L'ABRUZZO EUROPEO

Sviluppo sostenibile, Chiodi: «tuteliamo il 40% del territorio»

«Turismo e ambiente non sufficienti per reggere l’economia»

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Cappellacci e Chiodi

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ABRUZZO. «Sulla tutela del territorio e della biodiversità la Regione Abruzzo rappresenta un modello di sviluppo in grado di generare buone pratiche».

Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nella conferenza stampa che ha presentato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, nuovo responsabile della Commissione Enve del Comitato delle Regioni.
«Per l'Abruzzo la scelta forte di una tutela estesa fino al 40% del proprio territorio», ha detto Chiodi, «rappresenta e ha rappresentato un vincolo e un'opportunità insieme, con possibilità di investimenti a medio e lungo termine. Su questo fronte l'economia abruzzese è cresciuta molto anche a livello turistico, anche perché proprio il turismo è un settore trasversale che tocca gli interessi comuni del territorio. È chiaro che lo sviluppo sostenibile, la tutela del territorio e il rispetto dell'ambiente non sono sufficienti da sole a fare un'economia di una regione, anche perché molto vale lo spirito del singolo imprenditore».
In questo senso, il presidente della Regione ha parlato della felice esperienza abruzzese dei piccoli borghi, che «grazie allo spirito dei singoli imprenditori e alla capacità delle realtà locali di adeguarsi a nuovi modelli di vita e di ospitalità, rappresentano una ricchezza turistica e economica unica».
Il presidente ha poi rivolto un «augurio particolare al presidente Cappellacci per la nuova veste di massimo responsabile dell'Enve», ringraziando la il Comitato delle Regioni della Commissione Ue «per aver scelto l'Abruzzo quale sede della propria riunione».
Un riconoscimento a livello europeo ha concluso Gianni Chiodi «per una strategia che nel corso degli ultimi anni ha segnato positivamente la politica regionale».
Dal canto suo il neo presidente Enve Ugo Cappellacci ha annunciato che «il primo parere che abbiamo approvato oggi in commissione riguarda l'implementazione nei paesi membri della legislazione europea in materia di ambiente, un tema molto delicato. L'Italia ha avuto spesso problemi che si sono tradotti in sanzioni. L'obiettivo è che i territori diventino attori diretti di questo processo di crescita»