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Province, il Pdl: «aboliamole tutte». Ma da Chieti: «teniamone tre»

Giorni decisivi prima del voto

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Di Giuseppantonio

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ABRUZZO. Cinque ipotesi di riordino, l’una diversa dall’altra.

Le posizioni degli amministratori e dei politici abruzzesi sono ancora molto distanti le une dalle altre ma ritorna in auge una ennesima proposta, pure già ampiamente valutata nelle ultime settimane: «aboliamole tutte». Il pressing dei partiti si fa sentire e si ha la sensazione che alla fine sarà il più forte a spuntarla, governo Monti permettendo.
Ieri, infatti, con un formale provvedimento iscritto agli atti, il capogruppo del Popolo delle Libertà in Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni, ha depositato la proposta amministrativa che verrà messa in discussione in Consiglio Regionale entro il 23 ottobre prossimo.
In essa si stabilisce che - se approvata - viene chiesto al Governo nazionale di procedere alla soppressione di tutte le Province abruzzesi.
E sempre ieri è spuntata una ennesima ipotesi, avanzata dal presidente Enrico Di Giuseppantonio: «lasciamone tre», aveva ipotizzato.
Quali? Chieti e L’Aquila perché «hanno i requisiti fissati dal Governo per numero di abitanti e superfice»  e Pescara-Teramo, «l’ambito ottimale per far funzionare bene i servizi da rendere ai cittadini».
Ma questa versione del riordino, già si sa, non piace né al Pescarese né al Teramano.  Ieri Di Giuseppantonio ha convocato parlamentari, assessori e consiglieri regionali della provincia di Chieti, assessori e consiglieri provinciali, sindaci dei Comuni con più di 10.000 abitanti e rappresentanti della provincia di Chieti del Consiglio delle Autonomie.
«Oggi il vero problema è quello del riordino degli Uffici periferici dello Stato – ha sottolineato  nel corso dell’incontro – ed immaginare che il capoluogo di questa Provincia diventerà una città fantasma mi fa inorridire. Purtroppo il problema di fondo è nell’aver fatto circolare e funzionare lo spot secondo cui le Province rappresentano il male oscuro di questo Paese salvo poi doversi ricredere alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni nelle Regioni».
«Tre Province – sostiene anche il sindaco di Chieti Umberto Di Primio - possono esistere sia sotto il profilo giuridico, sia sotto il profilo economico, sia sotto il profilo di un "nuovo Abruzzo" che la Regione dovrà ridisegnare strategicamente».
Il sindaco ha chiesto ai consiglieri regionali di riflettere sulla proposta, già fatta al Cal, della permanenza della provincia di Chieti senza alcun accorpamento.