ECONOMIA - IL DOC

Abruzzo fuori dalla crisi con 142 milioni

Accordo tra Regione, sindacati, datori di lavoro

Sebastiano Calella

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Abruzzo fuori dalla crisi con 142 milioni
ABRUZZO. La regione fuori dal tunnel con 142 milioni di investimenti da impegnare entro febbraio 2013. 
Abruzzo fuori dalla crisi con 142 mln: accordo Regione, sindacati, datori di lavoro
Entro sei mesi dovranno essere attivate tutte le iniziative programmate
Crisi, Abruzzo, lavoro, economia, pil abruzzese
ABRUZZO. La regione fuori dal tunnel della crisi economica con 142 milioni di investimenti da impegnare entro febbraio 2013. 
Questo l’accordo sottoscritto ieri alla Consulta regionale per lo sviluppo, dove Regione, sindacato e datori di lavoro hanno messo nero su bianco proposte e iniziative di sviluppo. Chiamate in sigla si chiama “Presto” pacchetto regionale per il sostegno al tessuto produttivo e all’occupazione. 
Questo accordo, che in sostanza si traduce in più credito e più lavoro, recepisce le idee sullo sviluppo economico condivise da maggioranza ed opposizione, ma soprattutto mette a disposizione dell’economia abruzzese 142 milioni di risorse esistenti e solo da riprogrammare. In più c’è una novità che dovrebbe essere decisiva per la concreta attuazione del programma concordato, la cui conclusione è fissata entro sei mesi, a febbraio 2013. “Presto”, infatti, contiene per la prima volta un cronoprogramma rigido di scadenze (ad esempio i bandi saranno pubblicati al più presto e le domande e le assegnazioni di fondi ci saranno entro febbraio prossimo), di iniziative di formazione, di agevolazioni per la nascita di nuove imprese, di interventi per le aree di crisi, per lo sviluppo del sistema universitario regionale e – cosa che non guasta – per la riduzione delle tasse, inserita nella prossima legge finanziaria 2013.
Secondo il presidente Chiodi questo accordo è l’applicazione concreta della sua volontà politica di «cambiare passo» ed è il frutto del risanamento delle finanze regionali, di cui rivendica il merito. In realtà sembra essere l’apertura da tempo sollecitata alle proposte dei sindacati, dei datori di lavoro e delle opposizioni in Consiglio sulla necessità di un intervento più deciso per contrastare la crisi economica, la diminuzione del Pil abruzzese, la situazione esplosiva del mondo del lavoro, l’aumento della cassa integrazione e l’insostenibilità della tassazione sui redditi degli abruzzesi.
MEGLIO TARDI CHE MAI?
 Meglio tardi che mai oppure siamo di fronte al solito annuncio di accordo con i sindacati o i datori di lavoro fatto di promesse e nulla più? A scorrere il protocollo di intesa e le dichiarazioni di chi ha partecipato ieri – ma non solo ieri – alla preparazione ed alla stesura del pacchetto “Presto”, stavolta sembrerebbe tutto a posto ed in grado di funzionare, visto che sono a disposizione i soldi sicuri dei Por Fesr e dei Fas. Quasi troppo bello per essere vero. 
«La Cisl esprime un moderato ottimismo per la conclusione positiva del confronto con la Regione – commenta Maurizio Spina, segretario regionale Cisl – ed ha molta fiducia nel rispetto delle scadenze prefissate. Nello stesso tempo, viste le dichiarazioni del presidente Chiodi sullo stato di salute delle finanze regionali, abbiamo deciso di formalizzare con una lettera la richiesta di abbassare le tasse, cosa che Chiodi si è impegnato a fare inserendo il provvedimento nella prossima legge finanziaria. Per il momento il quadro degli interventi mi sembra molto ben articolato e senza amnesie. Si tratta di lavorare tutti per rispettare impegni e tempi». 
Ed il sindacato farà la sua parte, assicura Spina: «l’Abruzzo non deve farsi trovare impreparato nella gestione della crisi delle grandi aziende come Honda, Micron, Pilkington, Technolabs , Sixty, ecc. senza dimenticare le criticità di quelle più piccole.” I settori di intervento scelti nell’accordo da 142 mln sono: credito (maggiori fondi a disposizione per la ripatrimonializzazione dei fondi rischi e per l’abbattimento del tasso d’interesse), infrastrutture (trasporti, pubblica amministrazione ecc.), testo unico per il Welfare, interventi per le aree di crisi (Val Vibrata, Val Pescara, Val Sinello), Masterplan della Valle Peligna, risorse aggiuntive per l’area del terremoto, attivazione del Focus Grandi Imprese (tavolo permanente di raccordo con le grandi imprese presenti sul territorio), rilancio del sistema universitario abruzzese e riapertura del confronto continuativo e stabile con il Governo».
 Le risorse saranno gestite attivando Fira, Abruzzo Sviluppo, Assessorato politiche attive del lavoro e Direzione affari della presidenza, con un totale di 133 mln a cui sono stati aggiunti 9 mln per lo Start up di nuove imprese, per cui si arriva a 142 mln. Su altri temi di interesse nazionale è previsto un incontro a breve con il Governo. 
Al di la dei facili entusiasmi che l’accordo ha fatto registrare, le passate esperienze della politica degli annunci impongono un sano scetticismo sulla rapidità degli interventi e sul loro reale impatto sull’economia regionale. Anche in passato ci sono state iniziative “epocali” che dovevano far ripartire l’economia, ma che si sono tradotte in facili arricchimenti di qualche lobby (vedi la legge Domenici sui capannoni, gestita dalla Fira in modo tale da richiamare l’attenzione della magistratura). Come dire: il pacchetto “Presto” è un risultato positivo – anche politico - e va nella direzione giusta. Manca però una figura, un ufficio, un responsabile del controllo di dove e come si spenderanno i soldi. Quello che serve oggi è creare lavoro certo, non solo annunci o occasioni di speculazione.
Sebastiano Calella
Questo l’accordo sottoscritto ieri alla Consulta regionale per lo sviluppo, dove Regione, sindacato e datori di lavoro hanno messo nero su bianco proposte e iniziative di sviluppo. Chiamate in sigla si chiama “Presto” pacchetto regionale per il sostegno al tessuto produttivo e all’occupazione. Questo accordo, che in sostanza si traduce in più credito e più lavoro, recepisce le idee sullo sviluppo economico condivise da maggioranza ed opposizione, ma soprattutto mette a disposizione dell’economia abruzzese 142 milioni di risorse esistenti e solo da riprogrammare. In più c’è una novità che dovrebbe essere decisiva per la concreta attuazione del programma concordato, la cui conclusione è fissata entro sei mesi, a febbraio 2013. “Presto”, infatti, contiene per la prima volta un cronoprogramma rigido di scadenze (ad esempio i bandi saranno pubblicati al più presto e le domande e le assegnazioni di fondi ci saranno entro febbraio prossimo), di iniziative di formazione, di agevolazioni per la nascita di nuove imprese, di interventi per le aree di crisi, per lo sviluppo del sistema universitario regionale e – cosa che non guasta – per la riduzione delle tasse, inserita nella prossima legge finanziaria 2013.Secondo il presidente Chiodi questo accordo è l’applicazione concreta della sua volontà politica di «cambiare passo» ed è il frutto del risanamento delle finanze regionali, di cui rivendica il merito. In realtà sembra essere l’apertura da tempo sollecitata alle proposte dei sindacati, dei datori di lavoro e delle opposizioni in Consiglio sulla necessità di un intervento più deciso per contrastare la crisi economica, la diminuzione del Pil abruzzese, la situazione esplosiva del mondo del lavoro, l’aumento della cassa integrazione e l’insostenibilità della tassazione sui redditi degli abruzzesi.

