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Riordino Province, la tavola rotonda e lo spettro della Corte Costituzionale

Entro il 2 ottobre bisognerà trovare una proposta definitiva

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Mario Monti

Mario Monti

 

Riordino Province, le tavole rotonda e lo spettro della Corte Costituzionale
Entro il 2 ottobre bisognerà trovare una proposta definitiva
PINETO. Si terrà domani, martedì 4 settembre, alle ore 17.00 a Pineto, un incontro pubblico aperto ad amministratori, tecnici e cittadini, che potranno confrontarsi sulle recenti innovazioni legislative introdotte dal Governo con il riordino delle Province italiane.
«Si tratta senza dubbio – è il commento in merito del sindaco Luciano Monticelli – di una modifica sostanziale del sistema, con inevitabili forti conseguenze per i territori. Per questo è nostro dovere conoscere più approfonditamente la problematica e tutto quanto è ad essa correlato».
Oltre al primo cittadino pinetese e segretario Cal, interverranno all’incontro anche Federico Cuccolini, segretario generale e responsabile dell’Ufficio Legale del Comune di Pineto ed Enzo Di Salvatore, docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo.
2 OTTOBRE TERMINE ULTIMO
I comuni e le province abruzzesi si sono confrontate apertamente ed animatamente per tutto il mese di agosto per cercare di predisporre i criteri secondo i quali elaborare una proposta risolutiva entro il termine prefissato per il prossimo 2 ottobre.
Il discorso da affrontare è parso abbastanza complicato, i tempi molto ristretti e le ipotesi molteplici, perciò, già nella prossima seduta del CAL, prevista per il 7 settembre, il presidente Del Corvo ha chiesto di formalizzare le proposte dei Comuni e dei componenti del CAL.
«L’iter previsto, anche dopo il progetto che presenteremo ad Ottobre, - ha dichiarato Del Corvo – non incontrerà sicuramente pochi ostacoli ma è importante avere delle risposte concrete, oggi, dai sindaci dei Comuni d’Abruzzo, che come padroni del territorio devono presentare  le loro proposte su questo tavolo per mettere in campo un’idea di riordino delle circoscrizioni provinciali». Durante la riunione è venuta fuori, la volontà di sollecitare la Giunta Regionale, affinché faccia ricorso alla Corte Costituzionale, in virtù proprio dell’incostituzionalità della legge del Governo Monti, al fine di ribadire l'autonomia delle Regioni nella riorganizzazione del proprio territorio avendo comunque come obiettivo quello del risparmio. Chiaramente sarà necessario un parere dell’ufficio legislativo che verificherà la fattibilità o meno del ricorso stesso.
 Il CAL non ha la facoltà di fare ricorsi alla Corte Costituzionale ma può demandare alla Regione la possibilità di farlo.
MASCIA: «SU PESCARA CAPOLUOGO NESSUN DUBBIO»
Ha le idee abbastanza chiare, invece, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia che su una cosa non transige: «saremo noi il capoluogo come deciso dalla legge numero 135 dello scorso 7 agosto». La legge ha fissato paletti e criteri per il Piano di riordino territoriale all’interno delle regioni, e, ovviamente, Pescara non intende assolutamente rinunciare a quel ruolo di leader che le viene assegnato in modo naturale.
«Comprendo le ragioni e i timori della politica strettamente territoriale – ha sottolineato il sindaco Albore Mascia – che da Chieti e da Teramo sta avanzando proposte che, al di là di numeri e cifre, si basano fondamentalmente sulla volontà condivisa di mantenere, ciascuno, la propria identità, storia e poteri istituzionali. La verità è che oggi la legge 135 ci chiede e impone di fare un salto di qualità nella visione delle amministrazioni territoriali, superando le logiche di campanile, e guardando oltre».
IL DIBATTITO VA AVANTI
E così in attesa di decisioni precise va avanti il dibattito sul futuro assetto delle Province abruzzesi per effetto del decreto sulla spending review. Se da un lato il capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale, Carlo Costantini, ed il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, si dicono certi che sia meglio cancellarle definitivamente, dall'altro il coordinatore provinciale del Pdl L'Aquila-Sulmona, Alfonso Magliocco, critica il «silenzio assordante» dell'aquilano, che si contrappone al dibattito in corso a Pescara, Chieti e Teramo.
  Costantini è tornato a parlare di 'Grande Pescara' ed ha anticipato che in occasione della prossima conferenza dei capigruppo solleciterà nuovamente l'adozione dell'atto amministrativo del Consiglio Regionale che manca per dare la parola ai cittadini e consentire la celebrazione del referendum consultivo sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
 Sulla questione è intervenuto anche il segretario della Uil Abruzzo, Roberto Campo, convinto che «le Province vadano eliminate tutte». In ogni caso, secondo il sindacalista, «il riordino, se affrontato bene, potrebbe farci fare passi avanti», ma in Abruzzo «il dibattito è stato complessivamente deludente e le proposte che circolano maggiormente ci preoccupano».
  Il coordinatore provinciale del Pdl L'Aquila-Sulmona, Alfonso Magliocco, infine, si dice preoccupato dal fatto che il dibattito in corso «vede una certa dell'intera classe dirigente della provincia dell'Aquila, la quale sembra non curarsi del problema. Pur comprendendo l'importanza delle problematiche della ricostruzione - sottolinea il coordinatore - queste non possono e non devono essere 'onnivore' e lasciare ad altri il compito di prendere decisioni strategiche che potrebbero avere effetti significativi sui futuri assetti della regione Abruzzo».
Il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio chiede invece un negoziato fra le Province di Chieti e Pescara nella prospettiva di costituire una Provincia unica «mantenendo
il Capoluogo di quest’ultima nella città di Chieti con gli uffici che già vi sono presenti».
Il consigliere regionale Emilio Nasuti chiede la fusione delle attuali Province di Chieti e Pescara e l’ istituzione di un Comune unico che comprenda gli attuali Comuni di Chieti, Pescara, Francavilla al Mare, Montesilvano, Spoltore e San Giovanni Teatino. 
«E’ la soluzione più logica», spiega Nasuti. «Il nuovo Comune capoluogo – continua – conterebbe una popolazione di 285.079 abitanti, vale a dire la seconda realtà urbana della sponda Adriatica, dopo Bari (320.475 abitanti) e prima di Venezia (270.884). Va da sé che aumenterebbe notevolmente il ‘peso specifico’ della nuova città, che potrebbe drenare più facilmente risorse per infrastrutture e servizi, senza vedere più messe in discussione alcune prerogative, come a esempio la presenza dell’aeroporto o le fermate dei treni a lunga percorrenza».
 Con la costituzione di un Comune capoluogo unico, si andrebbe anche a superare la questione della presenza degli uffici, dice Nasuti, che potrebbero essere dislocati sul territorio in base a specifici accordi. Trattandosi di un’unica città, il problema infatti non si porrebbe. La Questura potrebbe essere ubicata nell’attuale Pescara e la Prefettura nell’attuale Chieti, a esempio, considerando che a Pescara c’è anche un’alta concentrazione di uffici della Regione. 
PINETO. Si terrà domani, martedì 4 settembre, alle ore 17.00 a Pineto, un incontro pubblico aperto ad amministratori, tecnici e cittadini, che potranno confrontarsi sulle recenti innovazioni legislative introdotte dal Governo con il riordino delle Province italiane.«Si tratta senza dubbio – è il commento in merito del sindaco Luciano Monticelli – di una modifica sostanziale del sistema, con inevitabili forti conseguenze per i territori. Per questo è nostro dovere conoscere più approfonditamente la problematica e tutto quanto è ad essa correlato».Oltre al primo cittadino pinetese e segretario Cal, interverranno all’incontro anche Federico Cuccolini, segretario generale e responsabile dell’Ufficio Legale del Comune di Pineto ed Enzo Di Salvatore, docente della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Teramo.

