RIFIUTI

E’ di nuovo emergenza rifiuti: prorogato il contratto alla Deco

Nuova emergenza anche nel Chietino

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E’ di nuovo emergenza rifiuti: prorogato il contratto alla Deco

PESCARA. L’emergenza è una piaga continua che staziona permanentemente sull’Abruzzo e dilaga in vari campi.

L’emergenza rifiuti, però, è un must senza precedenti.
Bastano pochi mesi di apparente tregue ed è di nuovo, immediatamente e improvvisamente, emergenza.
Così qualche ora fa la società pubblica Ambiente spa, che all’interno ha come soci diversi comuni del Pescraese, ha prorogato di due mesi il contratto alla società Deco SpA della famiglia Di Zio. La decisione, assunta oggi, «consente al Pescarese di scongiurare l’ingresso nella fase emergenziale nella gestione dei rifiuti», dice Ambiente spa.
Il motivo? «A seguito della scadenza del precedente contratto, Ambiente SpA aveva infatti indetto una gara andata poi deserta. La proroga di 2 mesi consente ad Ambiente SpA di avviare la procedura negoziata per la scelta dell’operatore che dovrà gestire il settore per un periodo di 3 anni».
Dunque il gruppo monopolista dei rifiuti in Abruzzo, oggetto anche di alcune inchieste della magistratura, si ritrova di fatto ancora nella piena gestione dei comuni associati ad Ambiente spa. La proroga dovrebbe terminare con l’espletamento della gara di appalto sempre che questa abbia un buon esito.
Proprio oggi il partito della Rifondazione Comunista torna a denunciare l'emergenza rifiuti in Abruzzo e parla di «emergenza continua».
Non stanno meglio nel Chietino dove alcuni giorni fa c’è stato il blocco della raccolta differenziata e sembra essere solo l'ultimo capitolo di una saga infinita. In alcuni Comuni della Provincia di Chieti la raccolta differenziata si è bloccata in quanto si sono visti rifiutare, dall'oggi al domani, il conferimento dell'organico negli impianti del Civeta dal momento che le vasche di trattamento risultavano essere «quasi tutte piene a causa di una grande mole di conferimenti» negli ultimi mesi.
Alcuni comuni, dopo aver contattato altri Consorzi abruzzesi, sono stati costretti addirittura a conferire la frazione organica in un impianto in Emilia Romagna, ovviamente con maggiori oneri che ricadranno come sempre sulla collettività.
Una fotocopia di quanto già accaduto molte volte e con le medesime modalità. E’ evidente che il problema non è stato risolto, le discariche si riempiono e la differenziata non decolla.
«Il risultato è che i cittadini si trovano, così come per sanità e acqua, a pagare colpe non proprie, ma invece addebitabili interamente a carenze gestionali e a gravi errori di altri. Ci chiediamo come sia possibile ipotizzare la trasformazione di impianti, che già oggi, per responsabilità dei suoi amministratori, non soddisfano le esigenze locali, in poli "ecologici" a servizio dell'intera Regione. La gestione dei rifiuti si trova quindi ancora a scontare inefficienze e gravissimi ritardi gestionali. La direttiva europea 98/2008 e la legislazione italiana prevedono, entro la fine del 2012, il raggiungimento di precise percentuali di raccolta differenziata (65%). L'Abruzzo continua ad allontanarsi dall'Europa e a vivere "alla giornata", con una gestione che non risolve minimamente l'emergenza».

«BASTA APPROSSIMAZIONE»
E dopo l’emergenza di Marzo e la proroga di sei mesi l’emergenza nel Pescarese è stata risolta con un nuovo affidamento alla Deco.
«Basta», dicono ancora da Rifondazione, «all'approssimazione e al perdurare di questa inaccettabile situazione. L'Abruzzo punti ad una gestione integrata dei rifiuti europea e realmente virtuosa, senza scorciatoie inutili, costose e dannose. Basta ricordare come si risolse l’emergenza rifiuti a Milano del 1995, ovvero puntando su raccolta differenziata spinta e sulla realizzazione di impianti a servizio della stessa (in primis impianti di compostaggio), senza più scavare buchi nel terreno o inventandosi progetti faraonici. La stessa Confindustria lombarda comprese l’occasione storica di fare impresa con l’industria del riciclo e del recupero; altro che inceneritori e fantomatici poli "ecologici"».

DEL TRECCO: «SIAMO VIGILI»
«L’amministrazione comunale di Pescara era ben vigile sulla vicenda», assicura l’assessore Isabella Del Trecco, «ed eravamo pronti a qualunque misura pur di evitare un’emergenza rifiuti, esattamente com’è avvenuto la scorsa».
Del Trecco svela che già lo scorso 10 settembre la Deco aveva inviato una lettera, indirizzata ad Ambiente, al presidente Chiodi, all’assessore regionale Di Dalmazio, al dirigente regionale Franco Gerardini, al presidente della Provincia Guerino Testa e all’assessore provinciale Mario Lattanzio, in cui, prendendo atto delle difficoltà che «si potrebbero ingenerare con la scadenza del vigente affidamento»  manifestava «la disponibilità ad accettare un nuovo breve affidamento sino e non oltre il prossimo 31 dicembre 2012».
«Poi, all’improvviso, la Deco ha invece ritirato la propria proposta», continua l’assessore, «paventando il rischio effettivo di un’emergenza a partire da lunedì prossimo primo ottobre, imponendo ai Comuni di adottare tutte le opportune contromisure utili a fronteggiare in modo straordinario la situazione».