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Province, Catarra contro tutti: «teramani lasciati soli, farò ricorso»

Intanto Montesilvano vota odg: «Pescara capoluogo»

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La riunione del Cal di ieri

ABRUZZO.  Teramo accorpata a L’Aquila (con L’Aquila capoluogo) e Chieti accorpata a Pescara (con Pescara capoluogo).

E’ questa la proposta che ieri è stata promossa dal Cal e che adesso dovrà essere girata al Governo Monti, unico che poi alla fine deciderà le sorti delle Province italiane nell’ottica della spending review.
Quella del Cal doveva essere solo una indicazione di massima che di fatto si è trasformata in circa 60 giorni in accesi scontri tra le varie fazioni, lotte intestine, frecciate provincialistiche e scelte opinabili.
Alla fine nessuno è rimasto soddisfatto ma tra gli amministratori che protestano ne spicca uno che batte violentemente i pugni sul tavolo ed è pronto a condurre la battaglia in difesa del proprio territorio.
Si tratta del presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra: «non riconosco la decisione del Cal e farò ricorso. E’ stata violata anche la Carta Europea delle autonomie locali sottoscritta dall’Italia nel ‘91”»


Catarra parla di una «occasione persa» e sostiene che l’organismo diretto dal presidente della provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo (che si è astenuto durante la votazione) si sia appiattito sulle decisioni del Governo rinunciando ad avere un ruolo preciso: «è chiaro a tutti che il confuso dibattito sulle Province ha fatto da paravento ai veri costi impropri della politica: il fallimento del federalismo regionale e la cattiva gestione della Pubblica amministrazione».
La Provincia di Teramo, ieri al Cal rappresentata dal presidente del Consiglio, Mauro Martino, non ha partecipato al voto allontanandosi dall’assemblea e nelle prossime ore presenterà ricorso.
Catarra denuncia «numerosi i profili contestabili»: non riconosce al Cal il potere di esprimersi sulla soppressione di enti costituzionalmente garantiti.. Per le stesse ragioni ritiene impugnabili sia il decreto sulla spending review che i provvedimenti legislativi conseguenti.
«Voglio solo ricordare», dice, «che il Tar del Lazio, sul ricorso già presentato dalla Provincia di Matera si è riservato di decidere ma non lo ha dichiarato inammissibile come in tanti andavano predicando».

TERAMANI LASCIATI SOLI
«La comunità teramana è stata lasciata sola», insiste Catarra, «è l’unica ad essere penalizzata mentre in altre Regioni, i Cal, stanno scegliendo strade ben diverse e in alcuni casi molto lontane dal provvedimento del Governo in difesa della coesione sociale dei propri territori».

La Provincia, quindi, si appresta a presentare il ricorso, termine ultimo il 5 novembre. L’Avvocatura provinciale sta valutando di integrare, nell’impugnativa al Tar, non solo l’opposizione alla delibera del Consiglio dei ministri del 20 luglio scorso, ma anche alla stessa proposta del Cal Abruzzo ed eventualmente al pronunciamento finale della Regione, previsto per il 22 ottobre. La possibilità di riunire in un unico ricorso tutti questi atti è stata pure evidenziata dal parere del professor Piero Alberto Capotosti emerito di diritto costituzionale e già presidente della Consulta.

FEBBO: «NESSUNA DECISIONE DEFINITIVA»
Il dirigente regionale del Pdl Mauro Febbo ricorda che non c’è niente di definitivo e che il riordino «appare un processo lungo e faticoso».
«In questa ottica», va avanti, «bisognerà lavorare anche su un altro aspetto fondamentale che riguarda le funzioni regionali che dovranno essere riorganizzate e riviste in maniera diversa. Nessuno deve pagare in termini di sopravvivenza e possibilità di sviluppo in un momento di congiuntura economica estremamente negativa che costringe la collettività a continui sacrifici».

PAOLUCCI (PD): «VOTO CAL DIMOSTRA INADEGUATEZZA DEL PDL
Il voto del Cal ha sancito l'imbarazzante inadeguatezza del Pdl, che pur governando la Regione con Chiodi, le 4 Province attuali, 3 dei 4 capoluoghi, non è stato in grado neppure avanzare una proposta di massima», protesta il segretario regionale del Partito democratico Silvio Paolucci.
Paolucci lancia la proposta di aprire subito un tavolo ufficiale che porti alla definizione del “Patto per le 4 città” e definisca la presenza dello Stato, delle istituzioni, degli enti e delle agenzie negli attuali capoluoghi e definisca gli altri distretti abruzzesi.

MASCITELLI (IDV): «ATTENZIONE ALLA PARTITA SUCCESSIVA»
«Il Cal avrebbe fatto un atto di coraggio proponendo l’abolizione di tutte e quattro le province, così come noi stiamo chiedendo da tempo», commenta invece Alfonso Mascitelli, senatore dell’Idv. «Ora la vera partita è aperta sulla riorganizzazione degli uffici periferici e delle strutture delle amministrazioni dello Stato e non è cosa da poco, considerando i diversi servizi che vengono svolti ai cittadini».

«PESCARA CAPOLUOGO»
Intanto oggi a Montesilvano, durante il Consiglio comunale, è stato approvato a maggioranza (tutti gruppi consiliari favorevoli meno Idv e Movimento 5 stelle) un ordine del giorno «per rafforzare la figura di Pescara capoluogo» dopo che l’opposizione aveva chiesto ripetutamente al sindaco Attilio Di Mattia di esprimere pubblicamente la posizione di Montesilvano. La risposta è arrivata oggi quando il sindaco ha abbandonato l’aula durante la discussione, dopo la dichiarazione del suo capogruppo Idv, Fabio Vaccaro, il quale ha manifestato la propria contrarietà al mantenimento delle Province.
«Penso seriamente», ha commentato il consigliere Vittorio Catone (Pdl) che il sindaco stia sottovalutando l’argomento e non sta tutelando a riguardo la collettività che rappresenta».