DISORDINE SUL RIORDINE

Abruzzo. Riordino Province, il Consiglio Regionale lascia la patata bollente al Governo Monti

Si andrà alla Corte Costituzionale in caso di accorpamenti

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ABRUZZO. Dopo tre ore di discussione alle 21.12 il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta che contiene nessuna proposta di riordino delle Province abruzzesi.

Ma c'è anche un invito al Governo a predisporre un disegno di legge costituzionale per l’abolizione di tutte le Province.
Inoltre si dà mandato al presidente Gianni Chiodi di proporre ricorso alla Corte Costituzionale contro qualunque proposta di accorpamento che dovesse essere decisa nel frattempo dal Governo.
Sono dunque 3 punti principali del documento (primi firmatari il Capogruppo dell’IdV Carlo Costantini, il Capogruppo del PdL Lanfranco Venturoni, e il Capogruppo dell’Api Gino Milano) approvato a maggioranza dal Consiglio regionale, che domani sarà trasmesso al Governo Monti.
«La Regione – si legge in un passaggio – riscontrando le aspettative a più riprese manifestate dall’opinione pubblica, deve esprimersi nel senso di una proposizione idonea a garantire il più alto livello possibile di riduzione della spesa pubblica, nonché la maggiore semplificazione e la completa eliminazione delle sovrapposizioni di ruoli e funzioni, determinando così l’innalzamento qualitativo delle prestazioni rese ai cittadini».
Al voto non ha partecipato il Gruppo consiliare del PD, che ha abbandonato l’Aula per protesta. Erano state formalizzate altre proposte, respinta dal Consiglio: l’ipotesi a 3 Province (L’Aquila, Chieti, Pescara-Teramo) presentata da Menna (Udc), quella a una Provincia (L’Aquila) di Rabbuffo (Fli) e quella avanzata da Acerbo (Prc), Saia (Pdci) e Caramanico (Sel) per una diversa attribuzione delle funzioni alle Province e l’abolizione di tutti gli enti intermedi strumentali.
Poco prima della votazione ha preso la parola il presidente Gianni Chiodi che ha ripercorso quanto fatto dal suo Governo per tagliare al massimo gli sprechi e i debiti della sanità. «La nostra è stata una battaglia per rimediare ad una reputazione compromessa», ha detto il governatore che ha ringraziato anche l’Italia dei Valori per la sottoscrizione della medesima proposta.  
Il consigliere Caporale (Verdi) ha parlato invece di «colossale presa in giro» nel votare una proposta che sarà respinta dal governo centrale. «Questa sera è peggio di quella in cui hanno arrestato Del Turco», ha detto il consigliere. «Ormai non possiamo decidere più niente. Siamo sudditi, ci siamo accapigliati su contrapposizioni ridicole quando a decidere sono i tecnici».
Quello di Maurizio Acerbo (Rc) è stato uno degli interventi più accorati, a tratti violento: «ritroviamo la democrazia», ha chiesto durante il suo intervento, «o diventeremo una dittatura di miliardari».  Menna (Udc) che aveva avanzato la proposta delle tre province ha parlato di una forte delusione per «un denso qualunquismo e approssimazione» del Consiglio. «Le province sono un lusso che non possiamo piu' permetterci», ha detto invece Carlo Costantini. «Non si puo' continuare a chiedere sacrifici ai cittadini e poi conservare  qualche migliaio di poltrone (tra politiche, di figure apicali e di staff) per assicurare la sopravvivenza di un ente inutile, considerato che le sue funzioni  amministrative  potrebbero essere tranquillamente esercitate da comuni o  regioni. Noi non lo abbiamo scoperto oggi».

«Questo  è un evento storico, che dice no a un pasticcio che non ridurrebbe i costi della politica», ha detto Lanfranco Venturoni, capogruppo del PdL in Consiglio Regionale. «Se il governo non dovesse recepire la nostra proposta, abbiamo dato mandato al presidente Chiodi di andare alla Corte Costituzionale.  Proprio per l’importanza che tale proposta assume per il futuro del nostro territorio – sottolinea il capogruppo del PdL – non abbiamo avuto alcun problema a far convergere il nostro documento con quello dell’IdV. Quando si tratta di riforme istituzionali importanti come questa – ha concluso Venturoni – non c’è appartenenza di schieramento e interesse di parte che possa prevalere».

«Con questo voto – aggiunge Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo PdL – la Regione Abruzzo ha compiuto un altro decisivo passo nel cammino virtuoso che ha caratterizzato questa legislatura e superando le logiche territoriali ha dimostrato la maturità e la lungimiranza di una classe politica degna di questo nome».

LE TRE PROPOSTE DELLA MOZIONE APPROVATA (COSTANTINI-VENTURONI-MILANO)

1.  di non sottoporre al Governo alcuna proposta di riordino delle Province  ubicate nel proprio territorio, ritenendo la completa soppressione delle stesse Province la soluzione più idonea al perseguimento delle finalità di riduzione dei costi della politica e rispondente alle aspettative di riorganizzazione e semplificazione del sistema Paese;

2.  di invitare il Governo a predisporre e presentare alle Camere, con la massima urgenza, un progetto di legge costituzionale contenente le necessarie modifiche agli articoli 114, 117, 118, 119, 120, 132 e 133 della Costituzione, per una completa soppressione delle Province;

 3.  di dare mandato al Presidente della Giunta regionale ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale qualsiasi ipotesi di accorpamento dovesse essere decisa dal Governo.