Scarsa attenzione per i disabili, proteste alla stazione di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nessuna attenzione per i disabili alla stazione di Pescara e, più in generale, scarsa considerazione in tutto il sistema di trasporti regionale.

Una doppia denuncia che mette in evidenza lo stato di arretratezza che ancora si registra in Abruzzo rispetto ai servizi per i diversamente abili. Il primo ‘caso’ riguarda la stazione di Pescara, dove è stato smantellato l’ufficio che da anni era utilizzato per l’accoglienza dei disabili. La denuncia arriva di Tino Di Cicco, responsabile mobilità Federconsumatori Abruzzo, che sottolinea che «mentre l’Europa tutela i diversamente abili, Trenitalia nega loro l’assistenza a Pescara».

Ufficialmente l’accoglienza ai diversamente abili è organizzata in ferrovia tramite le “Sale blu” esistenti in 14 grandi stazioni, tra le quali anche Trieste e Ancona. Si tratta di realtà ferroviarie meno significative di quella di Pescara che però, pur servendo una conurbazione di oltre 300.000 abitanti, non offre questo servizio.

Tra l’altro la Federconsumatori fa anche notare che sulla Carta dei Servizi della rete Ferroviaria Italiana è previsto un miglioramento dell’accoglienza dei diversamente abili nelle stazioni e nei treni in genere e che, in conseguenza di questo regolamento, Rfi si è dovuto costituire come “Station manager” proprio in funzione delle esigenze poste da una maggiore sensibilità verso le persone con difficoltà motoria e non solo.

Per questo Federconsumatori chiede il sostegno delle istituzioni politiche ai vari livelli, «per imporre a Trenitalia/Rfi l’attivazione della Sala blu anche a Pescara; o per lo meno il ripristino della situazione precedente alla chiusura dell’ufficio preposto all’accoglienza dei disabili. Ci sono tutte le condizioni perché la richiesta possa essere soddisfatta – puntualizza Di Cicco - C’è il personale esperto, una normativa europea cogente, e un bacino d’utenza più che sufficiente. Occorre solo non essere troppo subordinati alle decisioni “politiche” di Trenitalia /Rfi».

 «IMPOSSIBILILATATO AD ANDARE A ROMA, E PERSINO TRATTATO MALE DAL CENTRALINISTA»

Non solo la denuncia di Federconsumatori, sul ‘difficile’ rapporto tra trasporto regionale e diversamente abili si registra anche l’intervento di Nicolino Di Domenica, responsabile Movimento Vita Indipendente Abruzzo e vice presidente Aias sezione di Lanciano Onlus. Di Domenica si rivolge all’assessore regionale ai Trasporti Morra per raccontare e denunciare uno spiacevole episodio di cui è stato egli stesso ‘vittima’ e che fa emergere ancora una volta la scarsa considerazione per i diversamente abili. Dovendosi recare a Roma per un convegno i prossimi 4 e 5 maggio ha pensato di non utilizzare il treno, per non costringere qualcuno a portarlo fino a Pescara, ma di prendere un autobus che parte da Lanciano, suo comune di residenza. E qui comincia una vera e propria odissea, fatta di rinvii, ‘rimpalli’ e persino atteggiamenti maleducati.  «Telefono all’ufficio di Lanciano dell’azienda Di Fonzo – racconta Di Domenica - e chiedo se c’è nella linea per Roma un autobus con pedana per disabili; l’interlocutore “gentilmente” m’invita a telefonare all’ufficio di Vasto perché mi informa che se c’è la richiesta, l’azienda mette a disposizione il mezzo munito di pedana. Telefono a Vasto al numero indicatomi e mi risponde una persona con tono, diciamo poco disponibile ad interloquire con l’utenza; dopo aver esposto il mio problema, mi dice: “Aspetta che le passo mio nipote”. Ripeto al “nipote”, sempre gentilmente, la mia richiesta e lui mi risponde che l’azienda ha un autobus con la pedana ma che per il momento è rotta. Ripeto che il viaggio è programmato per il 4, con ritorno il 5 maggio, e quindi ci sarebbe stato tutto il tempo per ripararla e il signore risponde che si tratta di un guasto complicato e che occorre portare il mezzo a Modena. A questo punto mi viene spontaneo chiedergli: “Come mai la regione dà dei fondi per attrezzare gli autobus con il sollevatore per disabili e voi avete solo un autobus con la pedana che va a Roma, guarda caso anche rotto?”. A questo punto, l’interlocutore mi risponde con tono “arrogante”: ”La linea per Roma è commerciale”. Io allora gli chiedo se ciò significa che i disabili non possono viaggiare su una linea commerciale...  Poi la telefonata degenera». Non soltanto impossibilitato a usufruire un servizio di cui ha diritto, dunque, ma anche trattato male, offeso e quasi ‘sbeffeggiato’.

«Quello che mi sta succedendo – afferma Di Domenica rivolgendosi a Morra - è alquanto vergognoso, ricordiamoci che siamo nel 2011, che ci sono numerose leggi che dovrebbero tutelare le persone con disabilità, una costituzione da rispettare ed infine, non perché sia la meno importante, ma solo perché è la più recente, abbiamo la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata anche dall’Italia e l’Abruzzo, che se non sbaglio, fa ancora parte di questa Nazione».

Di Domenica chiede un intervento immediato all’assessore regionale ai Trasporti, «per verificare se i contributi stanziati e finalizzati ad un trasporto accessibile siano poi veramente utilizzati per risolvere questi problemi».

Il responsabile del Movimento Vita Indipendente sottolinea di essersi sentito ‘offeso e discriminato’ e chiede a Morra di fare in modo che questi spiacevoli inconvenienti non succedano più a nessuno e, soprattutto, di fare in modo che per il 4-5 maggio non abbia nessun problema per recarsi a, e tornare da, Roma.

Infine, un ‘consiglio’ a Morra. «Che ne direbbe di un controllo casuale, ogni tanto sulla cortesia e disponibilità espressa dalle aziende convenzionate? Le suggerisco di far telefonare dalla sua segretaria che, fingendosi disabile, potrà constatare e riportarle personalmente come si viene trattati».

05/04/2011 11.58