Toghe onorarie, sciopero di 5 giorni. Udienze a rischio

Alessandro Biancardi

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ROMA.  Da oggi, per cinque giorni, si asterranno dalle udienze e da ogni attivita' di ufficio giudici e pubblici ministeri onorari.

«Il silenzio del ministero dopo l'annuncio di questa astensione -rileva la Federazione dei magistrati onorari di tribunale (Federmot)- conferma il disinteresse del Governo per i problemi veri della Giustizia. Prova ne sono le riforme che il Governo si affretta a varare: dal processo breve (che, invece, ha come unico effetto la prescrizione dei reati nell'interesse di una Giustizia meno efficiente), al reclutamento di 600 giudici ausiliari tra avvocati dello Stato e magistrati a riposo (costo 12 milioni di euro all'anno, finanziato con l'ulteriore aumento del contributo unificato nei giudizi d'impugnazione, varra', secondo una previsione ottimistica, a garantire ai cittadini appena 60 mila sentenze di piu' all'anno). Se il Governo avesse voluto meglio praticare il principio di ragionevole durata del processo, sia in materia civile che penale, si sarebbe invece affrettato a varare la riforma della magistratura onoraria di tribunale, per valorizzare l'unica risorsa esistente idonea a risolvere concretamente la crisi endemica della Giustizia italiana».

 Invece, a 11 anni dalla Legge Carotti, che introduceva nell'Ordinamento giudiziario i giudici onorari e i vice procuratori onorari al fine di smaltire l'arretrato pendente alla data del 30 aprile 1995, la riforma della magistratura onoraria, osserva la Federmot, «e' scomparsa dall'agenda del Governo, che continua a smentirsi da solo: a fronte di un'annunciata riforma che semplificasse le magistrature onorarie unificando i magistrati onorari di tribunali e i giudici di pace, viene presentato un disegno di legge che le moltiplica prevedendo un'ulteriore categoria di magistrati onorari», i cosiddetti giudici onorari ausiliari i quali «verrebbero retribuiti con 200 euro a sentenza cumulabili con il gia' cospicuo trattamento pensionistico per svolgere il medesimo lavoro che gli attuali giudici onorari eseguono gratis: scrivere sentenze».

 Ad esprimere piena "solidarieta'" alle toghe onorarie e' l'Organismo unitario dell'Avvocatura, il cui presidente Maurizio de Tilla, sottolinea in particolare che «l'attuale status dei magistrati di pace e' in contrasto con la Carta costituzionale, le direttive comunitarie in materia di trattamenti riservati ai giudici onorari, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la Carta di Strasburgo e con la raccomandazione del 17 novembre 2010 del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa».

 L'Oua ha gia' formulato un progetto di riforma sul giudice laico, che ha trasmesso al Governo.

04/04/2011 16.24