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Regione Abruzzo, tagliati consiglieri e assessori, «risparmio di 2 mln di euro»

Resta divieto referendum sugli stipendi dei politici

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ABRUZZO.  L'Abruzzo ha approvato la riduzione del 30 per cento del numero di consiglieri regionali.

Il Consiglio ha approvato nella seduta di ieri la modifica dello Statuto che riduce il numero dei componenti del Consiglio da 45 a 31 e quello degli assessori da 10 a 6. Dopo l'eliminazione dei vitalizi, la riduzione delle indennità ed il taglio dei trasferimenti ai gruppi si risparmieranno circa 4 milioni di euro l'anno.
«Siamo la prima regione d'Italia ad aver approvato questo taglio» ha commentato soddisfatto il presidente Gianni Chiodi (ma il consigliere Acerbo fa notare che non è vero perche' il Molise ha approvato analoga modifica lunedì e la Puglia ieri in contemporanea con l'Abruzzo).

«Nessuna regione in Italia in tre anni e mezzo è riuscita a fare tanto sul fronte dei costi della politica fino a diventare una regione virtuosa. Siamo passati dalla parole ai fatti e questa ne è una ulteriore dimostrazione».
Con le modifiche allo Statuto approvate ieri viene inoltre introdotto il controllo del Collegio dei revisori dei conti esterno, anche sugli atti della Giunta per verificarne la regolarità contabile e gestionale. Il progetto di legge tornerà in Aula ai primi di dicembre per l’approvazione definitiva. L’Assemblea ha poi approvato una risoluzione a tutela dei Tribunali dei Minori, e le modifiche al piano sanitario regionale legate all’adeguamento dello stesso alle prescrizioni previste dalla normativa nazionale. Via libera anche ai provvedimenti amministrativi riguardanti la variante al piano regolatore generale del Comune di Villetta Barrea e l’utilizzo dei proventi del piano di alienazione degli immobili dell’Ater di Lanciano. Approvata, infine, una risoluzione che impegna la Regione a costituirsi in giudizio a difesa della legge regionale sui malati oncologici.

NON PASSA L’ABOLIZIONE DEL REFERENDUM SUL TRATTAMENTO ECONOMICO
«La riduzione del numero dei consiglieri era un atto dovuto, obbligatorio per legge, e la sua approvazione non costituisce un merito nè esenta da altre misure di taglio dei costi impropri della "politica"», commenta Maurizio Acerbo (Rc).
Pdl , Pd, Udc, Fli e Api hanno bocciato l'emendamento di Rifondazione Comunista -PdCI - Verdi che avrebbe permesso in Abruzzo un referendum sul trattamento economico di consiglieri e assessori. «Lo Statuto Regionale dell'Abruzzo rimane blindato», continua Acerbo.
Un divieto che non c'è nelle altre regioni (infatti nel Lazio Rc ha appena depositato 53.000 firme per l'abolizione dei vitalizi). Hanno votato a favore dell'emendamento oltre a Rifondazione Comunista, Pdci, Verdi (Acerbo-Saia-Caporale) e il gruppo dell'Italia dei Valori. Il Pd ha votato contro insieme al centrodestra e all'Udc. Sel si è astenuta.
«Non si tratta come ha sostenuto il Pdl di una proposta demagogica», assicura Acerbo,  «ed è emersa l'ipocrisia bipartisan dei partiti che sostengono Monti: attraverso la riduzione del numero dei consiglieri tagliano le formazioni minori (in pratica quelli che hanno sempre criticato i loro abusi come Rifondazione) ma si tengono ben stretti i privilegi di casta che tanta indignazione suscitano nell'opinione pubblica».
 
CARAMANICO (SEL): «SI POTEVANO RECUPERARE 90 MLN»
«E’ giusto ridurre il numero dei consiglieri regionali», commenta il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico, «ma potremmo recuperare 90 milioni di euro se solo il governatore Chiodi applicasse le modifiche alle tariffe delle prestazioni delle cliniche private, come fatto dal centrosinistra».
Caramanico attacca inoltre il clima di ipocrisia «di chi  preferisce tenere nel cassetto il disegno di legge, presentato da noi un anno fa, sulla decurtazione del rimborso forfettario chilometrico  per i consiglieri regionali , circa 900 euro al mese.  Noi l’abbiamo applicato , senza aspettare l’approvazione del progetto di legge. Sarebbe meglio se le discussioni e i proclami sulla necessità di una politica pulita venissero fatti prima degli scandali,  non dopo. Allora potremmo davvero recuperare credibilità».

COSTANTINI: «UNA GOCCIA NEL MARE»

Quello che è stato fatto «non basta», sostiene invece il consigliere dell’Idv Carlo Costantini. «Sono solo una goccia nel mare degli sperperi che si annidano non solo nei privilegi di pochi eletti, ma anche in scelte  amministrative sbagliate ed in gestioni dissennate». Costantini propone anche due esempi «di strettissima attualità»: «stiamo per spendere per il dragaggio del fiume Pescara 14 milioni di euro». O la questione Aca s.p.a.: «nel bilancio ci sono crediti non riscossi per bollette dell'acqua di oltre 70 milioni di euro; la somma assicurerebbe per 80 anni il funzionamento dei gruppi che costituiscono l'intero Consiglio regionale abruzzese, dispersa, invece, nei mille rivoli di sprechi e di scelte clientelari tipiche del nostro gestore del servizio idrico».

MENNA (UDC): «UNA BELLA PAGINA»

«E’ una bella pagina di buona politica», commenta il consigliere regionale dell’Udc Tonino Menna. «La riforma deve ora essere completata con la  riduzione del numero delle Commissioni Consiliari.  Ora la Giunta Regionale ed il Presidente Chiodi facciano altrettanto; Ato unico per la gestione del Servizio Idrico Integrato; Ato unico per i rifiuti; Ater unica; unica società regionale per i trasporti; soppressione delle società satelliti; soppressione del Cram; soppressione del Cotir; riduzione del numero dei Consorzi di bonifica e, perché no, visti i risultati fin qui ottenuti, sopprimiamo anche la Fira».