Province, per l’abolizione totale c’è l’accordo tra Pd e Pdl

Martedì giornata decisiva

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Brucchi e Di Primio

Brucchi e Di Primio

ABRUZZO. Ancora sei giorni d’attesa poi il verdetto da passare al Governo Monti per la decisione finale.


E’ stata rinviata a martedì prossimo, prima del Consiglio regionale, la seduta della Seconda Commissione (Enti Locali, Governo del Territorio) chiamata a formulare la proposta sul riordino delle Province, che nella stessa giornata sarà portata all’esame dell’Aula.
Stamattina è stato comunque raggiunto un accordo di massima tra Pdl e Pd, che prevede l’abolizione totale delle Province in Abruzzo, con la contestuale valorizzazione delle competenze dei 7 ambiti territoriali individuati all’epoca della redazione del Quadro di Riferimento Regionale.
In subordine, la stessa ipotesi, prevede la costituzione di tre Province: L’Aquila, Chieti, Pescara-Teramo.
Ma dal Pd si smarcano i consiglieri Giovanni D’Amico, Giuseppe di Pangrazio, Claudio Ruffini, Giuseppe Di Luca che continuano a chiedere l’istituzione di una sola Provincia, (con l’attuale capoluogo di Regione L’Aquila) e chiedendo contestualmente al Governo nazionale l’istituzione dell’area metropolitana Chieti-Pescara.
Non compare dunque la soluzione a due (L’Aquila-Teramo e Pescara-Chieti) che era quella uscita vincitrice (con appena 8 preferenze) dalla votazione del Cal.
Nelle ultime ore è stato proprio il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio a chiedere di rivalutare la proposta di riordino nel senso delle tre province e lo ha fatto scrivendo una lettera indirizzata al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, al presidente del Consiglio Regionale, Nazario Pagano, al presidente della II Commissione Permanente, Luca Ricciuti e agli assessori e consiglieri regionali.
Parte dalla normativa Di Primio, dicendo che basterebbe rispettare i criteri del D.L. per lasciare la provincia di Chieti intatta. «Ma vi è dell'altro - scrive a Chiodi e company - innanzitutto, il tessuto economico. Una modifica degli assetti istituzionali, una diversa distribuzione di competenze e ruoli potrebbe alterare, in negativo, tale equilibrio».
L'unione delle Province di Chieti e Pescara, secondo il sindaco, concentrerebbe tutto nell'area urbana chietino/pescarese, marginalizzando il resto dell'attuale Provincia di Chieti, a discapito di territori come Lanciano, Ortona e Vasto che «finirebbero per essere una periferia amplissima».
Per Chieti, inoltre, la perdita dello status di capoluogo vorrebbe dire ridimensionare la presenza degli uffici periferici dello Stato e gli oltre duemila occupati, senza considerare l'indotto. 


NASUTI CONTRO DI PRIMIO
Ma si scaglia contro Di Primio il consigliere regionale Emilio Nasuti: «da una parte il sindaco Umberto Di Primio scrive una lettera in cui definisce il capoluogo 'primus inter pares' rispetto a Lanciano, Vasto e Ortona, dall'altro lancia l'ennesima prova di forza e presenta il project financing per la realizzazione di una cittadella giudiziaria a Chieti in cui accorpare non solo il presidio frentano, ma anche quello di Vasto».
«E' giusto che Di Primio, come sindaco», continua Nasuti, «difenda la sua città, ma non ci venga a dire che il capoluogo a Chieti è una garanzia per tutta la provincia, perchè puntualmente gli atti che arrivano proprio da Chieti smentiscono le parole». Nasuti ricorda come proprio Di Primio, fin dall'inizio della vicenda del riordino delle circoscrizioni, avesse ribadito che i servizi e gli uffici andavano ubicati su tutto il territorio provinciale, non solo a Chieti città.

BRUCCHI A L’AQUILA CON LA FASCIA TRICOLORE
A Teramo, invece, il sindaco Maurizio Brucchi continua a protestare contro l’accorpamento o soppressione della sua Provincia di riferimento. Il primo cittadino ha annunciato che martedì sarà a L’Aquila presso il Consiglio Regionale, con la fascia tricolore «per difendere Teramo» e ha invitato i cittadini a seguirlo in questa azione.
Teramo Nostra si schiera al suo fianco e annuncia: «lotteremo affinchè vengano bloccati i vergognosi tentativi di accorpamento a L’Aquila o a Pescara, per noi solo penalizzanti. Con la nostra presenza a l’Aquila, ricorderemo al presidente della Giunta Regionale Gianni Chiodi e agli altri assessori regionali teramani, che la nostra città non può essere “scippata” con il loro complice assenso. Senza il Capoluogo perderemo enti, strutture e funzioni per oltre mille posti di lavoro, oltre alla nostra identità storica, culturale e geografica».