Stabilizzazione precari Asl, «l’ennesima presa in giro per la città de L’Aquila e per gli aquilani»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Stabilizzazione dei precari della Asl, oltre al danno la beffa.*IL PROCESSO DI STABILIZZAZIONE NELLA ASL DI PESCARA

Stefania Pezzopane e l’onorevole Giovanni Lolli denunciano «l’ennesima presa in giro» per il territorio aquilano messa a segno dal governatore Chiodi rispetto alla stabilizzazione dei lavoratori precari del comparto sanità.

 Secondo l’assessore comunale e il parlamentare, infatti, con il decreto numero 34 del 31 marzo 2011, con cui Chiodi ha disciplinato la materia, si sono assunte decisioni assolutamente diverse da quelle annunciate.

 In pratica la norma si limiterebbe a stabilire che il taglio del 50% delle spese per i precari, che comunque rimane, va calcolato, per tutte le Asl della regione Abruzzo, sull’anno 2010 e non sul 2009.

 «Il beneficio che da ciò deriva alla Asl de L’Aquila - sottolineano Lolli e Pezzopane - è estremamente limitato e, per di più, rischia di essere vanificato dalle procedure di mobilità e dallo scorrimento delle graduatorie dei concorsi, comunque previsti per legge. Fra l’altro – aggiungono i due esponenti - i maggiori oneri di spesa derivanti da questo decreto vengono coperti, per tutto l’Abruzzo, con i fondi del decreto 39, cioè con i finanziamenti per il terremoto. Così stando le cose, i problemi denunciati dai medici, dai sindacati e dalle associazioni di cittadini, rimangono praticamente gli stessi anche alla luce di questo decreto».

 Un provvedimento, quello di Chiodi, che quindi non risolverebbe in alcun modo i problemi del settore: «È scandaloso – tuonano i due esponenti di centrosinistra - il presidente Chiodi prende in giro ancora una volta la città de L’Aquila e gli aquilani. Avendo avuto modo di visionare in anteprima il testo del decreto numero 34 del 31 marzo 2011, non ancora pubblicato - hanno dichiarato i due esponenti Pd - veniamo a scoprire che la soluzione annunciata per il problema dei circa 300 precari della Asl de L’Aquila, la cui mancata proroga dei contratti porterebbe ad un taglio dei servizi per i cittadini e praticamente alla chiusura di interi reparti ospedalieri, è assolutamente diversa da quella che era stata solennemente annunciata».

 L’onorevole Lolli, già promotore di iniziative parlamentari annuncia ulteriori ‘correttivi’ alle decisioni di Chiodi: «Naturalmente il mio impegno - spiega - sarà quello di proporre emendamenti al decreto quando arriverà in aula alla Camera, sulla base di quanto richiesto per la provincia de L’Aquila, vale dire che, in considerazione dell’evento sismico e dei persistenti disagi ad esso connessi, i tagli previsti dal decreto legge 78 vengano sospesi per la sola Asl dell’Aquila. Stiamo parlando - ha concluso Lolli - di una misura i cui costi a carico dello Stato sono totalmente irrilevanti. Vorrei ricordare che stiamo parlando dello stesso Stato e dello stesso Governo che, recentemente, ha stanziato circa 50 milioni di euro per finanziare le multe non pagate da alcuni allevatori del nord per le quote latte».

 CHIODI: FALSO CHE SARANNO UTILIZZATI FONDI DEL TERREMOTO

«Come al solito il Pd, e nella fattispecie l'onorevole Lolli e la Pezzopane, si limita ad una lettura superficiale e prevenuta di ogni atto, riuscendo a vedere oscure manovre anche laddove si opera nell'esclusivo interesse della comunità abruzzese».

 Così il presidente Chiodi replica alle accuse dei due esponenti del Pd, precisando che il contenuto del decreto 34 e ben diverso da quello che loro «strumentalmente e ad arte, cercano di far credere».

 Chiodi smentisce innanzitutto che le maggiori spese derivanti da questo decreto saranno coperti per tutto l'Abruzzo con i fondi del decreto 39, cioè con i finanziamenti del terremoto.

 «Nulla di più falso – tuona il commissario alla Sanità - Come dico da tempo, ormai, le risorse sono già stanziate sui bilanci delle singole Asl, provenienti dal Fondo sanitario nazionale. La postilla 'ove non fossero sufficienti…' introdotta dal ministero dell'Economia - spiega meglio Chiodi - è mera precauzione, cautela. Ma ripeto, non sarà necessario ricorrere ai fondi per il sisma in quanto i soldi già sono lì».

 Chiodi pone piuttosto l’accento sulla soluzione trovata: «La vertenza precari - ricorda il presidente - è stata risolta prontamente ed efficacemente da questo governo regionale che ha operato in sinergia con quello nazionale per dare una speranza ed un futuro a molte persone. Un risultato straordinario, apprezzato anche fuori regione, che però, evidentemente, l'opposizione ha tutto l'interesse a sminuire, seminando disorientamento e falsi allarmismi nei lavoratori e nelle loro famiglie. E come al solito - conclude Chiodi - c'è chi vuole vedere la tempesta in un bicchier d'acqua. Indubbiamente molto più facile, e gratificante quanto a consenso, che occuparsi dei problemi veri della ricostruzione».

  d.d.c.  02/04/2011 10.11

 

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 IL PROCESSO DI STABILIZZAZIONE NELLA ASL DI PESCARA

 PESCARA. La Asl di Pescara avvia il processo di stabilizzazione dei precari.  Novanta addetti del comparto, cioè infermieri e tecnici, e personale amministrativo, sono stati stabilizzati dalla Asl di Pescara nel 2010 insieme a 20 medici. Nel 2011, nel giro di 60 giorni, saranno stabilizzati 40 dirigenti medici e circa 60 figure del comparto e nello stesso tempo si continuerà a lavorare per coprire i posti vacanti di primario, che sono 16.

 Questi i dati forniti dal manager della Asl, Claudio D'Amario, il quale ha assicurato che si sta agendo «nel pieno rispetto del piano del commissario e del piano triennale».  Il manager D’Amario ha anche chiarito le procedure a cui ci si è attenuti: ricorso alle graduatorie, mobilità e procedure concorsuali. «Nessun atto clientelare né spregiudicate politiche di assunzione», ha precisato D’Amario.  Parlando dei primari, il manager della Asl di Pescara ha spiegato che in servizio, nella Asl, ce ne sono 47 su un totale di 63 assegnati. Nel 2010 ne sono stati previsti altre 7, e 9 nel 2011, nel rispetto dei costi e dei budget.

 Il manager della Asl ha anche annunciato che a Popoli saranno attivati 30 posti letto di riabilitazione motoria a sempre a Popoli, come annunciato dal ministero, ci saranno 10 posti letto di riabilitazione nutrizionale.

 D'Amario, infine, è tornato sulla polemica in atto a livello regionale, sottolineando che c'e' stata un'interrogazione parlamentare, a «firma di una abruzzese del Pd – ha fatto notare - ma era basata sulla disinformazione e ai chiarimenti sollecitati dal ministero, che nascevano da alcune notizie stampa, ha risposto il presidente della Regione Chiodi».

 02/04/2011 10.11