SANITA'

Cisl Fp attacca: «irregolari gli atti aziendali Asl, Chiodi già in campagna elettorale»

Il sindacato: troppi primari rispetto alle linee guida e poche risorse per il territorio

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L'assessorato alla sanità
ABRUZZO. La Cisl Fp aveva previsto che i quattro Atti aziendali delle Asl sarebbero stati approvati, nessun dubbio.

Secondo il segretario generale Vincenzo Traniello e quello regionale Davide Farina quanto è avvenuto sarebbe solo una conferma del «chiaro conflitto di interesse che ha Chiodi nel rivestire il doppio incarico di presidente di Regione (ruolo politico) e commissario governativo (ruolo tecnico)».
Ma la critica non finisce qui. Secondo la Cisl questi Atti aziendali di fatto «sconfessano il decreto attuativo del febbraio 2011 sulla razionalizzazione delle Unità operative complesse (cioè sul taglio dei primari) e soprattutto non rispettano le indicazioni del tavolo di monitoraggio ministeriale che più di una volta ha chiesto alla Regione di conformarsi alle indicazioni degli standard nazionali».
Quindi bocciatura su tutta la linea da parte della Cisl Fp per le delibere che hanno “validato” le proposte dei quattro manager che non hanno rispettato le linee guida emanate dal Commissario. Secondo il sindacato la vera spiegazione va ricercata nel fatto che il presidente/commissario Gianni Chiodi «è già in campagna elettorale, perché non tagliare i primari risponde alle logiche degli interessi locali che producono consenso elettorale. Ma queste scelte non rispondono alle reali esigenze sanitarie regionali che vorrebbero più risorse sui territori e meno negli ospedali, più servizi capillari ai cittadini e meno doppioni o triplicazioni di reparti di uguale disciplina sanitaria, ma con primari diversi».
Secondo la Cisl Fp, Chiodi avrebbe quanto meno dovuto osservare gli Atti aziendali che contengono ancora marcate differenze in eccesso rispetto al suo decreto del 2011 e agli standard ministeriali emanati dal Comitato Lea (livelli essenziali di assistenza) sul numero complessivo dei Dipartimenti e delle Unità operative complesse, semplici e dipartimentali.
«Infatti – concludono Traniello e Farina - ferma l’invarianza del costo complessivo del personale entro i limiti di spesa stabiliti dalla finanziaria 2010, la rideterminazione del costo per il personale del comparto non medico (infermieri, tecnici, radiologi, fisioterapisti, assistenti) è strettamente correlata al processo di razionalizzazione delle unità complesse semplici e dipartimentali. Più il costo della dirigenza sarà in eccesso e più quello del comparto sarà in difetto, perché chiamato a sostenere i maggiori oneri finanziari dei dirigenti. Il che provocherà gravi ripercussioni sulla minore occupazione e sul reddito del personale interessato, ma in particolare sulla garanzia dei servizi sanitari ai pazienti».