CALENDARIO VENATORIO

Tar L’Aquila conferma divieti totali e parziali di caccia

Rimangono cacciabili solo alcune specie. La regione impugnerà la sentenza

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L’AQUILA. Il Tribunale amministrativo de L’Aquila ha confermato l’ordinanza di sospensione del calendario venatorio.
I giudici hanno accolto il ricorso di Wwf e delle associazioni ambientaliste che hanno chiesto la sospensione dell'efficacia della deliberazione della Giunta regionale numero 492 del 30/07/2012 con cui è stato approvato il calendario venatorio 2012-2013.
L’udienza era stata fissata al 26 settembre; l’appuntamento è stato poi rimandato al 10 ottobre perché le associazioni venatorie si sono costituite in giudizio il 25 settembre.
Rimane vietata dunque la caccia a quaglia, tortora, allodola, beccaccia, marzaiola, beccaccino,
moriglione e pavoncella; vietata la caccia a tutte le specie (quindi l'attività venatoria è vietata
completamente) nell'area del Piano d’Azione di Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM); vietata la caccia a tutte le specie (quindi l'attività venatoria è vietata completamente) nelle decine di Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale presenti nella regione Abruzzo.
Il Tar ha ulteriormente censurato il calendario venatorio voluto dalla Regione,
accogliendo le tesi delle Associazioni, suffragate dal parere dell’ISPRA, in merito alla necessità di
utilizzare munizioni con pallini privi di piombo in aree a rischio per determinate specie.
Per l’assessore regionale Mauro Febbo, invece il provvedimento non comprometterà la chiusura della caccia. L'esercizio dell'attività venatoria potrà essere svolto come da calendario sul restante territorio regionale.

Restano cacciabili, con le modalità e le date previste dal calendario venatorio 2012/2013, secondo Febbo, merlo, cornacchia grigia, gazza, fagiano, ghiandaia, lepre, folaga, volpe, cesena, tordo sassello, tordo bottaccio, germano reale, gallinella alzavola, porciglione, fischione, colombaccio, coturnice, cinghiale e starna (per quest'ultima secondo i piani di prelievo approvati dalle Province).
Febbo ha annunciato che impugnerà la sospensiva del Tar dinanzi al Consiglio di Stato,«perché le decisioni della Magistratura vanno rispettate e per questo ci atterremmo a quanto stabilito dal Tar sul calendario venatorio. Restiamo comunque convinti della bontà del nostro operato. Voglio comunque sottolineare che, proprio nella prospettiva dell’accoglimento della domanda di sospensiva, poi effettivamente intervenuto, gli uffici competenti si sono già attivati sin dal mese di settembre per la Valutazione di Incidenza Ambientale sul calendario venatorio al fine di superare le censure del tribunale amministrativo regionale».
Dante Caserta, vicepresidente del Wwef Italia ha detto: «è l’ennesima sconfitta
sulla caccia inanellata dalla Regione Abruzzo che su questa materia rimedia continue brutte figure. Speriamo che questa bocciatura faccia riflettere la Giunta regionale ed i partiti che la sostengono sulla necessità di gestire l’attività venatoria in maniera corretta, ritirando, ad esempio, l’atto con il quale è stata recentemente aperta la strada alla caccia di cervi e caprioli nella nostra regione».

LA CRONISTORIA DELLE CONTROVERSIE

«Il “furbetto” Assessore alla caccia Febbo e la combriccola di funzionari e dirigenti degli inutili uffici caccia della Regione», dice Walter caporale, «hanno agito appositamente in ritardo per evitare una tempestiva sospensione della pre-apertura. Chi paga per gli errori dell’assessorato alla caccia che trova il sostegno di tutta la Giunta? Non è il caso che tra i tanti tagli si proceda alla chiusura degli uffici caccia provinciali e regionali della nostra regione? Sarebbe invece più opportuno investire in vigilanza ed evitare la circolazione continua e indisturbata di numerosi bracconieri che caratterizzano la nostra Regione».

