LA POLEMICA

D’Alessandro (Idv) contro Chiodi: «commissari-dirigenti dei consorzi strapagati»

E la polemica continua su Facebook…

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Cesare D'Alessandro

Cesare D'Alessandro

ABRUZZO. Cesare D’Alessandro (Idv) accusa Chiodi di avere le mani bucate.

D’Alessandro (Idv) contro Chiodi: «commissari-dirigenti dei consorzi strapagati»
E la polemica continua su Facebook…
Consorzio industriale, nomine commissari, Cesare D’Alessandro, Gianni Chiodi, Arap
ABRUZZO. Cesare D’Alessandro (Idv) accusa Chiodi di avere le mani bucate. Mr President si difende dalla sua pagina Facebook: «ma che infingardo».
La querelle verte sulle nomine di alcuni  dirigenti regionali come commissari liquidatori del consorzio industriale Chieti-Pescara.
 La liquidazione dei consorzi industriali rientra nell’operazione di fusione degli enti in un’ unica azienda regionale aree industriali, detta Arap. I sette attuali consorzi indebitati così saranno uniti in un unico soggetto secondo quanto previsto nella legge di riordino delle funzioni in materia di aree produttive. Tempo per la fusione: diciotto mesi.
Secondo la ricostruzione del vice capogruppo regionale Idv D’Alessandro, Chiodi esattamente un anno fa, con la delibera di Giunta regionale numero  627 del settembre 2011 ha nominato i commissari liquidatori del consorzio Chieti-Pescara, «ritenendo che uno solo non fosse sufficiente e ne servissero addirittura tre».
Secondo D’Alessandro ai tre dirigenti regionali nominati  spetta, «oltre allo stipendio ed al compenso per il ruolo di liquidatori anche l’ indennità prevista per il presidente del consorzio (pari al 50% dell'indennità del presidente della provincia di Pescara)».
Il compito dei commissari è quello di trasmettere alla Giunta regionale, nei termini fissati con la delibera di nomina (entro il 19 settembre di quest'anno), il piano di liquidazione del consorzio. Una previsione, rincara il dipietrista, «completamente disattesa, visto che nulla e' stato ancora fatto visto che Chiodi ha pensato bene di prorogare a tutti e tre il mandato commissariale (a fine aprile del 2013), e sempre mantenendo intatte le indennità».
Ma le critiche continuano. «Perché, pur essendo stabilito che i commissari vengono scelti tra funzionari», dice D’Alessandro, «competenti in discipline giuridiche e/o economiche, ha invece nominato presidente un ingegnere e, quindi, effettuato una nomina illegittima? Perché, allo scadere dei termini che Chiodi tesso aveva stabilito, ha voluto prorogare ancora il mandato ai commissari, i quali, lautamente pagati, avrebbero tutto l’interesse a impiegarci più di un secolo prima di concludere le fasi della liquidazione? Perché li paga ciascuno quasi tremila euro al mese (metà dell’indennità del presidente della Provincia) in aggiunta allo stipendio da regionali?».
Secondo il consigliere di minoranza «si tratta del solito sistema teso a conservare e rafforzare il sistema di potere del centrodestra, come per le nomine dell’Arta, della Fira, dell’Arit, degli altri consorzi industriali, delle Ater, delle Asl, dove spadroneggiano e vivacchiano i suoi scudieri, tutti lautamente ricompensati: da Amicone a Micucci, da Pierangeli a Varrassi, senza dimenticare le consulenze a Tancredi, affidate, pagate e mai troppo documentate».
E intanto la polemica è sbarcata anche Facebook. Dalla sua pagina personale il presidente si difende così: «ma che infingardo (D’Alessandro ndr). Con i commissari funzionari regionali spendiamo molto, ma molto meno, di quanto spendeva il centrosinistra nominando consigli di amministrazione a go go composti da nominati dalla politica. Insomma il solito stravolgimento della realtà».
Ed un coro di sostenitori gli dà manforte. «Secondo me D’Alessandro non sa leggere», dice  Antonio. E Chiara: «io questi signori li lascerei parlare e farli cuocere nel loro stesso brodo. Presidente ci faccia caso: più parlano e più si fanno del male. Peccato che c’è gente che da loro credibilità».
Ed ai dubbi di Emanuele che commenta: «ubi veritas (dov’è la verità)?», Chiodi prontamente  risponde: «come ubi veritas? Mi scusi ma non sarebbe stato più politicamente produttivo fare le solite nomine di partito pagandole lautamente? Piuttosto che funzionari regionali che remuneriamo con molto molto meno? Se volete torniamo ai consigli di amministrazione composti da personale politicamente orientato come  faceva anche l’Idv quando governava». Chiude Giuseppe: «Sì ma ste sottopoltrone da sottogoverno danno comunque fastidio, a maggior ragione se si tratta di dirigenti regionali. Poi ci credo che per un'autorizzazione eolica ci mettono 5 anni, stanno impegnati a fare i commissari... Peggio dei politici ci sono i burocrati...ah dimenticavo: la famosa Abruzzo Engineering ha ancora un Consiglio di amministrazione ben pagatissimo. Felice di essere eventualmente smentito, eh!».
Mr President si difende dalla sua pagina Facebook: «ma che infingardo». La querelle verte sulle nomine di alcuni  dirigenti regionali come commissari liquidatori del consorzio industriale Chieti-Pescara. La liquidazione dei consorzi industriali rientra nell’operazione di fusione degli enti in un’ unica azienda regionale aree industriali, detta Arap. I sette attuali consorzi indebitati così saranno uniti in un unico soggetto secondo quanto previsto nella legge di riordino delle funzioni in materia di aree produttive. Tempo per la fusione: diciotto mesi.

