Ecco dove tagliare i costi della politica: la ricetta della Uil

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Si è tenuta ad Alanno, la riunione del comitato centrale Uil Abruzzo, alla presenza del segretario nazionale Guglielmo Loy.

A tener banco, il tema  della riduzione dei costi della politica.  

«Se le istituzioni riuscissero a contenere i propri sperperi riacquisterebbero più credibilità agli occhi dei cittadini», ha affermato Roberto Campo, segretario regionale Uil Abruzzo  che evidenzia come una condotta più parsimoniosa da parte delle pubbliche amministrazioni comporterebbe una maggiore efficienza delle stesse.

«La riduzione delle spese si tradurrebbe in meno tasse sul lavoro e più servizi sociali», continua Campo.  Ma a quanto ammonterebbe questo risparmio nella regione Abruzzo?

«140 milioni di euro annui», secondo il sindacato. Una cifra importante che  implica numerose rinunce e tagli che sono state illustrate nel dettaglio nella riunione di Alanno.

Meno spese. «Oggi, in Abruzzo, circa 38.367 persone vivono di politica». E’ quanto emerge dalle indagini di Uil Abruzzo che sostiene «così coome si sopportano tagli alla sanità, trasporti, istruzione  bisognerebbe eliminare le spese su consulenze, comunicazione istituzionale ed organi consultivi». Tuttavia, sempre secondo il sindacato, il taglio più importante dovrebbe riguardare il funzionamento di Giunta Regionale e Consiglio, le cui spese invece continuano a lievitare (siamo a circa 29 milioni l’anno). Se ciò si realizzasse vi sarebbe un alleggerimento di 18,7 milioni di euro per le casse statali.

Razionalizzazione delle province. Altro punto importante per la Uil sarebbe quello di chiedere  agli organi provinciali di rispettare i ruoli istituzionali attribuiti loro dalla Costituzione, evitando di creare nuove figure professionali cui demandare compiti extra, è fondamentale.

«Solo la soppressione di figure non necessarie, come i Direttori Generali di Province e Comuni, ci farebbe risparmiare 1,5 milioni».

Accorpamento dei piccoli comuni. Quanto si risparmierebbe se se i 250 Comuni sotto 5.000 abitanti venissero accorpati in 80 Comuni da 15.000 abitanti? Le stime parlano di 35 milioni di euro.

Ridefinizione dei confini  istituzionali. Anche creare grandi  aree metropolitane attorno ai grandi centri urbani porterebbe una grande riduzione di costi. Per la proposta della “grande Pescara”, si è stimato un risparmio di 6,7 milioni l’anno.

L’altra ipotesi che viene preferita dalla Uil Abruzzo è quella incentrata sull’area metropolitana, a cavallo delle province di Pescara, Chieti e Teramo.

Le  partecipate. Salirebbe a quota 55,8 milioni il risparmio che si otterrebbe se si tagliassero le spese relative alle partecipate. Sono 883 le  persone impiegate in organi di governo dei consorzi e società partecipate dalle istituzioni abruzzesi (Regione, Province e Comuni). Questi dipendenti percepiscono per i gettoni di presenza complessivamente almeno 162mila euro l’anno. Tale quota si somma ai 186 milioni di euro che le amministrazioni stanziano per le loro indennità.

m.b.  02/04/2011 11.40