Sanità, si riaccende la polemica: «tagli per favorire il privato». Zavattaro: «falsità»

Alessandro Biancardi

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CASOLI. I tagli alla sanità che hanno determinato la chiusura, o comunque il forte ridimensionamento, di diversi ospedali, hanno rappresentato soltanto un escamotage per favorire la sanità privata?

Una domanda che è tornata prepotentemente di attualità dopo l’ultima decisione del manager della Asl di Chieti- Lanciano-Vasto, Francesco Zavattaro, che ha annunciato un accordo con alcune cliniche private (Villa Pini, Spatocco, San Francesco) per garantire la continuità assistenziale dei pazienti. 

Un accordo che, secondo amministratori, esponenti di associazioni e semplice cittadini, sottintende proprio il tentativo di favorire la sanità privata a discapito di quella pubblica.

La pensa così, per esempio, Pierluigi Natale, primario chirurgo in pensione e presidente del Comitato civico di Casoli. Proprio l’ospedale di Casoli, infatti, è stato tra i più penalizzati dai tagli alla sanità, che hanno di fatto determinato lo smantellamento del nosocomio.

Rispetto all’accordo firmato da Zavattaro, Natale ha le idee chiare: «Ho la vaga sensazione – afferma senza mezzi termini - che, con questa manovra, si va a restituire alle cliniche private quel poco che era loro stato tolto mentre sono stati chiusi, in provincia di Chieti, ben 3 ospedali che avrebbero ben potuto assolvere quel compito».

Natale ricorda che all’ospedale di Casoli sono stati chiusi sia i reparti di Lungodegenza che di Riabilitazione, con quasi 50 letti, e trasferiti a Lanciano ed Atessa con 4 e 5 posti per mancanza di locali.

«Ecco perché ora la Asl – aggiunge Natale - ha bisogno di posti letto per decongestionare gli ospedali grandi e, non avendoli le altre strutture pubbliche, perché smantellate, si ritorna a quelle private con la speranza di non ricominciare il vecchio refrain».

Il presidente del Comitato civico di Casoli denuncia anche gli sprechi che, quella che doveva essere

una ‘razionalizzazione’ del servizio sanitario, ha invece determinato: all’ospedale di Casoli sono state letteralmente smantellate due sale operatorie costosissime ed attrezzatissime per far posto a deposito e consegna pannoloni.

«Prima di questa mirabile scelta – spiega Natale - era funzionante una Day surgery con ottimi risultati tale da giustificare l’esistenza di un bellissimo blocco operatorio dotato di ascensore privato, aria condizionata, eccetera. A tutt’oggi non ci è dato sapere dove sono finite gran parte di quelle attrezzature costose per far posto al problema pannoloni».

Infine, da parte di Natale, un ultimo riferimento polemico all’operato del manager Zavattaro: «Per fare queste gravose scelte – conclude - c’è proprio bisogno di pagare così profumatamente un manager di Milano?».

 IL SINDACO DE LUCA: IL CASO ‘EMBLEMATICO’ DELLA RIABILITAZIONE

 Anche il sindaco di Casoli, Sergio De Luca, tuona contro la decisione di Zavattaro: «Pare chiaro – denuncia - che il progetto originario di smantellare il pubblico per favorire il privato si è materializzato concretamente».

De Luca si riferisce in particolare al servizio di Riabilitazione. A Casoli è stato chiuso dal 31 agosto 2010 presso l'ex ospedale G. Consalvi, l’unico reparto pubblico di Riabilitazione nella ex Asl Lanciano-Vasto, 25 posti letto che funzionavano perfettamente, corredati di palestra, attrezzature e, dopo la ristrutturazione dei locali, anche di vasca idromassaggi, eccetera.

«Chiodi, con la delibera 45 di agosto scorso – spiega De Luca - stabiliva di riaprire 20 posti letto di Riabilitazione ad Atessa, ma non si è potuto perché devono prima realizzare la palestra, e ad oggi, 3 aprile 2011, non vi è traccia. Secondo Zavattaro, provvisoriamente lo stesso reparto si sarebbe trasferito a Lanciano, ma ad oggi sono attivi solo 8 posti letto, di cui solo 4 funzionanti realmente; con ancora la presenza del Primario, degli infermieri, aiuti, eccetera».

