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Riordino Province, Testa contro il Pdl: «proposte ottuse e demagogiche per raccogliere voti»

Partito spaccato a pochi giorni dal voto

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Guerino Testa

Guerino Testa

ABRUZZO. Una proposta «senza alcun fondamento», «ottusa», «contro l’Abruzzo», «per guadagnare qualche voto in più».

E’ così che l’attuale presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, definisce l’ipotesi dell’abolizione di tutte le Province, rilanciata nelle ultime ore anche da un documento a firma del capogruppo del Popolo delle Libertà Lanfranco Venturoni.
Il partito è sempre più spaccato e al suo interno si contano varie posizioni: il sindaco di Chieti Umberto Di Primio è al fianco del presidente Enrico Di Giuseppantonio e punta alle tre Province, (L’Aquila, Chieti e Pescara-Teramo). Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi vuol Chieti insieme a Teramo e Pescara città metropolitana. Il presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, è contro tutti e annuncia ricorsi al Tar non riconoscendo nemmeno la votazione del Cal.
E poi c’è Testa che, insieme al sindaco Luigi Albore Mascia, spinge per la Provincia Appennino-Adriatica (Chieti-Pescara-Teramo).
Proprio Testa, pur facendo parte dello stesso partito dell’ex assessore alla sanità, non gradisce l’iniziativa dell’abolizione di tutte le Province e attacca.
«Per mesi alcuni autorevoli rappresentanti della Regione che oggi si svegliano dal torpore sono stati in silenzio», si lamenta. «Scoprono che alcune Province (cioè la loro) devono necessariamente rinunciare alla propria autonomia e invocano l'abolizione di tutte. Una proposta senza alcun fondamento, considerato il percorso che sta seguendo il Governo di accorpamento di questi enti (e non più di abolizione come previsto inizialmente) e aggiungerei che l'idea è decisamente ottusa perché non va certo a favore dell'Abruzzo e degli abruzzesi».
Secondo Testa non bisogna dimenticarsi che la partita principale si gioca sugli enti territoriali dello Stato e quindi i servizi ai cittadini: «si dimentica anche che un organismo chiamato Cal, cioè Consiglio delle autonomie locali, si è pronunciato democraticamente sul futuro assetto delle Province abruzzesi».
Ma le accuse di Testa al Pdl vengono estese anche a Pd e Idv: «immaginano di conquistare qualche voto in più alle prossime elezioni cavalcando l'idea populistica. Mi chiedo dove siano stati questi politici fino ad oggi, considerato che si discute della questione da mesi, e vorrei anche sapere perché queste persone hanno evitato di confrontarsi democraticamente con il partito di appartenenza e nei territori in cui sono stati eletti perché l'unico effetto che otterranno è di quello di sminuzzare ulteriormente uno scenario politico frammentato, a destra e a sinistra, in cui vincono logiche che nulla hanno a che fare con l'interesse dei cittadini».

«NO AL CAMPANILISMO BECERO»
Gian Paolo de Rubeis, presidente provinciale di Cattolici democratici de L’Aquila, chiede di fermare «il campanilismo becero» e l’individuazione di una proposta «saggia» che «porti l'Abruzzo intero ad avere prospettive di vera crescita per le giovani generazioni».
«L'Aquila e Teramo», va avanti de Rubeis, «possono stare insieme, possono convivere così come e' avvenuto nella storia senza che si perdano le identità di ciascuno, anzi potenziandole per sviluppare le aree interne di cui continuamente si parla, senza però mai abbozzare progetti strategici che potrebbero determinare un rilancio in termini economici e sociali da condividere con i territori di Pescara e Chieti. Queste, secondo noi, sono le corrette valutazioni che si dovrebbero fare, unendo gli sforzi di tutti e non come si cerca di apparire ricorrendo alle volgari espressioni campanilistiche».