MEGLIO TARDI CHE MAI?

Meglio tardi che mai oppure siamo di fronte al solito annuncio di accordo con i sindacati o i datori di lavoro fatto di promesse e nulla più? A scorrere il protocollo di intesa e le dichiarazioni di chi ha partecipato ieri – ma non solo ieri – alla preparazione ed alla stesura del pacchetto “Presto”, stavolta sembrerebbe tutto a posto ed in grado di funzionare, visto che sono a disposizione i soldi sicuri dei Por Fesr e dei Fas. Quasi troppo bello per essere vero. «La Cisl esprime un moderato ottimismo per la conclusione positiva del confronto con la Regione – commenta Maurizio Spina, segretario regionale Cisl – ed ha molta fiducia nel rispetto delle scadenze prefissate. Nello stesso tempo, viste le dichiarazioni del presidente Chiodi sullo stato di salute delle finanze regionali, abbiamo deciso di formalizzare con una lettera la richiesta di abbassare le tasse, cosa che Chiodi si è impegnato a fare inserendo il provvedimento nella prossima legge finanziaria. Per il momento il quadro degli interventi mi sembra molto ben articolato e senza amnesie. Si tratta di lavorare tutti per rispettare impegni e tempi». Ed il sindacato farà la sua parte, assicura Spina: «l’Abruzzo non deve farsi trovare impreparato nella gestione della crisi delle grandi aziende come Honda, Micron, Pilkington, Technolabs , Sixty, ecc. senza dimenticare le criticità di quelle più piccole».

I settori di intervento scelti nell’accordo da 142 mln sono: credito (maggiori fondi a disposizione per la ripatrimonializzazione dei fondi rischi e per l’abbattimento del tasso d’interesse), infrastrutture (trasporti, pubblica amministrazione ecc.), testo unico per il Welfare, interventi per le aree di crisi (Val Vibrata, Val Pescara, Val Sinello), Masterplan della Valle Peligna, risorse aggiuntive per l’area del terremoto, attivazione del Focus Grandi Imprese (tavolo permanente di raccordo con le grandi imprese presenti sul territorio), rilancio del sistema universitario abruzzese e riapertura del confronto continuativo e stabile con il Governo. 

Le risorse saranno gestite attivando Fira, Abruzzo Sviluppo, Assessorato politiche attive del lavoro e Direzione affari della presidenza, con un totale di 133 mln a cui sono stati aggiunti 9 mln per lo Start up di nuove imprese, per cui si arriva a 142 mln. Su altri temi di interesse nazionale è previsto un incontro a breve con il Governo. Al di la dei facili entusiasmi che l’accordo ha fatto registrare, le passate esperienze della politica degli annunci impongono un sano scetticismo sulla rapidità degli interventi e sul loro reale impatto sull’economia regionale. Anche in passato ci sono state iniziative “epocali” che dovevano far ripartire l’economia, ma che si sono tradotte in facili arricchimenti di qualche lobby (vedi la legge Domenici sui capannoni, gestita dalla Fira in modo tale da richiamare l’attenzione della magistratura). Come dire: il pacchetto “Presto” è un risultato positivo – anche politico - e va nella direzione giusta. Manca però una figura, un ufficio, un responsabile del controllo di dove e come si spenderanno i soldi. Quello che serve oggi è creare lavoro certo, non solo annunci o occasioni di speculazione.

Sebastiano Calella

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