Risultato: le spese del reparto di Casoli ci sono ancora, ma in più bisogna pagare le prestazioni ai privati, quindi senza riduzione di spesa sanitaria ospedaliera, ma anzi, con aumento dei costi. Né tantomeno nessun miglioramento del servizio reso ai pazienti.

«A Chiodi, alla Baraldi e Zavattaro – aggiunge il primo cittadino di Casoli - i miei più sinceri complimenti, per la straordinaria lungimirante ed efficace nuova programmazione sanitaria in Abruzzo. Sì, effettivamente avevamo proprio bisogno di queste menti... per raggiungere livelli di eccellenza in sanità».

Infine De Luca fa un cenno al ricorso presentato contro lo smantellamento dell’ospedale di Casoli, discusso lo scorso 23 marzo dal Tar de L’Aquila: «Peccato che non abbiamo potuto produrre "come motivi aggiunti al Tar L'Aquila" questa ignobile decisione, perchè l'udienza al Tar c'è già stata il 23 marzo scorso. Sarei stato felice di far sapere al collegio giudicante del Tar, e al suo presidente, che i reparti chiusi a Casoli nel pubblico, vengono trasformati in regalo per i privati senza ridurre i costi né migliorando i servizi ai pazienti, proprio per dare un altro elemento di seria riflessione agli stessi giudici».

04/04/11 9.50

ZAVATTARO: «NESSUN FAVORE»

«Che un’iniziativa finalizzata a garantire una risposta appropriata a patologie gravi e di grande impatto sociale potesse diventare oggetto di polemiche e interpretazioni distorte, a dir poco stupisce»: è quanto afferma il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, in riferimento ad alcuni commenti sull’accordo tra l’Azienda e le strutture private.Si tratta, insomma, per l'Asl di un provvedimento che tra l’altro produce anche l’effetto di liberare posti letto, un problema che affligge soprattutto l’Ospedale di Chieti, a causa dell’elevato numero di ricoveri che registra e che ha costretto nei mesi scorsi molte unità operative a fare ricorso alle tanto vituperate barelle.«Si parla tanto di eccellenza, ma alla prova dei fatti nessuno la vuole veramente – aggiunge Zavattaro –, se davanti a un accordo come quello che abbiamo raggiunto in questi giorni si vuole a tutti i costi attribuirgli un significato diverso da quello che ha. Ecco perché è fuori luogo il riferimento fatto da qualcuno alla riconversione dei piccoli ospedali: non erano attrezzati per garantire assistenza adeguata ai pazienti affetti da patologie gravi né erano organizzati per la riabilitazione necessaria per il recupero di abilità e condizioni di vita normali. Non ha senso perciò rimpiangere un tipo di struttura che non sarebbe stata utile né ai malati né alla migliore organizzazione del lavoro degli ospedali maggiori».Secondo il manager «la finalità dell’accordo, dunque, non si presta ad altre chiavi di lettura. L’intesa è stata voluta unicamente nell’intento di dare ai pazienti la dovuta assistenza e non favorisce gli interessi delle cliniche private, in quanto tale attività non comporta per l’Azienda oneri aggiuntivi: le prestazioni richieste, infatti, rientrano nel budget già assegnato a quelle strutture. Qualunque altra interpretazione è solo pretestuosa e strumentale».
04/04/11 20.00

«PROTOCOLLO NON HA COSTI AGGIUNTIVI PER LA ASL»

 «L’accordo che prevede l’accoglienza dei pazienti nel reparto di riabilitazione di Villa Pini e delle altre strutture private, non comporta nessun esborso aggiuntivo rispetto a quanto già pattuito in sede di definizione dei tetti di spesa per l’anno 2011 con la Regione Abruzzo e rappresenta invece il primo capitolo di un sistema di concertazione delle strategie assistenziali sul territorio. L’utilizzo del privato preaccreditato nel rispetto dei tetti finanziari e dell’appropriatezza delle prestazioni rappresenta il miglior modo possibile di utilizzare le risorse pubbliche».

08/04/11 9.09