SANITA'

Abruzzo. «Chiodi vuole rimanere commissario per avere tutto il potere sulla sanità»

In consiglio regionale l’opposizione contro il «commissariamento ingiustificato»

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Franco Caramanico

Franco Caramanico

ABRUZZO. Tutti contro il commissariamento della sanità. O quasi.

 Nel consiglio regionale di questo pomeriggio molti consiglieri hanno lamentato il commissariamento senza fine e non giustificato della sanità che di fatto ha tolto poteri al consiglio regionale.

Nella seduta odierna l'assise ha poi approvato il progetto di legge che modifica alcuni punti della Finanziaria 2012 relativi al settore sanitario.
Su indicazione del sub commissario alla sanità Giuseppe Zuccatelli, infatti, sono state sospese – fino alla fine del regime commissariale – le norme che rifinanziano i contributi ai disabili psicofisici che utilizzano le terapie Doman; la valutazione del personale delle aziende sanitarie; l’introduzione della soglia massima della quota di compartecipazione alle prestazioni; la possibilità per le strutture sanitarie accreditate di spostare parte del loro budget verso strutture autorizzate della stessa Asl.
Il dibattito si è acceso sul commissariamento della sanità che è ancora in corso e sui dati della spesa sanitaria. Secondo una parte dei consiglieri il commissariamento era nato pe portare i conti in pareggio (obiettivo raggiunto) per cui ora sarebbe ingiustificato, per altra parte dei consiglieri Chiodi oggi sarebbe lo strumento del governo Monti per poter meglio controllare la sanità abruzzese. Molto critici sonno stati i capigruppo di Idv, Rifondazione, Sel.
Caramanico (Sel) è tornato nuovamente a contestare Chiodi per i meriti del risanamento mentre l'ex assessore della giunta Del Turco ha ricordato che già dal 2006 si erano poste le basi.
«Semmai i meriti che si ascrive Chiodi, ovvero il raggiungimento del pareggio, è un demerito, visto che nel Piano del centro sinistra sarebbe stato raggiunto nel 2010, mentre con Chiodi è arrivato un anno più tardi. La verità è che Chiodi», ha aggiunto Caramanico, «non formulando un nuovo Piano di rientro, mira esclusivamente a mantenere il Commissariamento per accentrare nelle sue mani tutte le funzioni di un settore cruciale come la sanità . Peccato che molte delle sue azioni amministrative vadano nel senso contrario al risanamento, a cominciare dal rapporto con le cliniche private , ragione per cui siamo stati costretti a ricorrere alla Corte dei Conti. Il suo ruolo di commissario gli impedirebbe di modificare le leggi vigenti, cosa che invece si è ostinato a fare ottenendo come il risultato 14 bocciature da parte del TAR. Piuttosto che vantarsi, il Governatore farebbe bene a lavorare restituendo al consiglio regionale le proprie funzioni».