TV LOCALE

Arriva il digitale e in Abruzzo cambiano gli assetti delle tv locali

Mondo dell'informazione in subbuglio. Nuovi investimenti all’ombra della politica

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4695

Arriva il digitale e in Abruzzo cambiano gli assetti delle tv locali
ABRUZZO. Con lo sbarco del digitale terreste la realtà televisiva locale si sta trasformando. E non solo dal punto di vista tecnico.

Molti più canali a disposizione ed ogni emittente sta calando i propri assi.
Canali tematici, di approfondimento, alcuni di repliche 24 ore su 24. Le buone intenzioni sono moltissime circa la “nuova” offerta informativa e di intrattenimento per gli abruzzesi. Ma per prodotti di qualità c’è bisogno di ingenti investimenti e qualcosa si sta muovendo.
Nelle prossime settimana, inoltre, potrebbe ampliarsi ancora di più il panorama con l’arrivo di un marchio importante.
Non è più un segreto, infatti, nel mondo dell’informazione locale lo 'sbarco' di un «grosso gruppo» intenzionato ad occuparsi delle vicende abruzzesi e di entrare in pianta stabile nella vita della regione.
Se fino a qualche tempo fa i grandi editori hanno sempre snobbato la presunta ’’isola felice’’ (credendola poco attraente dal punto di vista della raccolta pubblicitaria) qualcosa adesso è cambiato. Complice forse le ‘grosse’ notizie che hanno avuto risonanza anche nazionale (dal terremoto aquilano alle maxi inchieste della magistratura pescarese) c’è chi è pronto a scommettere sul territorio, in un momento economicamente non semplice.
Il gruppo in questione dovrebbe essere Telenorba che al momento non conferma e non smentisce.
Il gruppo pugliese (nato nel 1976) è riuscito negli anni a mettere in piedi la prima Tv locale, leader assoluta in Italia con un bacino di oltre sei milioni di utenti potenziali e ha redazioni nei capoluoghi di provincia della Puglia ma anche in Basilicata e Molise e a Roma davanti a Montecitorio e ora punterebbe anche all’Abruzzo. Annunci ufficiali, come detto, non ce ne sono: è ancora troppo presto e nessuno vuole svelare le carte. Ma gli addetti ai lavori cercano notizie, i ‘concorrenti’ minori, quelli che possono contare su un budget risicatissimo, tremano e temono di essere asfaltati dal colosso che già oggi fornisce un canale all news (sempre su vicende locali) che non ha nulla da invidiare ai grandi network nazionali. Un colosso regionale ma pur sempre un colosso. Adesso bisogna aspettare le prossime mosse.
Si tratterebbe di una ventata di aria nuova per l’Abruzzo che potrebbe spingere le tv locali abruzzesi, che non brillano per modernità, a correre ai ripari puntando sulla qualità e su nuove idee.

Intanto in Abruzzo c’è anche chi si organizza, forse per un naturale ‘ricambio generazionale’ o anche per contrastare il nuovo arrivo.
La nuova stagione ha portato alcune novità in casa Rete 8, emittente leader abruzzese presa ultimamente di mira dal governatore Gianni Chiodi. I rapporti tra il vertice dell’amministrazione regionale e il canale non è dei migliori. Mesi fa Chiodi ne denunciò la parzialità delle notizie date, sostenendo che a muovere i fili della redazione giornalistica fosse il suo editore, Luigi Pierangeli, imprenditore nel campo della sanità privata. E sempre Chiodi mise Rete 8 e la ‘comunista Repubblica’ in un unico calderone che lavorerebbe per screditarlo.
Le due realtà giornalistiche hanno in effetti un punto comune, ovvero Giuseppe Caporale, firma del quotidiano diretto da Ezio Mauro e direttore di Telemare, canale gemello di Rete 8 e sempre di proprietà Pierangeli. Oggi l’imprenditore della sanità si starebbe defilando dalla sua emittente, vendendo anche parte delle quote.
E mentre Chiodi sul suo Facebook, pochi giorni fa, ha lanciato l’ultima provocazione («Rete8 informazione libera: un ossimoro) la direzione dell’emittente sarebbe in procinto di cambiare volto.