Secondo la ricostruzione del vice capogruppo regionale Idv D’Alessandro, Chiodi esattamente un anno fa, con la delibera di Giunta regionale numero  627 del settembre 2011 ha nominato i commissari liquidatori del consorzio Chieti-Pescara, «ritenendo che uno solo non fosse sufficiente e ne servissero addirittura tre». Secondo D’Alessandro ai tre dirigenti regionali nominati  spetta, «oltre allo stipendio ed al compenso per il ruolo di liquidatori anche l’ indennità prevista per il presidente del consorzio (pari al 50% dell'indennità del presidente della provincia di Pescara)». Il compito dei commissari è quello di trasmettere alla Giunta regionale, nei termini fissati con la delibera di nomina (entro il 19 settembre di quest'anno), il piano di liquidazione del consorzio. Una previsione, rincara il dipietrista, «completamente disattesa, visto che nulla e' stato ancora fatto visto che Chiodi ha pensato bene di prorogare a tutti e tre il mandato commissariale (a fine aprile del 2013), e sempre mantenendo intatte le indennità».Ma le critiche continuano. «Perché, pur essendo stabilito che i commissari vengono scelti tra funzionari», dice D’Alessandro, «competenti in discipline giuridiche e/o economiche, ha invece nominato presidente un ingegnere e, quindi, effettuato una nomina illegittima? Perché, allo scadere dei termini che Chiodi tesso aveva stabilito, ha voluto prorogare ancora il mandato ai commissari, i quali, lautamente pagati, avrebbero tutto l’interesse a impiegarci più di un secolo prima di concludere le fasi della liquidazione? Perché li paga ciascuno quasi tremila euro al mese (metà dell’indennità del presidente della Provincia) in aggiunta allo stipendio da regionali?». 

Secondo il consigliere di minoranza «si tratta del solito sistema teso a conservare e rafforzare il sistema di potere del centrodestra, come per le nomine dell’Arta, della Fira, dell’Arit, degli altri consorzi industriali, delle Ater, delle Asl, dove spadroneggiano e vivacchiano i suoi scudieri, tutti lautamente ricompensati: da Amicone a Micucci, da Pierangeli a Varrassi, senza dimenticare le consulenze a Tancredi, affidate, pagate e mai troppo documentate». E intanto la polemica è sbarcata anche Facebook. Dalla sua pagina personale il presidente si difende così: «ma che infingardo (D’Alessandro ndr). Con i commissari funzionari regionali spendiamo molto, ma molto meno, di quanto spendeva il centrosinistra nominando consigli di amministrazione a go go composti da nominati dalla politica. Insomma il solito stravolgimento della realtà».
Ed un coro di sostenitori gli dà manforte. «Secondo me D’Alessandro non sa leggere», dice  Antonio. E Chiara: «io questi signori li lascerei parlare e farli cuocere nel loro stesso brodo. Presidente ci faccia caso: più parlano e più si fanno del male. Peccato che c’è gente che da loro credibilità». Ed ai dubbi di Emanuele che commenta: «ubi veritas (dov’è la verità)?», Chiodi prontamente  risponde: «come ubi veritas? Mi scusi ma non sarebbe stato più politicamente produttivo fare le solite nomine di partito pagandole lautamente? Piuttosto che funzionari regionali che remuneriamo con molto molto meno? Se volete torniamo ai consigli di amministrazione composti da personale politicamente orientato come  faceva anche l’Idv quando governava». Chiude Giuseppe: «Sì ma ste sottopoltrone da sottogoverno danno comunque fastidio, a maggior ragione se si tratta di dirigenti regionali. Poi ci credo che per un'autorizzazione eolica ci mettono 5 anni, stanno impegnati a fare i commissari... Peggio dei politici ci sono i burocrati...ah dimenticavo: la famosa Abruzzo Engineering ha ancora un Consiglio di amministrazione ben pagatissimo. Felice di essere eventualmente smentito, eh!».