COLPO DI SCENA

Villa Pini, finisce l’era Petruzzi: via per contrasti insanabili

Era pronto il nuovo contratto che accettava le sue richieste, ma bloccava i contenziosi

Sebastiano Calella

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Sebastiano Calella

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Petruzzi e Ivone

Petruzzi e Ivone

CHIETI. Il Policlinico Abano Terme lascia Villa Pini stasera a mezzanotte, alla scadenza naturale del contratto di affitto.

Infatti la proroga tanto invocata è saltata ieri sera tardi dopo lunghe trattative sul nuovo contratto che era già pronto da firmare.  
«Gli ridiamo l’azienda. Lo abbiamo appena comunicato con una mail».
«Peccato. Gli avevamo concesso la proroga con tutto quello che aveva richiesto». Sono i primi commenti a caldo dei protagonisti della vicenda al termine di un pomeriggio convulso e con l’incubo dell’affitto che scadeva.
Dunque, Nicola Petruzzi, va via e lo ha comunicato alla curatela con una mail che è partita ieri sera dopo le ore 21 e che ha sancito la sua rottura insanabile con gli organi della procedura fallimentare. La difficoltà per una soluzione positiva era già evidente nell’incontro molto teso dell’altro ieri (dove i toni si sono alzati non poco) e che è riemersa ieri nell’ennesimo incontro iniziato alle 18,30. Nel corso della riunione, il Policlinico ha comunicato a Francesco Cancelli, che fa parte dello staff del curatore, che mai e poi mai avrebbe accettato la proroga “condizionata” dell’affitto, deliberata dal Comitato dei creditori dopo aver ascoltato il parere favorevole del curatore.
La clausola contestata subordinava infatti la concessione di altri mesi di affitto (in attesa della nuova asta) alla rinuncia da parte del Policlinico Abano Terme di ogni e qualsivoglia contenzioso futuro. Di qui la comunicazione di rinuncia inoltrata via internet (come le raccomandate anticipate via fax) che ha il valore che ha, ma che non è ancora la comunicazione ufficiale del verbale della riunione e del suo esito negativo. Come dire: la notte potrebbe aver portato consiglio, visto che i colpi di scena nella storia di Villa Pini sono all’ordine del giorno. Nessuna proroga dunque per il momento, come in questi giorni si pensava, ma la sola giornata di oggi per firmare in contraddittorio i verbali di riconsegna e gli inventari delle attrezzature e dei macchinari.

Si tratta di una conclusione negativa a sorpresa, ma non del tutto inattesa: dopo il parere favorevole alla proroga dell’affitto della curatela e dei creditori, il giudice delegato non aveva formalizzato subito il provvedimento e durante l’incontro di martedì con i sindacati aveva parlato di trattative in corso, ma anche di reciproca convenienza per uno sbocco positivo dell’impasse in cui la vicenda si trovava.
Questa conclusione negativa era però già prevedibile fin dalle prime ore del pomeriggio di ieri, quando c’era stato un incontro sindacale in cui si era parlato del destino e del futuro prossimo dei dipendenti. Il clima tra la proprietà ed i sindacalisti è stato buono, ma si era parlato di due Piani per affrontare le criticità di questi giorni. Il Piano A, in caso di proseguimento dell’affitto, prevedeva tagli al personale in conseguenza della corrispettiva diminuzione dei posti letto per la spending review. Il Piano B, in caso di conclusione dell’affitto, prevedeva il contratto per tutti i dipendenti, anche quelli rimasti fuori in cassa integrazione, da travasare in blocco all’esercizio provvisorio.

Come dire che già dal pomeriggio erano quasi azzerate le probabilità che Petruzzi rimanesse a gestire la clinica. Eppure si era respirato un clima più collaborativo in un altro incontro a mezzogiorno dal Prefetto per la vicenda dell’autorizzazione sanitaria sospesa dal sindaco per i problemi del certificato antincendio. Insomma una altalena di sensazioni positive e negative che ha messo a dura prova le coronarie dei dipendenti che aspettavano con il fiato sospeso l’esito di questa trattativa, molto simile ad una partita a poker vista da lontano senza conoscere tutte le carte in mano ai giocatori.
Infatti da notizie filtrate in serata, sembra addirittura che presso il notaio fosse già pronto da firmare il nuovo contratto di affitto di Villa Pini nel quale la curatela accettava tutte le nuove condizioni allegate alla richiesta di proroga inoltrata dal Policlinico Abano Terme. Tra queste il mantenimento del diritto di prelazione per Petruzzi, alcune agevolazioni finanziarie e qualche riduzione al piano degli investimenti formulato nel primo contratto. Unica aggiunta – come detto – quella della clausola sul contenzioso definita irrinunciabile dal Comitato dei creditori (su proposta del rappresentante di Unicredit), in quanto non sarebbe valido firmare un contratto con chi è già intenzionato a ricorrere in tribunale. Ma è stata proprio questa condizione a far saltare l’accordo. Resta però un fatto, a cui sono appese le speranze dei lavoratori che non si intendono di diritto e che vorrebbero continuare a lavorare senza subìre questi stress: e cioè che c’è ancora una giornata di tempo per firmare, dopo aver appianato i contrasti.