Bisognerà vedere se con la rivoluzioone digitale i telespettatori aumenteranno per effetto dei nuovi programmi e dei nuovi canali oppure diminuiranno per la stessa ragione (cioè si disperderanno in mille rivoli). Seppure a livello nazionale campeggiano grandi numeri in fatto di ascolti, quelli locali sono molto ridimensionati e calcolati sempre attraverso il sistema Auditel. Ultimamente con lo sviluppo del Web tutte le tv hanno iniziato a sfruttare la Rete per diffondere i propri contenuti e divenire più social sfruttando la piattaforma di Google, YouTube, con l'obiettivo di catturare nuova audience con un ritardo rimarchevole.

Come raccontato da Antonio Del Furbo sul blog “Zone d’ombra tv” Carmine Perantuono (direttore della neonata La.tv) sarà il prossimo direttore di Rete 8 news, il nuovo canale all news abruzzese al momento in fase sperimentale. Perantuono dovrebbe sostituire o affiancare l’attuale direttore Pasquale Pacilio.
Perantuono viene da Tv6, proprio come l’imprenditore Di Luigi che ha affittato il canale 112 da Pierangeli. Si sono dunque ritrovati in questa nuova avventura. In quel canale finisce comunque la maggior parte della produzione di Rete 8 (servizi tg, rassegna stampa) che viene spalmata su 24 ore senza interruzione.
Pacilio, invece, 35 anni in televisione, oggi non solo dirige la rete e il tg ma ‘presta’ il proprio volto negli eventi più importanti del canale. Ogni anno si spende nella 24 ore non stop in occasione delle elezioni e il lavoro per lui è stato ancor più duro nel 2009 quando in diretta arrivò la notizia dell’arresto di Luciano D’Alfonso. La notizia era vera a metà (il sindaco venne arrestato solo qualche ora più tardi) e lui mandò un giornalista dall’allora primo cittadino e gli chiese di partecipare alla trasmissione per dimostrare che era ancora a piede libero.
In prima linea anche negli speciali su maltempo, Giochi del Mediterrano o Vinitaly: non si sbaglia di certo se si dice che Pacilio è uno dei volti più noti del giornalismo locale, una sorta di Bruno Vespa di periferia che ospita nel suo salotto politici di destra e di sinistra. Ma proprio lui non avrebbe gradito l’annuncio di Del Furbo che ha detto che il direttore sarà «trombato». Pacilio smentisce il prossimo cambio.
E il direttore non ha gradito nemmeno la ricostruzione dell’organico di Rete 8. Secondo Del Furbo conviverebbero in pochi metri quadrati di redazione ben 8 direttori: Giuseppe Caporale, Pasquale Pacilio e Lorenzo Labarile. «Il primo, direttore di rete di rete 8 e consigliere d'amministrazione del gruppo; il secondo, direttore del tg 8 e il terzo, ex direttore di Tar, pare, momentaneamente senza incarico. Ai tre direttori va aggiunto un altro giornalista che, pare, non essere direttore sportivo ma coordinatore: Paolo Durante. Ad oggi, con l'accordo sottoscritto con la tv dell'adriatico, le competenze vanno a sommarsi con quelle de "la.tv": Luciano Di Luigi direttore commerciale, Tony Zitella direttore di rete di la.tv e Carmine Perantuono prossimo direttore di rete 8 news e già direttore di la.tv. Con il gruppo Di Luigi arriva un altro ex direttore sportivo: Enrico Rocchi».
Ma Pacilio precisa: «di direttori ce ne sono solo due: Giuseppe Caporale (Telemare)» e lui: «al tribunale, attualmente, sono registrato solo io come direttore di Rete 8». E poi precisa ancora: «il trombato è chi si presenta a una cosa e non viene eletto non chi sta da trentacinque anni a fare un lavoro e questa cosa mi ha fatto incazzare».
Insomma è innegabile che ci sia fermento e che cambiamenti in vista ci saranno. C’è spazio per sperare che il panorama informativo possa migliorare se i nuovi imprenditori riusciranno ad arginare la fame della politica di intromettersi ed eterodirigere i media a proprio uso e consumo.