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Nel Parco Sirente Velino tornano i camosci

Da ottobre verranno rilasciati i primi animali

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Nel Parco Sirente Velino tornano i camosci
ABRUZZO. Sui monti del parco regionale Sirente-Velino tornano i camosci.

Il progetto “Life Coornata” -finanziato dall’Unione Europea- mirato alla reintroduzione del camoscio appenninico sarà realizzato nell’area di Mandra Murata, a 1.800 metri di quota).
Qui all’inizio di ottobre verranno rilasciati i primi animali (music) che saranno catturati nel Parco della Maiella. Il passaggio alla fase operativa dell’ambizioso programma è stato sancito in un vertice tra i vertici dell’area protetta, il presidente e il direttore del Parco, Simone Angelosante e Oremo Di Nino, assistiti dalla biologa, Paola Morini, con i rappresentati dei Comuni di Celano, Ezio Ciciotti, Ovindoli, Pino Angelosante, Gagliano Aterno, Mario Di Braccio, Rocca di Mezzo, Lucio Benedetti, Secinaro, Alessandro Santilli, il presidente dell’amministrazione separata dei beni civici di Rovere, Domenico Bevilacqua, e il comandante della stazione del Cfs di Rocca di Mezzo, Giovanni Caringi.
«La reintroduzione del camoscio», ha affermato il presidente Angelosante, «è in perfetta linea con la mission istitutiva dell’Ente parco, ovvero di tutela del territorio, conservazione e sviluppo della bio-diversità e delle attrattive del Parco in chiave turistica. Operazione da attuare in collaborazione con le amministrazioni, gli allevatori e gli operatori».
In quest’ottica il Parco ha messo in agenda la realizzazione di interventi antiparassitari e vaccinali gratuiti sul bestiame; il posizionamento della segnaletica ai sentieri di accesso all’area di tutela del camoscio appenninico, e iniziative mirate a favorire le attività produttive e le esigenze delle popolazioni residenti anche per ridurre la conflittualità.
«Questo progetto nell’area Sirente-Velino», ha sottolineato il direttore Di Nino, «completa un percorso avviato negli anni 90 dalla Regione. La introduzione a del camoscio appenninico nell’areale del Sirente porterà ricadute positive in termini di valorizzazione ambientale e naturalistica del territorio».
Linea condivisa dai rappresentanti dei Comuni e del Cfs che hanno accolto con favore il piano mettendo in risalto «la necessità di conciliare il progetto Life con le esigenze degli allevatori», mentre il presidente dell'area protetta, Angelosante, auspica una collaborazione con «la Provincia mirata a ottimizzare le regole per l’alpeggio».