2 OTTOBRE TERMINE ULTIMO
I comuni e le province abruzzesi si sono confrontate apertamente ed animatamente per tutto il mese di agosto per cercare di predisporre i criteri secondo i quali elaborare una proposta risolutiva entro il termine prefissato per il prossimo 2 ottobre.Il discorso da affrontare è parso abbastanza complicato, i tempi molto ristretti e le ipotesi molteplici, perciò, già nella prossima seduta del CAL, prevista per il 7 settembre, il presidente Del Corvo ha chiesto di formalizzare le proposte dei Comuni e dei componenti del CAL.
«L’iter previsto, anche dopo il progetto che presenteremo ad Ottobre, - ha dichiarato Del Corvo – non incontrerà sicuramente pochi ostacoli ma è importante avere delle risposte concrete, oggi, dai sindaci dei Comuni d’Abruzzo, che come padroni del territorio devono presentare  le loro proposte su questo tavolo per mettere in campo un’idea di riordino delle circoscrizioni provinciali». Durante la riunione è venuta fuori, la volontà di sollecitare la Giunta Regionale, affinché faccia ricorso alla Corte Costituzionale, in virtù proprio dell’incostituzionalità della legge del Governo Monti, al fine di ribadire l'autonomia delle Regioni nella riorganizzazione del proprio territorio avendo comunque come obiettivo quello del risparmio. Chiaramente sarà necessario un parere dell’ufficio legislativo che verificherà la fattibilità o meno del ricorso stesso. Il CAL non ha la facoltà di fare ricorsi alla Corte Costituzionale ma può demandare alla Regione la possibilità di farlo.

