informazione per permettere la partecipazione dei cittadini al referendum del 12 e 13 giugno prossimi».

Questi gli argomenti principali che stanno al centro della dichiarazione di sciopero con la quale la Cgil Abruzzo chiede di accelerare la realizzazione dei progetti che sono in campo (bonifica del polo chimico di Bussi, Polo dell’Alta Moda, Progetto Teramo Moda) e l’apertura di una nuova fase di politica industriale in grado di fornire risposte concrete per il futuro alle migliaia di lavoratori e lavoratrici abruzzesi che lavorano nei settori dell’energia, dei servizi, del chimico e del Tac.

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CHIUSURA GOLDEN LADY, 18 SINDACI SI BATTONO INSIEME

GISSI. La crisi che ha investito la Golden Lady di Gissi è stata al centro della Conferenza dei sindaci dell’Ambito territoriale sociale 25 nella seduta del 23 marzo.

Su proposta del sindaco di San Buono, Denisso Cupaiolo, la Conferenza ha adottato, con propria deliberazione, un appello alle autorità istituzionali regionali e provinciali in merito alla chiusura dello stabilimento Golden Lady.

«Pur nella diversità di pensieri, nella diversa dialettica politica presente nei nostri Comuni – sottolineano i sindaci nell’appello - mai come oggi nel nostro territorio è necessario unirsi per fare in modo che non accada che questa Conferenza dei sindaci del Medio ed Alto Vastese dell’Ambito sociale 25, diventi una conferenza permanente del disagio sociale di questo comprensorio. La chiusura dell’ospedale di Gissi prima e la Golden Lady ora riporterà questo territorio indietro di 50 anni. Senza strumentalizzazioni politiche di vario genere – aggiungono i sindaci - pensiamo che è nostro dovere, quali primi cittadini di questo Ambito Sociale 25, portare all’attenzione dei massimi responsabili delle istituzioni regionali e provinciali questa drammatica realtà in cui stiamo andando incontro, chiedendo il loro impegno concreto, affinché in questa zona interna del vastese non rimanga nell’arco di poco tempo solo la Turbogas e il Civeta».

Per questo i sindaci lanciano un appello alle istituzioni - presidente di Giunta Regione Abruzzo, assessore regionale al Lavoro, presidente, amministrazione provinciale, assessorato provinciale al Lavoro - di riconvertire lo stabilimento industriale Golden Lady di Gissi.

L’appello è stato firmato dai sindaci dei seguenti Comuni: Carpineto Sinello, Castiglione Messer Marino, Celenza Sul Trigno, Dogliola, Furci, Gissi, Guilmi, Monteodorisio, Palmoli, Roccaspinalveti, San Buono, San Giovanni Lipioni, Scerni, Torrebruna, Tufillo, Liscia, Fraine e Schiavi d’Abruzzo.

06/04/11 10.20