·    SETTEMBRE 2009 - Il TAR Abruzzo con ordinanza depositata il 03 settembre 2009 accoglie pienamente il ricorso del’ Associazione WWF ricorrente avverso il calendario venatorio 2009/2010 annullando le scelte della Giunta Regionale sulla preapertura alla Quaglia e sul posticipo della caccia alla Beccaccia.

OTTOBRE 2009 -
Il TAR Abruzzo con ordinanza del 14 ottobre 2009 accoglie il ricorso delle associazioni Animalisti Italiani e della LAC avverso il Calendario venatorio regionale 2009/2010. Il TAR ha “Considerato che pare fondata la censura di difetto di motivazione della DGR impugnata, nella parte in cui quest’ultima non ha dato adeguata contezza delle ragioni di dissenso rispetto alle concludenze consultive dell’ISPRA“


·    DICEMBRE 2010 - Con ordinanza del 02 dicembre 2010 il TAR Abruzzo boccia la Regione Abruzzo a seguito del ricorso presentato dagli ambiti territoriali di caccia dell'Aquila, Barisciano, Avezzano e Roveto-Carseolano che contestavano il nomadismo venatorio introdotto con la mobilità dei cacciatori per la fauna migratoria.
Il TAR: “La disposizione impugnata è inoperativa, inefficace, inapplicabile e ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondati i dubbi di costituzionalità sollevati col ricorso. Ci si augura che, per il futuro, il legislatore tenga presenti i princìpi generali che regolano la materia, conservazione dell'ambiente e tutela della fauna».

·    OTTOBRE 2011 - Il TAR ABRUZZO sul ricorso presentato da Ass. Animalisti Italiani, WWF e LAC sospende con ordinanza del 27/10/11 parte del Calendario Venatorio 2011-2012 censurando la Regione Abruzzo che ha completamente stravolto i periodi di caccia per le singole specie che erano stati suggeriti dall’ISPRA, allungando il periodo di caccia per ben 27 di queste. Il Tar ha ritenuto che la Giunta regionale non ha motivato adeguatamente tutti questi abnormi scostamenti dai periodi indicati dall’ISPRA. Inoltre il TAR ha censurato la Regione anche sugli orari di caccia”. La Giunta regionale, per adeguarsi parzialmente alle indicazioni dei giudici emana ben quattro versioni diverse di calendario venatorio.

·    FEBBRAIO 2012 - La Corte Costituzionale con sentenza n. 20/2012 dichiara illegittima la legge della Regione Abruzzo 10 agosto 2010, n. 39 (Norme per la definizione del calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2010/2011), a seguito di richieste di impugnativa pervenute al Governo. La Corte sancisce in maniera univoca che i calendari possono essere emanati solo con atto amministrativo e non con legge-provvedimento.

·    GIUGNO 2012 - Il TAR Abruzzo il 25/06/2012 deposita sentenza di merito sul ricorso presentato da Ass. Animalisti italiani, WWF e LAC. Vengono bocciati dai giudici diversi punti del Calendario Venatorio 2011-2012 tra i quali la caccia alle specie in declino (SPEC); la relazione tecnica dell’Assessorato competente, definita inidonea; l’uso delle munizioni al piombo; le iniziative a tutela dell’orso dalla caccia che non ne garantiscono la salvaguardia. Sollevata e rimandata alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico sulla migratoria.


·    SETTEMBRE 2012 – Con decreto urgente dell’ 08/09/12 (n. 226/12) “inaudita altera parte” il TAR Abruzzo sospende parti significative del calendario venatorio 2012-2013. Il TAR ha riconosciuto il grave pericolo derivante dalle scelte fatte dalla Giunta Regionale sull’ orso, sulla caccia nei siti della Rete Natura2000 SIC e ZPS e per diverse specie a sfavorevole status di conservazione, come Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella.

·    OTTOBRE 2012 - Il TAR Abruzzo con ordinanza del 10/10/2012 conferma le censure al calendario venatorio indicate nel decreto cautelare monocratico dell’ 8 settembre (n. 226/12) alle quali si aggiunge anche la bocciatura delle iniziative intraprese dalla Giunta Regionale sull’utilizzo delle munizioni senza piombo, ritenute inadeguate.