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Riordino Province, «così vincono le lobby e i poteri forti»

Nasce il comitato per la difesa di Chieti

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Riordino Province, «così vincono le lobby e i poteri forti»

ABRUZZO. Il Cal, comitato per le autonomie locali d’Abruzzo, nella seduta di mercoledì scorso, ha approvato, con soli 8 voti a favore su 20, una proposta di riordino delle Province abruzzesi.
Si prevede la creazione delle province di L’Aquila-Teramo, con capoluogo L’Aquila, e Pescara-Chieti, con capoluogo Pescara.
Ma il decreto “spending review”, convertito in legge in data 7 agosto 2012, prevede due requisiti minimi al di sotto dei quali una Provincia è da considerarsi abolita: una popolazione superiore al 350 mila abitanti ed una superficie di almeno 2.500 kmq. Fanno eccezione le Province in cui è situato il capoluogo di regione.
In base alla legge, restano dunque in vigore le Province di Chieti e L’Aquila, e sono abolite quelle di Pescara e Teramo, perché prive dei requisiti minimi. Ma il Cal ha rimesso tutto in discussione e ha scatenato diverse polemiche, compresa quella innescata dal presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, che si dice pronto a presentare un ricorso.
Ma anche a Chieti la situazione non è delle più tranquille.
«Si sta tentando di far passare una proposta che asseconda il volere di lobby e poteri forti, ignorando completamente sia il dettato normativo che le esigenze dei territori», commenta il movimento Giovani Udc della provincia che per sensibilizzare la classe politica regionale a «non commettere un delitto di cui renderà conto alla storia» ha messo in piedi un comitato per la difesa di Chieti.
Il comitato ha lanciato anche una proposta al Consiglio Regionale: fondere le Province di Pescara e Teramo, tornando alla configurazione storica dell’Abruzzo con le tre Province Chieti, L’Aquila e Pescara-Teramo.
Nei prossimi giorni, il comitato promuoverà una sottoscrizione aperta a tutte le forze economiche, sociali e politiche del chietino per sostenere con forza il territorio e, in alternativa, si riserva di porre in atto tutte le azioni legali o referendarie permesse dalla legge.