SPENDING REVIEW

Soppressione Province. Curva Volpi scende in campo per Chieti

I tifosi difendono la Provincia teatina

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1844

Soppressione Province. Curva Volpi scende in campo per Chieti
CHIETI. Da Chieti si leva una voce. E’ quella del comitato di tifosi “Curva Volpi”.

Soppressione Province. Curva Volpi scende in campo per Chieti
I tifosi difendono la Provincia teatina: «no alla cannibalizzazione del territorio»
Soppressione Province, Chieti, Curva Volpi, Umberto Di Primio, Enrico Di Giuseppantonio
CHIETI. Da Chieti si leva una voce. E’ quella del comitato di tifosi “Curva Volpi” che vuole salvare la Provincia di Chieti.
Da quando il Governo ha stabilito la soppressione e l’ accorpamento degli enti Provincia, la politica abruzzese è in fermento.
I parametri fissati da Roma prevedono l’accorpamento di  64 province su 107. Scompariranno quelle con una dimensione territoriale al di sotto dei 2.500 chilometri quadrati e con una popolazione residente inferiore ai 350 mila abitanti; i comprensori che ospitano i capoluoghi di regione saranno immuni dai tagli. Nel caso di accorpamento di più Province, il capoluogo del nuovo ente dovrà essere la città con il maggior numero di abitanti.
E questo ha seminato panico e risvegliato vecchie rivalità di campanile. Chieti rivendica la sua autonomia e teme di finire sotto l’egida di Pescara. Sotto cenere si agitano accordi, intenzioni, programmi.
Anche i cittadini prendono parte al dibattito. La Curva Volpi di Chieti si è rivolta ai politici locali perché facciano fronte comune contro un’eventuale soppressione o accorpamento. «Il sindaco, i rappresentanti nelle sedi nazionali, regionali, provinciali e comunali la smettano con non-azioni ed atteggiamenti vinti e supini, si attivino  urgentemente contro lo stillicidio in atto», è l’appello del comitato.
La Curva Volpi è preoccupata perché la perdita dello status di Provincia di Chieti e l’eliminazione o riduzione di uffici ed enti provinciali, dice, «comporterebbe la fine definitiva di una città già cannibalizzata da decenni, la morte della sua economia e del piccolo commercio. Questo, oltretutto, in una comunità che sta pagando come nessuna in Abruzzo la crisi industriale (chiusura Burgo, vertenze Sixty, Villa Pini ed altro), che ha già subito nel silenzio scippi e delocalizzazioni(sede della Banca d’Italia, spostamenti ospedalieri ed altro) e con una disoccupazione in drammatico aumento».
A farne le spese, poi, sempre secondo il comitato, «sarebbe l’intero territorio visto che un accentramento di potere verso un unico luogo porterà alla mancanza di ricambio di chi governa (ricambio esistente attualmente, dato che negli ultimi anni ci sono stati presidenti di Ortona, Lanciano, Chieti)».
E’ per questo che il gruppo ha chiesto ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati, alle associazioni di capire l’importanza di questa battaglia e di essere partecipi in qualsiasi attività che possa cambiare lo stato di cose in una città.
Da quando il Governo ha stabilito la soppressione e l’ accorpamento degli enti Provincia, la politica abruzzese è in fermento.I parametri fissati da Roma prevedono l’accorpamento di  64 province su 107. Scompariranno quelle con una dimensione territoriale al di sotto dei 2.500 chilometri quadrati e con una popolazione residente inferiore ai 350 mila abitanti; i comprensori che ospitano i capoluoghi di regione saranno immuni dai tagli. Nel caso di accorpamento di più Province, il capoluogo del nuovo ente dovrà essere la città con il maggior numero di abitanti.

E questo ha seminato panico e risvegliato vecchie rivalità di campanile. Chieti rivendica la sua autonomia e teme di finire sotto l’egida di Pescara. Sotto cenere si agitano accordi, intenzioni, programmi.Anche i cittadini prendono parte al dibattito. La Curva Volpi di Chieti si è rivolta ai politici locali perché facciano fronte comune contro un’eventuale soppressione o accorpamento. «Il sindaco, i rappresentanti nelle sedi nazionali, regionali, provinciali e comunali la smettano con non-azioni ed atteggiamenti vinti e supini, si attivino  urgentemente contro lo stillicidio in atto», è l’appello del comitato. La Curva Volpi è preoccupata perché la perdita dello status di Provincia di Chieti e l’eliminazione o riduzione di uffici ed enti provinciali, dice, «comporterebbe la fine definitiva di una città già cannibalizzata da decenni, la morte della sua economia e del piccolo commercio. Questo, oltretutto, in una comunità che sta pagando come nessuna in Abruzzo la crisi industriale (chiusura Burgo, vertenze Sixty, Villa Pini ed altro), che ha già subito nel silenzio scippi e delocalizzazioni (sede della Banca d’Italia, spostamenti ospedalieri ed altro) e con una disoccupazione in drammatico aumento». A farne le spese, poi, sempre secondo il comitato, «sarebbe l’intero territorio visto che un accentramento di potere verso un unico luogo porterà alla mancanza di ricambio di chi governa (ricambio esistente attualmente, dato che negli ultimi anni ci sono stati presidenti di Ortona, Lanciano, Chieti)». E’ per questo che il gruppo ha chiesto ai lavoratori, ai pensionati, ai disoccupati, alle associazioni di capire l’importanza di questa battaglia e di essere partecipi in qualsiasi attività che possa cambiare lo stato di cose in una città.