LO SCANDALO INFINITO

Pescara. Filovia, «adesso Sorgi e Russo si dimettano»

La richiesta del consigliere Acerbo: «ristabilire la legalità. Sorgi ha mentito»

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Maurizio Acerbo

Maurizio Acerbo

PESCARA. Dopo i periti della Procura anche l’Europa dà ragione a quanti insistevano sul fatto che la filovia dovesse essere sottoposta alla valutazione di impatto ambientale.
Filò è «a tutti gli effetti un filobus» e deve passare dunque al vaglio della Via.

«Ora non ci sono più scuse», sostiene il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo che chiede con forza che i lavori vengano immediatamente sospesi e venga «ristabilita la legalità».
Il consigliere nelle ultime ore ha presentato una interrogazione a Chiodi nella quale ripercorre tutte le tappe della vicenda ma soprattutto ha chiesto la testa del presidente della Gtm Michele Russo e del direttore del Comitato Via Antonio Sorgi a causa dei loro «comportamenti omissivi».
Russo ed i responsabili apicali della Balfour Beatty Rail e della Vossloh Kiepe di Milano, che partecipano all’Ati appaltatrice, sono attualmente indagati con le ipotesi di reato di truffa aggravata, falso ideologico, e frode in pubblica fornitura.
Sorgi, invece, ricorda Acerbo nella sua interrogazione a Chiodi, «ha mentito».
Come scritto a luglio da PrimaDaNoi.it il direttore ha risposto in data 1 dicembre 2011 a una richiesta di chiarimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri da inoltrarsi alla Commissione Europea sostenendo che il progetto del filobus «è stato sottoposto a screening nella seduta del Comitato di Coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale del 15 luglio 2008».
«Quella comunicazione», sottolinea Acerbo, «appare non corrispondente alla verità dei fatti ma potrebbe indurre in errori di valutazione la Commissione Europea che ha aperto un’istruttoria sulla base di un’istanza inviata dal Wwf».
Il consigliere di Rifondazione contesta inoltre il fatto che «per responsabilità dei vertici della Gtm e della Regione Abruzzo», i lavori siano proseguiti persino dopo il pronunciamento dei periti della Procura. «E’ uno sperpero di denaro pubblico di cui qualcuno dovrà rispondere».
Rc, comitati e ambientalisti implorarono la sospensione dei lavori prima che il cantiere muovesse il primo passo proprio segnalando i profili di illegittimità successivamente confermati dai periti e ora dalla commissione europea. «Ci trovammo costretti», dice oggi Acerbo, «a presentare esposti alla magistratura proprio dal muro di gomma della Gtm e del centrodestra in Comune e Regione».
Il consigliere domanda anche perché sulla questione il presidente Chiodi abbia sempre taciuto: «nell’ambito delle proprie competenze avrebbe dovuto intervenire al fine di fare chiarezza sull’opportunità di proseguire la realizzazione di un’opera controversa, che appare priva dei necessari fondamenti tecnico-economici, ancorché destinataria di un cospicuo finanziamento pubblico che pesa sulle casse dello Stato».

ACERBO. interpellanza filovia