LA NUOVA GEOGRAFIA

L’Abruzzo avrà solo due province: Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo

Questa sera la decisione del Cal

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Abruzzo a due province

ABRUZZO. Il Consiglio delle Autonomie Locali, riunito oggi pomeriggio nell’Aula consiliare del Comune di Pescara, ha formalizzato la proposta di riordino delle Province abruzzesi, che ora verrà inviata al Consiglio regionale che dovrà recepirla e trasmetterla al Governo.

Il Cal ha deciso di proporre la costituzione di due Province: una Chieti-Pescara e una L'Aquila-Teramo.
La seduta pescarese del Consiglio delle Autonomie Locali è iniziata, come di consueto, con l'approvazione dei verbali delle sedute precedenti e immediatamente di seguito con l'intervento del presidente del consiglio provinciale di Chieti, in rappresentanza del Presidente Catarra, assente per non partecipare volutamente alla votazione, al fine di presentare il ricorso al TAR nei confronti della legge di riordino.
Dopo un acceso dibattito sulle proposte durante il quale ognuno ha ribadito il proprio punto di vista e la necessità di avere contezza del parere della Regione Abruzzo, si è passati alla votazione delle 5 proposte regolarmente formalizzate in assemblea del CAL: 1) Due Province e cioè L'Aquila con Teramo e Chieti con Pescara ha avuto, con otto preferenze, il maggior numero di voti; 2) Due Province, L'Aquila e Teramo con Chieti e con Pescara, due voti; 3) Tre Province e cioè L'Aquila, Chieti, Teramo con Pescara, cinque voti; 4) Tre Province, Teramo con l'area Vestina, L'Aquila e Chieti con Pescara, due voti  5) Una Provincia unica, un voto.
La proposta che è stata votata a maggioranza con 8 voti  è la numero uno, che prevede le due macro Province e cioè L'Aquila con Teramo e Chieti con Pescara.
«Voglio ricordare che la nostra proposta non è vincolante - ha dichiarato il presidente del CAL, Antonio Del Corvo - ma rappresenta un primo step, con il quale portiamo alla Regione, il nostro parere che se riterrà valido presenterà al Governo. Un percorso al quale siamo giunti grazie a dei confronti e a degli approfondimenti con i sindaci, le parti sociali e i capigruppo in  Consiglio Regionale.  La vera scommessa ora sarà lavorare sulle deleghe sulle funzioni regionali, considerando che le deleghe sulle funzioni statali sono già state assegnate dal Governo Monti. Non si e' avuta una maggioranza qualificata ma comunque e' un input che gli enti locali consegnano alla regione. Desidero ringraziare singolarmente - conclude Del Corvo -  i componenti dell'intero Consiglio delle Autonomie locali per la dedizione rivolta alla questione e per essere giunti, dopo un animato dibattito, ad una proposta concreta per il nostro territorio».
L’organo preposto a formulare una proposta ha dunque deciso ora si apre una non facile strada verso l’approvazione di una legge regionale che di fatto modificherà la geografia della nostra regione in virtù di un risparmio.
Negli ultimi mesi le polemiche sono andate avanti senza sosta con accuse e rimpalli di responsabilità tra destra e sinistra. La guerra dei campanili è ancor all’inizio.
 
TESTA:«DECISIONE MIOPE»
«Rispetto pienamente l'esito della votazione del Consiglio delle autonomie locali per la nascita di due sole Province in Abruzzo ma ritengo che la proposta avanzata da Pescara per l'accorpamento di Pescara, Chieti e Teramo andasse anche oltre, come è intuibile. La soluzione adottata dal Cal, che deve passare al vaglio alla Regione, appare miope proprio perché esisteva già un'ipotesi migliore ed era stata formulata allo stesso Cal».
 Lo dice il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, aggiungendo che «Pescara punta adesso al riconoscimento di Comune capoluogo, come prevedono d'altronde le disposizioni in materia che individuano il capoluogo di Provincia nel Comune più popoloso, salvo accordi diversi. Faremo di tutto - prosegue Testa - per non farci scippare un ruolo che ci spetta di diritto e che spero nessuno provi a mettere in discussione considerata, tra l'altro, la posizione che il nostro territorio ha conquistato negli anni e che la spending review non può affatto mettere in discussione. Non ci sarà alcuno scippo di un territorio nei confronti dell'altro, ma ci si dovrà sedere a tavolino per capire come procedere, senza danneggiare nessuno».

SEN. DI STEFANO (PDL): «TROPPO DIFFICILE RIORDINARE»
Il Senatore Fabrizio Di Stefano ha detto: «Ritengo che il CAL, che ha visto il voto dividersi su più mozioni senza che nessuna abbia raggiunto la metà più uno dei consensi dei rappresentanti del Consiglio, dimostri l'oggettiva difficoltà di riordinare le Province abruzzesi ed evidenzi che alla luce di tale voto, non si può desumere un indirizzo politico che abbia incidenza e valenza, tale da essere considerato indicativo».

MASCIA: «SERVIVA VOTO UNANIME»
«Purtroppo, come previsto, non siamo riusciti ad arrivare al voto con una posizione unanime – ha commentato il sindaco Albore Mascia. Comprendo personalmente i timori di vedere territori desertificati. Quei timori, sia chiaro, sono anche i miei, e per tale ragione ho continuato a difendere, ancora oggi, la tesi della creazione della grande provincia Appennino-Adriatica, dimensionata in modo tale da diventare vera forza economica dell’Abruzzo, senza nulla togliere a L’Aquila il cui ruolo comunque non è mai stato messo in discussione, e in realtà anche L’Aquila avrebbe tratto giovamento da tale riassetto».

CIALENTE: «SODDISFATTO  MA NON CAPISCO ASTENSIONE DI DEL CORVO»
«Sono soddisfatto che sia stata accolta la nostra proposta», ha commentato invece il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente. «Mi colpisce l'astensione del presidente Del Corvo, che non capisco assolutamente, ed il pesante silenzio di Chiodi e del Pdl abruzzese. Secondo me chi fa politica non può nascondersi dietro i tatticismi, ma deve serenamente assumersi le proprie responsabilità di fronte ai cittadini».

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