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Abruzzo, verso la modifica della legge edilizia. Acerbo: «energumeni del cemento alla carica»

«Costruttori vogliono deregulation totale»

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Maurizio Acerbo

Maurizio Acerbo

ABRUZZO. All'ordine del giorno della seconda commissione del Consiglio regionale di oggi torna la legge edilizia approvata a settembre.

In arrivo ci sono alcune modifiche che secondo il Pdl sarebbero solo «questioni tecniche» volte a rendere più chiara la normativa o a evitare problemi interpretativi nella legge edilizia approvata.
Lancia invece l’allarme il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo. Secondo lui quella che arriverà in Commissione e poi in Consiglio (martedì prossimo) è «una leggina», preparata dal Pdl «sotto dettatura dei costruttori pescaresi».
Dopo aver raggiunto un accordo con l’opposizione  «ora gli energumeni del cemento», denuncia Acerbo, «tornano alla carica per ottenere una deregulation urbanistica inaccettabile. Come possono pensare che Rifondazione, Idv, PdCI, Verdi, Sel, che hanno condotto la battaglia ostruzionistica per mesi, ora come degli allocchi si bevano questa furbata?»
Intanto sulla questione intervengono anche i consiglieri comunali del Pd di Pescara Enzo Del Vecchio e Camillo D'Angelo. I due esprimono forti dubbi su quello che sta per accadere. Dubbi che potrebbero a questo punto allargare anche al gruppo regionale del Partito Democratico il fronte dell'opposizione a quella che viene ribattezzata «una vera e propria sveltina».
Del Vecchio e D’Angelo sottolineano che è a rischio cancellazione la norma contenuta nell’articolo 2 comma 12 che prevede “Devono essere inoltre rispettate le previsioni per le urbanizzazioni primarie e secondarie individuate negli elaborati di PRG le volumetrie aggiuntive, realizzate nella misura consentita dalla legge 12.07.2012 n. 106, quindi, non possono occupare le aree a tale funzioni destinate”.
«Con un colpo di mano», denunciano i consiglieri comunali, «si cancella una norma che avrebbe evitato immediati interventi modificativi sulla pianificazione territoriale con un rinvio ai Comuni a deliberare, cancellando anche qui il termine perentorio già stabilito, se avvalersi o meno delle norme contenute in quel flagello di articolo 2 della l.r. 49/2012 in via di modificazione».
Colpo di grazia anche sulla norma transitoria, denuncia il Partito Democratico: «per la Città di Pescara vorrebbe dire una possibile sanatoria ai provvedimenti già rilasciati. Una pianificazione che mortifica ed uccide la pianificazione da parte dei Comune e soprattutto di quello di Pescara che non trova la benchè minima attenzione e sensibilità da parte di un nutrito nugolo di consiglieri ed assessori regionali provenienti proprio da Pescara rappresenta la resa incondizionata della politica al potere dell’economia delle costruzioni».