MASCIA: «SU PESCARA CAPOLUOGO NESSUN DUBBIO»
Ha le idee abbastanza chiare, invece, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia che su una cosa non transige: «saremo noi il capoluogo come deciso dalla legge numero 135 dello scorso 7 agosto». La legge ha fissato paletti e criteri per il Piano di riordino territoriale all’interno delle regioni, e, ovviamente, Pescara non intende assolutamente rinunciare a quel ruolo di leader che le viene assegnato in modo naturale.
«Comprendo le ragioni e i timori della politica strettamente territoriale – ha sottolineato il sindaco Albore Mascia – che da Chieti e da Teramo sta avanzando proposte che, al di là di numeri e cifre, si basano fondamentalmente sulla volontà condivisa di mantenere, ciascuno, la propria identità, storia e poteri istituzionali. La verità è che oggi la legge 135 ci chiede e impone di fare un salto di qualità nella visione delle amministrazioni territoriali, superando le logiche di campanile, e guardando oltre».

IL DIBATTITO VA AVANTI
E così in attesa di decisioni precise va avanti il dibattito sul futuro assetto delle Province abruzzesi per effetto del decreto sulla spending review. Se da un lato il capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale, Carlo Costantini, ed il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, si dicono certi che sia meglio cancellarle definitivamente, dall'altro il coordinatore provinciale del Pdl L'Aquila-Sulmona, Alfonso Magliocco, critica il «silenzio assordante» dell'aquilano, che si contrappone al dibattito in corso a Pescara, Chieti e Teramo.
  Carlo Costantini è tornato a parlare di 'Grande Pescara' ed ha anticipato che in occasione della prossima conferenza dei capigruppo solleciterà nuovamente l'adozione dell'atto amministrativo del Consiglio Regionale che manca per dare la parola ai cittadini e consentire la celebrazione del referendum consultivo sulla fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
 Sulla questione è intervenuto anche il segretario della Uil Abruzzo, Roberto Campo, convinto che «le Province vadano eliminate tutte». In ogni caso, secondo il sindacalista, «il riordino, se affrontato bene, potrebbe farci fare passi avanti», ma in Abruzzo «il dibattito è stato complessivamente deludente e le proposte che circolano maggiormente ci preoccupano».
  Il coordinatore provinciale del Pdl L'Aquila-Sulmona, Alfonso Magliocco, infine, si dice preoccupato dal fatto che il dibattito in corso «vede una certa dell'intera classe dirigente della provincia dell'Aquila, la quale sembra non curarsi del problema. Pur comprendendo l'importanza delle problematiche della ricostruzione - sottolinea il coordinatore - queste non possono e non devono essere 'onnivore' e lasciare ad altri il compito di prendere decisioni strategiche che potrebbero avere effetti significativi sui futuri assetti della regione Abruzzo».
Il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio chiede invece un negoziato fra le Province di Chieti e Pescara nella prospettiva di costituire una Provincia unica «mantenendoil Capoluogo di quest’ultima nella città di Chieti con gli uffici che già vi sono presenti».
Il consigliere regionale Emilio Nasuti chiede la fusione delle attuali Province di Chieti e Pescara e l’ istituzione di un Comune unico che comprenda gli attuali Comuni di Chieti, Pescara, Francavilla al Mare, Montesilvano, Spoltore e San Giovanni Teatino. «E’ la soluzione più logica», spiega Nasuti. «Il nuovo Comune capoluogo – continua – conterebbe una popolazione di 285.079 abitanti, vale a dire la seconda realtà urbana della sponda Adriatica, dopo Bari (320.475 abitanti) e prima di Venezia (270.884). Va da sé che aumenterebbe notevolmente il ‘peso specifico’ della nuova città, che potrebbe drenare più facilmente risorse per infrastrutture e servizi, senza vedere più messe in discussione alcune prerogative, come a esempio la presenza dell’aeroporto o le fermate dei treni a lunga percorrenza».
 Con la costituzione di un Comune capoluogo unico, si andrebbe anche a superare la questione della presenza degli uffici, dice Nasuti, che potrebbero essere dislocati sul territorio in base a specifici accordi. Trattandosi di un’unica città, il problema infatti non si porrebbe. La Questura potrebbe essere ubicata nell’attuale Pescara e la Prefettura nell’attuale Chieti, a esempio, considerando che a Pescara c’è anche un’alta concentrazione di uffici della Regione.