CONCESSIONI E DEMANIO

Direttiva Bolkestein: ufficializzato lo schema

Di Dalmazio: «evidenti criticità»

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ITALIA. Quel documento «che girava per mani e per corridoi» diventa sempre più realtà.

Il Governo ha ufficializzato lo schema della direttiva Bolkestein (che liberalizza le attività balneari esponendole ad asta pubblica).
A dirlo è il sindaco di Pineto, nonché delegato nazionale Anci al Demanio Marittimo, Luciano Monticelli. La delusione di Monticelli è tanta soprattutto perché non molti giorni fa si è tenuto, a Roma, l’incontro con il Ministro per il Turismo, Piero Gnudi, ed il Ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi per trovare una soluzione concordata. 
«E’ uno scempio», ha detto il sindaco, «non ci saremo mai aspettati che a pochi giorni dall’incontro con il Ministro Gnudi lo schema del decreto sia stato già ufficializzato».
E intanto il mondo dei balneatori (una delle categorie più toccate dal decreto) è in fermento. Il 29 ottobre è previsto un corteo di protesta a Pescara che si dirigerà davanti alla sede della Regione Abruzzo.
Lo schema di decreto legislativo recante revisione e riordino della legislazione in materia di concessioni demaniali marittime fissa una serie di regole per la liberalizzazione di alcuni servizi.
Il documento pubblicato sul sito della Federazione Autonoma Balneari si rivolge a numerose attività come i servizi di pubblicità, certificazione e collaudo, manutenzione degli uffici, i servizi collegati al settore immobiliare (come le agenzie immobiliari, l'edilizia, la distribuzione, l'organizzazione di fiere, agenzie di viaggio) ed i servizi ai consumatori (servizi ricreativi, guide turistiche, servizi nel settore del turismo; il decreto stabilisce la durata delle concessioni che non possono essere superiore a sei anni, né superiori a 25 anni.
Per quanto riguarda la modalità di concessioni, il testo parla chiaro: tutto avverrà tramite una procedura pubblica che rispetti i criteri di economicità, di efficienza, imparzialità, trasparenza, pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento. Spetterà alle Regioni entro il 31 dicembre 2014 preparare bandi e lettere d’invito per l’affidamento delle concessioni.
E’ previsto anche un indennizzo a favore del concessionario uscente: una regola prevista solo limitatamente alla prima procedura di selezione di affidamento.
Secondo Fiba, Assobalneari, Cna balneatori, Sib, «il documento, nella versione in nostro possesso, è totalmente inaccettabile e conferma la giustezza delle nostre precedenti posizioni assunte in maniera unitaria ed esplicitate al ministro del Turismo Piero Gnudi. Si viene così meno ad un impegno assunto dal Governo di trovare preventive intese, non solo con le associazioni di categoria, ma anche con Regioni e Comuni. Infatti non ci risulta che nemmeno questi ultimi siano stati coinvolti nella preparazione del decreto legislativo. La distruzione di un sistema economico costituito da 30.000 imprese e quella del turismo balneare italiano verrebbe così definitivamente perpetrata».
Per Monticelli, «questo decreto segna l’inizio della distruzione di un sistema. Mi chiedo a chi giova tutto ciò. Eventualmente c’è qualcosa sotto, qualcosa (e qualcuno) che al momento non è chiara ma che preso verrà a galla, questo è certo. Con l’uscita del decreto che regolamenta le concessioni demaniali marittime viene meno l’impegno assunto dal Governo di trovare intese sia con le associazioni di categoria e sia con Regioni e Comuni, in particolare con questi ultimi Enti che, pur essendo gli attori principali della problematica, non sono stati assolutamente coinvolti nella preparazione del decreto da parte di un Governo che rappresenta solo una parentesi della nostra storia».
Il sindaco ha annunciato per il 5 novembre prossimo la riunione della Consulta delle Città del Mare per studiare contromosse «per bloccare uno scempio senza precedenti».

DI DALMAZIO: «EVIDENTI CRITICITA’»
«E' quantomeno singolare che la bozza di decreto del governo sulle concessioni balneari sia stata presentata e circoli ancor prima di essere portata a conoscenza, quanto meno in via ufficiosa, alle Regioni che su quel decreto devono esprimere l'intesa». Lo afferma il coordinatore nazionale degli assessori al Turismo, Mauro Di Dalmazio, che su quanto sta accadendo afferma: «su una questione così delicata, che riguarda il futuro del comparto balneare e di oltre trentamila imprese occorre la massima chiarezza e linearità». Per quanto riguarda poi contenuti del decreto, «se rispondono al vero le anticipazioni che circolano - aggiunge Di Dalmazio - posso dire che la bozza contiene delle evidenti criticità». Sulla notizia secondo cui il Governo avrebbe deciso di avviare l'interlocuzione con l'Ue, il coordinatore ribadisce che «se è cosi, possiamo dire che finalmente il Governo si é determinato a fare ciò che da lungo tempo si chiedeva, e cioè interloquire con l'Unione europea per individuare i margini di tutela per le oltre trentamila piccole e medie imprese del comparto balneare . Le Regioni da subito hanno spinto in tal senso considerando che senza un intervento diretto governativo qualsiasi iniziativa sarebbe stata depotenziata».